A proposito della gioia:”Non ci credete? Invece è cosi'”

Da “La fragilità che è in noi “ di Eugenio Borgna, pag. 24 e ss.:

“La felicità ha il suo contrario nell’infelicità, la gioia non ha contrario, per questo è il più puro dei sentimenti, la pietra di paragone dell’animo. Saper gioire, com’è immensamente diverso dall’essere felici, com’è irrevocabile, sottratto ad ogni pericolo (…)!

Ed è una dimostrazione perché qui avviene la vera prova di forza; qui, nella gioia, si mostra il vero stato, la vera portata del cuore”.

La gioia come immagine del cuore, e il cuore come immagine della gioia: l’una e l’altra così fragili.

(…)la gioia è un’ emozione che nasce in noi solo quando il nostro cuore si sottrae agli avvenimenti di ogni giorno e recupera le sorgenti intatte del nostro aprirci agli altri: nella dedizione e nella solidarietà. La gioia è un’emozione friabile e fragilissima, come la stella del mattino che si intravede un attimo, e poi scompare fra la notte e l’alba.(…) La gioia è un’emozione di indescrivibile leggerezza che ci fa riflettere fino in fondo sul mistero della condizione umana: sulla sua estrema fragilità che resiste nondimeno alle situazioni dolorose della vita, quando nasca, e così è sempre, dal cuore. La gioia è un’emozione impalpabile fuggitiva, e non è facile raggiungerla, trattenerlo. Suscita fra le dita, e tuttavia come coda di cometa continua a vivere in noi, nella nostra memoria e nel nostro cuore.

Ma la gioia testimonia di un’arcana nostalgia di un infinito che non si spegne nemmeno nelle condizioni di straziato dolore e di quotidiana attesa della morte; come sono state quelle vissute da Etty Hillesum a Westerbork, il campo di concentramento olandese nel quale è stata confinata dal 1941 al 1943: nell’attesa (…) di essere mandata a morire ad Auschwitz . (…) La gioia, una gioia di inesprimibile tenerezza, rinasce in Etty Hillesum con parole che non si possono citare se non con il cuore in gola: “Ma cosa credete?, che non veda il filo spinato, non veda il dominio della morte, si’, ma vedo anche uno spicchio di cielo, e questo spicchio di cielo ce l’ho nel cuore, e in questo spicchio di cielo che ho nel cuore io vedo libertà e bellezza. Non ci credete? Invece è così.

La fragilità che è in noi

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