“Cose che nessuno sa”

Mi ero commossa per “Bianca come il latte, rossa come il sangue” e stentavo a credere che Alessandro D’avena potesse superare in un altro romanzo la struggente storia che mi aveva conquistato.

In questi giorni però ho letto non solo con struggimento, ma anche con un’inquietudine strana “Cose che nessuno sa”

In genere se un libro mi piace desidero farlo leggere o regalarlo a più gente possibile. Ma stavolta l’inquietudine ha generato in me una sorta di pudore.

Si’, perché quando il tuo cuore viene messo a nudo, non è facile mostrare il proprio segreto.

Ecco: questo romanzo narra la vita, con i suoi desideri, con l’ardore della felicità, con il dolore dell’ingiustizia, con tutti i sentimenti che caratterizzano il cuore di ciascun uomo. Ed uno si sente letto nel profondo, sente che l’autore giunge alla settima stanza e la rivela con pudore e tenerezza, per cui ti senti scoperto e disarmato.

Non fa sconti: ti dice come sei e ti aiuta a comprendenti meglio anche se hai diversi lustri sul groppone.

E tutto a partire dai testi classici della letteratura che la maggior parte di noi conosce. Ma, almeno io, ne conoscevo il contenuto, non il significato profondo e affascinante che rivela il cuore dell’uomo di ogni tempo. Almeno dell’amata Odissea che anch’io ai miei tempi avevo spezzettato per poterla affrontare insieme ad altri testi dell’epica che mi erano cari.

Ma, non approfondendola, come ha fatto D’Avena, ho perso veramente molte perle preziose, che si possono gustare solo quando si deve insegnarle a un gruppo di quattordicenni in piena crisi adolescenziale.

Devo dire grazie al fantastico autore perché è riuscito a rivelarmi quello che anch’io non avevo capito di me stessa e ancora ci sto meditando su.

Un regalo per la mia nipotina (anteprima)

È ancora piccola ; lunedi’ compirà un anno e mezzo e le mostrerò questo splendido Angelo appena ultimato.

Sono al secondo anno di studio di iconografia e ho voluto regalarle l’Arcangelo più bello che il buon Dio ha voluto mandare a Maria per il più grande annuncio che ha cambiato la storia dell’umanità.

Spero che anche M. dica si’ all’annuncio che il buon Dio vorrà farle regalandole la vocazione per la quale l’ha chiamata alla vita.

Ma voglio raccontare la storia di questa icona; di tutto il tempo che le ho dedicato, dapprima copiando una bellissima icona di scuola macedone … quante volte ho preso le misure dell’originale, quante volte ho copiato gli occhi… poi dopo circa un mese di studio dell’originale, ho preso la tavola gessata e ho rifatto il disegno. Poi dovevo colorare le vesti e intanto non sapevo come sarebbe stato il volto definitivo dell’Angelo.

Quindi si trattava di mettere il substrato verde che mostravo a mio figlio. Lui, scettico, mi diceva che sembrava Hulk. Ma io sapevo che ci sarebbero voluti tanti passaggi di colore, di schiarimenti, di velature, di correzioni del maestro…

Ma sinceramente non sapevo che il risultato sarebbe stato questo.

Forse non sapete che l’iconografia è soprattutto un cammino di fede e chi si avvia in questa strada affascinante sa che il Protagonista è lo Spirito Santo che con i colori comunica la gioia di Dio, la Sua tenerezza, la Sua Misericordia.

Mi sono fidata, ho pregato prima, durante e dopo la scrittura dell’icona ed ora non vedo l’ora di mostrarla alla mia adorata nipotina.

Per chi arriva fin qui nella lettura è un’anteprima!

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L’avventura dell’iconografia sacra

È bellissimo questo mosaico di Sant’Apollinare in Classe e il solo vederlo ristora lo sguardo e il cuore. Ma pochi ne conoscono il significato simbolico, perché  ormai dei dipinti prendiamo in considerazione solo l’aspetto estetico.

L’altro giorno il maestro iconografo ci ha svelato alcuni dei numerosissimi significati che dovevano essere chiarissimi ai contemporanei del pittore che ha fatto questa meraviglia. In realtà l’apparato iconografico delle Chiese sin dalle origini aveva una funzione ben precisa tanto che veniva chiamato Bibbia a colori.

La definizione, Bibbia a colori, che sembra paradossale la si capisce se si esaminano alcuni dei particolari di questo splendido mosaico.

Se ben ricordo, la Croce gemmata è il simbolo di Cristo che illumina ogni uomo. Il cerchio azzurro con le  novantanove stelle fa riferimento alla parabola della pecorella smarrita per cercare la quale Gesù lascia le novantanove pecorelle  al sicuro.

Sotto c’è la rappresentazione di Sant’Apollinare e la lunga teoria di pecorelle rivolte verso la luce della Croce sono i fedeli.

L’avventura dell’accademia di iconografia, che prevede anche la teologia, la storia dell’iconografia e conferenze varie di approfondimento  è davvero un dono che assolutamente non avevo previsto.

Guareschi: Tra “frontagni” e “trinariciuti” un sorriso

Ridendo mores castigat

Ho appena finito di leggere “Mondo Candido 1946-48” e sono debitrice a Guareschi di… almeno un Requiem (ma spero sia già in Paradiso) per avermi fatto sorridere … e insieme riflettere sulla condizione umana che non muta negli anni e nei secoli.

Come penso sia noto, il libro è una raccolta di articoli e riflessioni del papà di Alberto e Carlotta Guareschi tratti per lo più da “Il Candido”, giornale su cui Giovannino scriveva.

Ciò che più mi ha impressionato è soprattutto la lotta politica che in quegli anni si combatteva per la democrazia in Italia.

Si tratta di eventi davvero preoccupanti per la violenza gratuita che non si limitava a semplici bastonate, ma arrivava a fucilate, qualche bomba che andava ad esplodere qua e là; bugie spaventose in vista del fatidico 18 aprile, giorno delle elezioni, per ingannare le mamme che aspettavano i figli reduci dalla guerra appena conclusa e ancora prigionieri (in realtà morti) in URSS, l’uso sacrilego della religione praticata dai più per propagandare ideologie atee (sì, veramente non avrei mai immaginato che un “frontagno” [sintesi tra fronte democratico e compagno] potesse iniziare il suo comizio con il segno della Croce o invitasse i fedeli, durante il comizio ad andare ai vespri per continuare dopo la preghiera il comizio stesso).

La cosa più interessante è stata sapere il significato del simpatico appellativo (che varrebbe la pena di rispolverare anche per i nostri tempi) “trinariciuto”. Ma qui copio dal glossario del libro. [il trinariciuto è chi ha la terza narice]. La Terza narice “Non è prerogativa dei comunisti, ma di tutti coloro che rinunciano a pensare con la propria testa a favore delle “direttive del partito”.

E cito testualmente le parole di Guareschi a pag. 221

“… nel mio concetto base, la terza narice ha la sua funzione completamente indipendente dalle altre due: serve da scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permette nello stesso tempo l’accesso al cervello delle direttive di partito che, appunto, debbono sostituire il cervello che appartiene ormai a un altro secolo. Non dico a un’altra era perche’ la terza narice esisteva anche nell’altra era, ma era proibito mostrarla, e tutti dovevano portarla abilmente mascherata.”

Se togliamo la parola partito e ci mettiamo gli intellettuali, i leader, i giornali più in voga, le cose non mi sembrano molto diverse da quegli anni drammatici. Anche molti di noi, inconsapevolmente, rischiamo di “versare il cervello all’ammasso”, secondo l’espressione forse coniata dallo stesso Guareschi e per noi abituale nel linguaggio.

Mentre ciò che ci rende umani è proprio usare l’intelligenza e la sensibilità che ci ritroviamo addosso per scegliere ciò che è buono, bello e giusto.

E staremmo tutti meglio.

La fede non è intransigente

Dalla Lumen fidei, pag. 26 n. 34

La fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è intransigente, al contrario la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla… noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti.

“La bellezza è la verità che si comunica a noi attraverso un’attrattiva”

“La bellezza è la verità che si comunica a noi attraverso un’attrattiva, nell’anima nostra sorgono profondi discorsi e profonde esperienze di vita e può essere che noi tendiamo a fermarci a questo, a vivere la parola di Dio solo esteticamente.

Invece, seguire la sapienza nuova coincide con una morte, la morte dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti, del nostro modo di fare: implica una rottura,  una contrizione della nostra persona, perché “i nostri pensieri non sono i suoi pensieri” (…) .

Obbedire alla Sua volontà è lo strumento col quale Egli ci vuol far aderire totalmente a Lui, secondo la Chiesa, nella circostanza effimera, banale, nella quale ci ha chiamato. Solo attraverso la fede e l’aderire a questo fatto con cui Dio ci porta, riflettendo e amando, aderendo volontariamente ai momenti ordinari di una regola quotidiana, ci rende corpo e sangue della volontà del Padre.

Mai possiamo aderire di più alla misericordia di Dio che nell’ubbidire alle persone, alle pietre dove Dio ci ha collocati”.

(Vita di don Giussani di Savorana,pag.446/447)

È Dio che ti fa l’occhiolino…

“Quando sei al massimo dell’esasperazione nel disprezzo di te e nel rifiuto della vita, dici, accusandoti: “Io sono un verme strisciante”; e chi trovi al tuo livello? Al tuo basso livello? Ci trovi Dio, Gesù Cristo, volontariamente sceso al tuo livello. I piedi arrivano fino a terra, fino alla superficie della terra, e li’ c’è Dio, curvo a lavarteli e baciarli (…)Ogni volta che il quotidiano ti scandalizza,  che il normale, la gioia o il dolore, le cose, la materialità della tua situazione ti scandalizza, segna quel momento come un comparire di Dio che ti fa l’occhiolino, di questo Amico che ti fa segno:” Guarda mi, sono qui, dove è che stai con il naso? Sei un po’ strabico? Riconosciamo, sono qui”. È qui, nelle cose; è qui, nei fatti”. (Vita di don Giussani, pag. 432)

“…due fattori da non perdere di vista: la preghiera e l’amicizia”

Da “Vita di don Giussani” di Savorana, Pag. 420

Vita di Don Giussani“La risoluzione definitiva del problema del mondo passa attraverso il rapporto Dio-singolo, cioè passa attraverso il fenomeno della persona: La persona è il punto in cui cala il bolide divino per mettere a soqquadro o per mettere a posto il terremoto del mondo.”. E’ perciò “nel cambiamento della persona che opera l’avvenire più giusto e più sano. E’ il concetto cristiano di conversione”. Ma ci sono due fattori da non perdere di vista: la preghiera e l’amicizia.

Della preghiera Giussani dice che è il tempo in cui la persona prende coscienza, riconosce e accetta, grida a questo aculeo divino che penetra dentro la sua esistenza, perciò è solo da essa che può si può sprigionare una azione reale, indomabile, inesauribile anche se nessuno ti capisce, anche se le cose non vanno bene come avresti pensato. Non ti può fermare nessuno. Ti rendi sicuro  di fronte all’ universo, sicuro di un Altro.

Quanto all’amicizia (…) “Non boicottiamo, come normalmente facciamo, questo termine alterandolo nel suo valore autentico”, perché l’amicizia è ” il rapporto che ti richiama alla presenza che ti è venuta dentro, come se si fosse sprigionata tutta l’energia atomica dell’universo”.

(…)”Noi, amici miei, dopo tanta compagnia dobbiamo riconoscere che sono questi due fattori che non abbiamo. Abbiamo tutto; ma non questi due fattori perché è personale il primo ed è assolutamente personale il secondo”.

La scelta cristiana

Un episodio della vita di don Giussani che avevo dimenticato e che ho ritrovatoVita di Don Giussani nella sua biografia recentemente pubblicata.

In un dialogo con don Zeno Saltini questi gli dice: “Supponete che ci sia una corriera che costeggi un canale; a un certo punto si vede una persona che cade nel canale. La corriera si ferma e tutti a dire: “Maledetto governo che non ha messo il parapetto, che non ha messo qui la polizia, occorre cambiare le strutture del governo!”. Uno, senza dir così, si butta in acqua ed è là sotto che cerca di  afferrare il corpo di quel poveretto lì. Chi è più col popolo? Quel che è sotto o quelli che parlano sulla riva?”. Giussani commenta che quella compiuta da chi si getta in acqua “è  la scelta cristiana” (pag. 422)

Buon Natale!

Natale 2013

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