Restauro permanente (del cuore)

Un articolo sulla nostra bella Chiesa del XV secolo restaurata:

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Il testo dell’articolo:

Si era cominciato con l’auspicio che in questo anno della fede i lavori di restauro della chiesa parrocchiale coincidessero con i lavori di restauro del cuore di ciascun parrocchiano. E, sorprendentemente, al rientro, dopo soli sette mesi, nella nostra bella chiesa, c’era la fila davanti al confessionale. I sette mesi intensissimi di celebrazioni, catechismo, incontri vari, trascorsi nei locali dell’oratorio, non erano  trascorsi invano!
Il ritorno alle antiche mura ha coinciso con il triduo in preparazione alla Solennità dell’Assunta.
Il tutto è cominciato con il santo rosario il 12 di agosto, e lentamente ad ogni Ave Maria i banchi andavano riempiendosi. Era commovente vedere i volti di tanti parrocchiani che hanno sfidato l’afa di questo caldissimo agosto per partecipare al ritorno alla cara Chiesa rinnovata. E  impressionante è stato, dopo lo stupore di tanti volti amici, l’accendersi contemporaneo di tutte le luci poco prima della celebrazione eucaristica, durante la quale siamo stati esortati a collaborare, con il silenzio e l’ascolto, di cui Maria è stata la prima maestra, a mantenere il clima di preghiera proprio della casa di Dio, anche alla fine della liturgia.
 Il primo giorno del triduo, con l’omelia, siamo stati invitati a riflettere sul giovane ricco che se ne andò triste perché, chiamato a seguire Gesù, non ha voluto accogliere l’invito.
Il secondo giorno abbiamo approfondito la conoscenza di Maria che, per prima, ha ascoltato la Parola rivoltale dal messaggero di Dio e poi è corsa subito a metterla in pratica presso la cugina Elisabetta che aveva bisogno di aiuto, ma anche di sentirsi comunicare tutta la gioia del Magnificat.
Il terzo giorno è stato quasi  un anticipo di paradiso nello splendore della liturgia della Messa e della  Veglia che ha ripercorso le glorie di Maria con il bellissimo canto Akathistos che risale al v secolo e che condividiamo con il cristianesimo d’oriente.
Infine è arrivata la solenne celebrazione della S. Messa di benedizione della Chiesa restaurata, proprio il giorno della solennità dell’Assunzione di Maria.
Interessante è stata la sollecitazione del Parroco, don Elenio, a continuare il “restauro del cuore” che non finisce mai perché anche Maria, con fedeltà e nel silenzio, ha custodito ogni parola di Dio nel suo cuore e così è diventata la prima, dopo avere condiviso la croce del Figlio, ad essere assunta il cielo senza conoscere la morte.
L’intera Messa è stata accompagnata oltre che dall’organo, anche dall’arpa.
E’ intervenuto anche il sindaco, Costantino Palmas, che nella sua breve comunicazione ha sottolineato come abbia scelto, dati i tempi difficili, di contribuire a restaurare la Chiesa parrocchiale che è un fondamentale centro di aggregazione per tutto il paese e si è impegnato a curare la sostituzione della serranda del locale attiguo alla Chiesa dove è custodito il carro destinato a portare il Santo Patrono in processione. Prima di congedare l’assemblea il parroco si è detto contento di questi mesi che sono stati vissuti come un’occasione di crescita anche per i parrocchiani, mentre lui, ogni giorno è stato presente a sollecitare le tre imprese incaricate del restauro, tanto che il lavoro sorprendentemente è stato ultimato entro i termini stabiliti, il 2 agosto. Una raccomandazione di don Elenio è stata l’invito, già accennato dal sindaco, a custodire responsabilmente la bellezza e la pulizia non solo della Chiesa ma anche della Piazza antistante e di tutte le nostre strade, che sono donati e affidati a ciascuno di noi. Perché la bellezza esterna sia segno della bellezza di una comunità che vive in armonia.
I lavori non sono del tutto finiti perché manca ancora la Bussola dell’ingresso che, molto danneggiata, non è facile da restituire all’antico settecentesco splendore. E anche all’esterno restano lateralmente dei ponteggi per ultimare i lavori e per ricordarci la provvisorietà della vita nella quale il motto dovrebbe essere sempre “lavori in corso”, perché il cuore del cristiano è sempre… da restaurare.

La bella Chiesa parrocchiale di Settimo san Pietro

Da Il Portico, settimanale diocesano:

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Il testo dell’articolo per chi lo vuol leggerlo meglio:

Era Natale del 2012 e nell’aria di festa e di gioia preparata da un Avvento intensamente vissuto, don Elenio, prima di congedarci dopo la S. Messa, ci comunicò che di lì a poco sarebbero iniziati i lavori di restauro per la nostra  Chiesa parrocchiale.  Non ci ha lasciato il tempo nemmeno per l’inizio di un certo  inevitabile sgomento; perché ci ha subito mostrato l’aspetto più bello e provvidenziale della cosa: il restauro della Chiesa  proprio nell’anno dedicato alla fede! un segno inequivocabile che accanto al restauro della Chiesa materiale, anche noi parrocchiani eravamo chiamati al restauro più bello e fonte di letizia: quello del nostro cuore. E così quella definizione – che tanto  piace al nostro parroco – di una Chiesa come cantiere sempre aperto,  non era  solo più una metafora: dapprima c’è strato il lavoro febbrile di molte famiglie della parrocchia per liberare  nel minor tempo  possibile l’edificio di banchi, mobili, arredi sacri, statue di santi e sistemarli in luoghi sicuri o in oratorio (dove l’intera attività parrocchiale si è trasferita); poi – nel periodo successivo e per questi pochi mesi – i capannoni e gli attrezzi davanti all’ingresso della Chiesa ci hanno ricordato e ci ricordano ogni giorno la provvisorietà in cui ci troviamo, che in fondo è segno della perenne e totale dipendenza di noi creature da un Padre  buono che ci dà le risorse per affrontare tutto dignitosamente e… anche con bellezza! Se c’è collaborazione, solidarietà e letizia.

Ed a breve (lo scampanio di prova di questi giorni è un segno inaspettato e festoso!), grazie soprattutto a don Elenio che non ha dato tregua alle diverse imprese chiamate a lavorare in contemporanea, la nostra bella Chiesa le cui origini risalgono al XV secolo, ci verrà riconsegnata in tutto il suo splendore. Da anni aspettavamo i lavori di restauro, ma occorreva sbrigare tutta una serie di pratiche legate alla burocrazia; ed ecco che ogni ostacolo è stato sorprendentemente superato e i lavori sono iniziati il 7 gennaio di quest’anno. I primi interventi, risalenti a qualche mese fa, hanno permesso di scoprire, nell’antica sacrestia, una porta che si apriva sul sagrato, oppure un fregio floreale su sfondo azzurro o anche l’antichissimo pavimento  in ardesia. A conclusione del restauro, i lavori di pulizia dell’altare e del pulpito, il ripristino dell’antica pavimentazione in marmo bicromo di Carrara, la pulitura degli elementi decorativi, la sostituzione degli infissi, accompagnati dal rifacimento dell’intero impianto elettrico seriamente compromesso, ci hanno ormai restituito la bella Chiesa dedicata a San Pietro Apostolo in tutto lo splendore precedente ai numerosi interventi che nei secoli si sono succeduti. E anche la Bussola in legno all’ingresso, del XVIII secolo,  modificata nel corso degli anni in modo improprio, è stata affidata, per iniziativa del Parroco, ad un laboratorio di restauro della zona da cui aspettiamo che ci faccia rivedere le originarie coloriture, decorazioni e dorature.

Tutta questa situazione, che avrebbe potuto avere conseguenze destabilizzanti per la mancanza di un punto di riferimento fondamentale come la Chiesa parrocchiale, si è invece rivelata come l’opportunità di vivere l’essenzialità della fede che sa bene che la Chiesa non è innanzitutto una struttura, ma il Corpo Mistico di Cristo di cui noi siamo le membra. E lentamente, attraverso le circostanze apparentemente contrarie, stiamo imparando a riscoprire la bellezza della fede che non è legata innanzitutto a un luogo materiale, ma viene alimentata e incrementata sotto una guida sicura che il buon Dio non fa mai mancare. Così, l’imprevedibilità di certe iniziative, la precarietà della nostra sistemazione nell’oratorio, le nuove esperienze legate direttamente o indirettamente all’anno liturgico – inserite sapientemente in un oculato piano pastorale che non ci ha fatto mancare davvero niente di tutta la ricchezza che la vita cristiana può offrire –  ci hanno aiutato a capire che la fede, la fiducia in Dio, offre una risposta adeguata a qualsiasi situazione; e il richiamo continuo del parroco che in modo sorprendente anticipa o ripropone gli interventi così veri di Papa Francesco, è davvero  una ripetuta conferma che è bello essere cristiani.