Tra lieti e “sgodevoli”

Ricevo la NL da IlClandestino.zoom e questa riflessione di Rondoni è davvero impagabile e la riporto:
C’è un modo di dire nel bolognese – lingua peraltro spesso grossa e pur non aliena da finezze in vari campi, ma specialmente in uno – che è il termine: “sgodevole”. Lo si riferisce in genere a persone la cui presenza o atteggiamento rende una situazione poco simpatica, non leggera, insomma pesante. Perché lo “sgodevole” appunto rimarca qualche difetto o ombra, punta sul negativo invece che sul positivo, per quanto fragile. Ecco, il rischio odierno è che questa “sgodevolezza” sia una epidemia nazionale. Noi tutti – ci mancherebbe – abbiamo momenti in cui cadiamo in talesgodevolezza, specie chi di noi ha temperamenti umbratili, bizzarri. Ma il problema è la generale sgodevolezza in cui sta cadendo l’Italia con tutti che si lamentano – spesso a ragione ma anche spesso per pura faciloneria. Non si tratta solo di coloro che essendo sotto i riflettori, dai politici alle star di ogni settore, sono spesso capaci solo di dir ciò che non va (specie negli altri), ma anche di predicatori, di semplici cittadini, di lavoratori, di taxisti, di baristi, di commesse, di vigili, di portinai, etc. etc.
Una sgodevolezza generale che è sintomo di una mancanza di letizia, di senso del dono, di cordialità (arte del cuore). E’ così bello (e raro) quando si incontra qualcuno che con una battuta in più, un’attenzione gratuita, un surplus di cortesia non affettata, ti agevola il faticoso passo quotidiano!
Ormai il campo non è diviso tra destra e sinistra, tra credenti e atei (categoria peraltro impossibile, ognuno ha un dio, magari piccolo come il proprio tornaconto a cui dedica la vita) o tra progressisti e conservatori. E’ tra lieti e sgodevoli. E lo scontro è totale. Campale. Decisivo.
dr

Con gli occhiali di un altro colore…

Mi ha fatto sorridere la NL de “IlClaDestino.zoom” quando con occhiali di colore inconsueto ha guardato alcune realtà dei nostri giorni:

Poi quando nostro figlio ci chiederà: “ehi, a cosa hai dedicato la vita?” cosa gli diremo, “a cavarmela?”

(…)

Lunedì 12 dicembre a Roma verrà consegnato il Premio Dante Alighieri a Olga Sedakova, importante poetessa russa. Finalmente nel nostro Paese un premio dedicato al nome del grande poeta.

Canzonette dentro la crisi I (perché un popolo che non canta non è in crisi, è già sepolto).
(Pensando ai debiti) “Com’è profondo il mare, com’è profondo il ma-a-re…”

Canzonette dentro la crisi II. (Al premier  (ormai non più) in pectore e ad altri signori dell’economia)
Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che avete voi che sapete come fare, sì, che sembrate tristi e un po’ pretini e vi riempite di quattrini e ci avete messo nei problemi e credete che siam scemi…