Due modi di essere cristiani

In questi giorni ho capito una cosa.
C’è un atteggiamento cristiano intransigente che vede il pelo nell’occhio dell’altro senza pensare alla trave del proprio occhio che rende il cristianesimo come un peso di doveri e di impegni faticosissimi e quindi poco appetibile.
E c’è quella che la mia santa preferita, Santa Teresa di Lisieux, chiamava “la piccola via”, la via della piccolezza e dell’abbandono tra le braccia del buon Dio che è molto più semplice perché richiede una fiducia quasi impossibile nella misericordia di Dio, ma molto più lieta e libera perché consapevole della propria pochezza.

Il cuore, inteso in un certo modo, è alla radice dell’unità

Spesso la parola cuore, come tante altre parole ha diverse interpretazioni, per cui se non i si intende sull’interpretazione che vogliamo dargli, rischiamo di fraintenderci. Ho trovato un brano chenspiega quanto intendo dire:

Dagli Esercizi di Rimini “Una Presenza nello sguardo” pag. 75 e ss

… la legge della ragione è il paragone con il cuore. I criteri della ragione sono le esigenze della mia natura, del cuore. (…) una nostra amica leggendo il nostro testo, lei che non è Cattolica, ha osservato: “Ma qui ho trovato la parola cuore, non usata come la intendo io, perché come lo intendo io il cuore è il punto di riferimento del sentimento: io ho un sentimento, lui ne ha un altro; mentre qui no, è uguale per tutti questo cuore di cui si dice ne “Il senso religioso” (pp. 8-11), è uguale per tutti, è uguale per me e per te”. Se il cuore è la sede dell’esigenza del vero, del bello, del buono, del giusto, della sete di felicità, chi di noi può evadere queste esigenze, chi? Costituiscono la nostra natura, la mia e la tua, per questo siamo più uniti che “assenti” ed estranei, come normalmente siamo. E l’ultimo coreano, l’ultimo uomo di Vladivostok, l’ ultimo uomo della più lontana e sperduta regione della terra mi è unito proprio per questo.

Un asilo a Erbil

Ho una splendida nipotina di dieci mesi che ha dei genitori adorabili che fanno di tutto per farla felice e le fanno un mare di foto perché quando sarà grande sappia quanta è stata felice e amata. E la gioia di una nonna è davvero indescrivibile.

Oggi mi è arrivata la richiesta da AVSI per l’aiuto alla frequenza dell’asilo da parte di un bimbo in Iraq, ad Erbil. Allora ho subito aderito per creare una sorta di gemellaggio della piccola Chiara, alla quale non manca nulla, e uno degli sfortunati bambini di quella terra martoriata. Perché impari ad esser grata di quanto  riceve.

Se volete imitarmi vi lascio il link:

https://www.avsi.org/2015/07/22/emergenza-iraq-sostieni-bambino-diventa-protagonista-unazione-importante/

Incursione in… Paradiso

Ieri ho capito una cosa.

Che quando preghiamo col cuore facciamo … un’incursione in Paradiso. Il buon Dio nella sua misteriosa e affascinante Trinità, Maria, gli Angeli e i santi condividono la mia preghiera.

Così ogni tanto nella giornata faccio un’incursione in Paradiso…

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“Le parole talismano”

Mi chiedo se ci rendiamo conto di come le parole siano importanti, e come sia  importante conservare ll loro significato originario, per la salvaguardia della nostra cultura:

Da “Opzione preferenziale per la famiglia” di Mons.Pagotto, Mons, Vasa, Mons.Schneider

Pag.51

persone ferite, misericordia, accoglienza, tenerezza, approfondimento, sono esempi di parole che potrebbero subire un uso unilaterale, semplificatorio e in questo senso potrebbero avere una sorta di effetto talismanico

  1. Cosa sarebbero queste parole-talismani?
  2. La “parola talismano” è un vocabolo di per se’ legittimo, dal forte contenuto emotivo, scelto soprattutto per essere cosi’ duttile e mutevole da assumere vari significati secondo i contesti in cui viene usato. Questa sua elasticità lo rende passibile di un uso propagandistico e lo sottomette a possibili abusi per scopo parola talismano è strumento utile per realizzare un “trasbordo ideologico inavvertito”: ossia un processo che cambia la mentalità dei “pazienti”” senza che questi se ne rendano conto, spostandosi da una posizione legittima ad una illegittima. Manipolata dalla propaganda, la parola talismano assume gradualmente significati sempre più vicini alle posizioni ideologiche alle quali si vuole trasformare i “pazienti”. (cf.Plinio Corea de Oliveira, “Trasbordo ideologico e dialogo”, Il Giglio, Napoli, cap III; cf anche. Neville, “Manipolazione del linguaggio”, in Lexicon pp. 630-639)

Questo procedimento può essere applicato facilmente anche all’ambiente ecclesiale. Infatti, l’uso di alcune parole piuttosto che dimaltre può spingere il fedele a sostituire un giudizio morale, con uno sentimentale, o un giudizio sostanziale con uno formale, giungendo a considerare come buono, o almeno tollerabile, ciò che all’inizio era cattivo”.

Il tesoro nascosto nel fango

Leggo a pag. 181 di “Perché la Chiesa” di don Giussani:

…essere tesi alla ricerca dei difetti di chi annuncia il Cristianesimo, o esser pronti a scandalizzarsene, non è altro che un alibi per non aderire mai, per non dover mai cambiare se stessi. Allora scegliere di fissare lo sguardo su di essi è un modo fatale di non cercare con lo sguardo il valore…

la Chiesa, invece, è stata salvata nei secoli da chi, perseguendo il vero e il reale, amando il valore e l’ideale, non si è scandalizzato dei limiti, dell’angustia delle circostanze, dall’incomprensibilità apparente delle vicende umane, e si è lanciato ad affermare ciò che amava, a ricercare il tesoro nascosto nel fango…

 

Mi sono accorta che tale frase letta e ascoltata tante volte aveva finito con l’essere dimenticata da me e dai miei amici; meglio : da molti dei miei amici.

Eppure, se desideriamo la Verità, dobbiamo avere il coraggio di sporcarci le mani nel fango

Una delle lettere di una nonna alla nipotina

Cara M., Oggi una amica della tua nonna mi ha riferito che la  Madonna ha chiesto di dire ogni giorno il Rosario per evitare l’imminente guerra mondiale che comincerà in Siria. L’ho detto insieme al nonno e mentre pensavo al terzo mistero della gioia (la nascita di Gesù Bambino) mi sono commossa perché pensavo a te, a come eri nei primi giorni di vita e poi al primo mese e poi al secondo, al terzo, fino all’ottavo mese appena compiuto. Pensavo alla tenerezza, alla devozione, allo stupore di Maria, la mamma di Gesù, che lo vedeva crescere, che indovinava tutti i suoi desideri e bisogni, che non si capacitava di essere la mamma di un Dio bambino… per lei doveva essere uno stupore continuo… Come deve essere uno stupore per la tua mamma vederti crescere. Ma anche per il tuo papà che non smette di fotografarti, quasi a immortalare i momenti meravigliosi che stanno vivendo con te. Mi vieni in mente, quando, a suona di musica, seduta, cerchi di spostarti sul sederino spingendoti in avanti, in quell’enorme tappeto, diretta verso il bordo dove ti aspetta papà che ti offre le sue manone per aiutarti a sollevarti sui piedini… e una volta in piedi non c’è verso di rimetterti seduta. Ci prendi un gusto fantastico a stare in piedi. Ecco anche Gesù Bambino ha vissuto le stesse tappe della crescita… Che stupore per Maria che non riusciva a capire il misterioso e ineffabile progetto d’amore di un Dio, il Dio d’Israele, che decideva, con una incomprensibile condiscendenza, di diventare un fragile bambino bisognoso di tutto. Non capiva Maria tutto questo ineffabile mistero che l’accompagnava e voleva da Lei essere accompagnato per abituarsi a vivere come uomo. È un mistero dolcissimo che chiede solo una muta adorazione. [mvp1] foto di Viol Pin.

Permesso, grazie, scusa.

Le tre parole della buona educazione che salvano il matrimonio, se dette con cuore sincero: come si legge nella catechesi odierna di Papa Francesco: http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-udienza-vita-familiare.aspx?utm_content=buffer6e665utm_medium%3Dsocialutm_source%3Dfacebook.comutm_campaign%3Dbuffer

Il Matrimonio non come istituzione in cui trovare rifugio…

 Maria e Giuseppe appaiono adulti non perché bravi e santi, ma per il fatto di non essere per niente protesi a cercare l’uno nell’altro il compimento della vita.

Il loro matrimonio appare veramente come la strada scelta per camminare verso il Destino e non come un’istituzione dove cercare rifugio, pace e tranquillità’. Quanti rapporti vivono con la solita pretesa che l’altro possa rispondere a tutto il dramma che ciascuno ha nel cuore, trasformando quel legame in una relazione sottilmente violenta, frustrante e piena di paura. Ma il problema non è mai nel rapporto, bensì all’origine, nell’io . Costruire un “noi“ senza che ci sia un “io” risulta infatti un’impresa disastrosa e raccogliticcia, piena di sogni e di fantasie, ma povera di realtà e di profondità.

Quando a 25 o30 anni uno crede che il problema della vita sia accasarsi, significa che ha già perso il punto della questione: non tanto cercare qualcuno da sposare, quanto fare tutta la strada – tutto il cammino –per sposare se’, la propria umanità e giungere cosi’ ad ammettere, magari tra le lacrime, che il nostro cuore ha bisogno soltanto di Cristo.

(http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2013/12/28/La-strana-coppia-Maria-e-Giuseppe/455152/)

Ps: per comprendere meglio in cosa consista il matrimonio cristiano consultate questo link e quelli ad esso connessi (la catechesi del Papa sul Matrimonio): http://it.clonline.org/default.asp?id=743&id_n=21507

L’uomo e la donna devono parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più

Dalla catechesi di Papa Francesco:

“… Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione. Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita. Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta.”

Ecco il link

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20150415_udienza-generale.html

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