O trasfigurati o tristi..

…La gioia della fede fa scaturire un desiderio di cambiamento. Ma non si tratta di nulla di automatico. Per Zacheo, come per tutti coloro che Gesù chiamò e coinvolse con sè, non lo fu. Zaccheo, dice don Giussani, era pieno di quello sguardo, e dopo, come comseguenza, pensa : “Ecco, io do via titto quello che ho preso”. Ma è una conseguenza che è durata tutta la vita, perchè non è automatico”. Il desiderio di appartenergli è totale fin dall’inizio. Ma il suo svolgimento non è automatico, e infatti continua per tutta la vita. Ma quello che rende ormai la nostra vita trasfigurabile è diventato un fatto”.

Abbiamo già il “virus” – un virus benefico evidentemente – dentro di noi. La sua presenza ha già fatto breccia nella nostra vita .
È il contrario dell’episodio del giovane ricco, uno a cui Cristo dice:”vieni con me”, cioè voglio stare vicino a te. E il Vangelo dice: “E quello se ne andò triste”: il giovane ricco , triste.
Ecco allora l’alternativa che emerge da tutto questo e che vediamo spesso nel nostro mondo: “O trasfigurati, o tristi, perchè non si può rimanere al posto di prima quando Cristo ha chiamato, ci è venuto incontro, non possiamo rimanere come prima: “O trasfigurati, o tristi…. o si diventa più tristi o ci si trasfigura” per quella novità che Cristo ha introdotto nella vita.
(Esercizi di Rimini 2017, pag. 61)

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