Per sperare, occorre essere molto felici

Per sperare occorre essere molto felici…
…Bisogna avere ottenuto, ricevuto,una grande grazia, dice Peguy.
La speranza che la nostra vita quotidiana sia investita in ogni sua piega da Cristo viene dall’essere molto felici. Viene dall’aver ricevuto questa vrande grazia.
Siamo cristiani perchè a un certo momento c’è stato qualcosa di inesprimibile, c’è stata una percezione, un presentimento, un’emozione, c’è stato un accento persuasivo: questa è la grande grazia che abbiamo ottenuto, secondo tutta la discrezione con cui normalmente Dio si muove nella vita dell’uomo, secondo la discrezione con cui la libertà di Dio rispetta la nostra libertà. Ci è stato fatto il dono della fede. Occorre essere molto felici di questo!
La nostra speranza consiste sempre nel fatto che, avendo Egli iniziato, porti sino in fondo la Sua opera in noi.
Soltanto che bisogna lasciarlo entrare per un pertugio, una spaccatura del nostro cuore memore di quel primo incontro e della sua grazia.
Ma come si fa ad avere sempre coscienza di quella Presenza da cui ci aspettiamo quel tutto , quella pienezza presentita nel primo incontro?
Ripetendo gesti di coscienza. E di ricordare questo il più possibile. stando attenti al luogo in cui Cristo stesso ci desta la coscienza.
La prima indicazione per il cammino è dunque ripetere gesti di consapevolezza. Innanzitutto la preghiera, cioè il domandare, il mendicare e il ricordare, il riprendere continua coscienza di quello che si è, una sola cosa con Cristo.
Rendermi cosciente di questo; ricordare questo il più possibile nella giornata. È questa la preghiera.
È così che l’uomo diventa uomo: ripetendo continuamente gesti di consapevolezza.
(liberamente tratto dagli Essrcizi di Rimini)

 

Annunci