Il tesoro nascosto nel fango

Leggo a pag. 181 di “Perché la Chiesa” di don Giussani:

…essere tesi alla ricerca dei difetti di chi annuncia il Cristianesimo, o esser pronti a scandalizzarsene, non è altro che un alibi per non aderire mai, per non dover mai cambiare se stessi. Allora scegliere di fissare lo sguardo su di essi è un modo fatale di non cercare con lo sguardo il valore…

la Chiesa, invece, è stata salvata nei secoli da chi, perseguendo il vero e il reale, amando il valore e l’ideale, non si è scandalizzato dei limiti, dell’angustia delle circostanze, dall’incomprensibilità apparente delle vicende umane, e si è lanciato ad affermare ciò che amava, a ricercare il tesoro nascosto nel fango…

 

Mi sono accorta che tale frase letta e ascoltata tante volte aveva finito con l’essere dimenticata da me e dai miei amici; meglio : da molti dei miei amici.

Eppure, se desideriamo la Verità, dobbiamo avere il coraggio di sporcarci le mani nel fango

Una delle lettere di una nonna alla nipotina

Cara M., Oggi una amica della tua nonna mi ha riferito che la  Madonna ha chiesto di dire ogni giorno il Rosario per evitare l’imminente guerra mondiale che comincerà in Siria. L’ho detto insieme al nonno e mentre pensavo al terzo mistero della gioia (la nascita di Gesù Bambino) mi sono commossa perché pensavo a te, a come eri nei primi giorni di vita e poi al primo mese e poi al secondo, al terzo, fino all’ottavo mese appena compiuto. Pensavo alla tenerezza, alla devozione, allo stupore di Maria, la mamma di Gesù, che lo vedeva crescere, che indovinava tutti i suoi desideri e bisogni, che non si capacitava di essere la mamma di un Dio bambino… per lei doveva essere uno stupore continuo… Come deve essere uno stupore per la tua mamma vederti crescere. Ma anche per il tuo papà che non smette di fotografarti, quasi a immortalare i momenti meravigliosi che stanno vivendo con te. Mi vieni in mente, quando, a suona di musica, seduta, cerchi di spostarti sul sederino spingendoti in avanti, in quell’enorme tappeto, diretta verso il bordo dove ti aspetta papà che ti offre le sue manone per aiutarti a sollevarti sui piedini… e una volta in piedi non c’è verso di rimetterti seduta. Ci prendi un gusto fantastico a stare in piedi. Ecco anche Gesù Bambino ha vissuto le stesse tappe della crescita… Che stupore per Maria che non riusciva a capire il misterioso e ineffabile progetto d’amore di un Dio, il Dio d’Israele, che decideva, con una incomprensibile condiscendenza, di diventare un fragile bambino bisognoso di tutto. Non capiva Maria tutto questo ineffabile mistero che l’accompagnava e voleva da Lei essere accompagnato per abituarsi a vivere come uomo. È un mistero dolcissimo che chiede solo una muta adorazione. [mvp1] foto di Viol Pin.

Permesso, grazie, scusa.

Le tre parole della buona educazione che salvano il matrimonio, se dette con cuore sincero: come si legge nella catechesi odierna di Papa Francesco: http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-udienza-vita-familiare.aspx?utm_content=buffer6e665utm_medium%3Dsocialutm_source%3Dfacebook.comutm_campaign%3Dbuffer

Il Matrimonio non come istituzione in cui trovare rifugio…

 Maria e Giuseppe appaiono adulti non perché bravi e santi, ma per il fatto di non essere per niente protesi a cercare l’uno nell’altro il compimento della vita.

Il loro matrimonio appare veramente come la strada scelta per camminare verso il Destino e non come un’istituzione dove cercare rifugio, pace e tranquillità’. Quanti rapporti vivono con la solita pretesa che l’altro possa rispondere a tutto il dramma che ciascuno ha nel cuore, trasformando quel legame in una relazione sottilmente violenta, frustrante e piena di paura. Ma il problema non è mai nel rapporto, bensì all’origine, nell’io . Costruire un “noi“ senza che ci sia un “io” risulta infatti un’impresa disastrosa e raccogliticcia, piena di sogni e di fantasie, ma povera di realtà e di profondità.

Quando a 25 o30 anni uno crede che il problema della vita sia accasarsi, significa che ha già perso il punto della questione: non tanto cercare qualcuno da sposare, quanto fare tutta la strada – tutto il cammino –per sposare se’, la propria umanità e giungere cosi’ ad ammettere, magari tra le lacrime, che il nostro cuore ha bisogno soltanto di Cristo.

(http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2013/12/28/La-strana-coppia-Maria-e-Giuseppe/455152/)

Ps: per comprendere meglio in cosa consista il matrimonio cristiano consultate questo link e quelli ad esso connessi (la catechesi del Papa sul Matrimonio): http://it.clonline.org/default.asp?id=743&id_n=21507

L’uomo e la donna devono parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più

Dalla catechesi di Papa Francesco:

“… Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione. Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita. Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta.”

Ecco il link

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20150415_udienza-generale.html

Mistero e ignoto

Non bastava la follia del pilota tedesco che ha voluto coinvolgere nel suo suicidio tutti i passeggeri di un aereo di linea tedesco.

Follia, follia, follia.

Non avevamo altra spiegazione.

E giù indagini accurate sul suo stato di salute mentale con annessi e connessi.

Ora c’è il gravissimo fatto del tribunale di Milano. Un anziano signore ingannando la sorveglianza si introduce armato nel tribunale di Milano e fa una carneficina. Nessuno riesce a fermarlo. Solo dopo in una vicina località riusciranno ad arrestarlo perché nella sua ”follia” aveva ancora intenzione di uccidere.

Ci si spaventa per la lucida follia che spinge culture estranee alla nostra a tagliar gole o trucidare bambini. Ma quando la “follia” esplode nel civilizzato Occidente? È la stessa follia?? O converrà fare una riflessione più seria?

Su quel che accade nel mondo che si riferisce ali’Isis s’è detto di tutto e di più e in questo oceano di parole uno non sa più quale sia quella che contiene la verità.

Ma la “follia” occidentale?

Più che follia verrebbe da definirla malattia dell’anima. Se l’Isis fa stragi in nome di un’ideologia o di un presunto Dio sanguinario, da noi, in Occidente abbiamo queste esplosioni di violenza cieca su di sè e sugli altri che nulla della vita precedente dei protagonisti aveva fatto sospettare. Erano persone tranquille, forse anche stimate, gentili…. Fino a ieri. Oggi esplodono in un odio contro sè e contro tutti che fa paura. Come fa paura l’ignoto, l’imprevisto, l’insondabile, l’incontrollabile.

Si’, abbiamo bisogno di dare un nome a ciò che ci spaventa, di catalogare ciò che ci fa paura. Ma l’ignoto è proprio angoscioso.

Ecco che il Mistero, che ci circonda da ogni parte ma è negato, si ripropone come ignoto. Il Mistero* che fa tutte le cose e le ama, diventa l’ignoto** che non ama e vuole distruggere tutto.

Siamo davanti ad una scelta: il Mistero o l’ignoto, l’abbraccio della misericordia o il ghiaccio del potere ignoto e i cieco che colpisce a tradimento. Il nostro grande vantaggio è che possiamo scegliere, perché l’uomo, l’essere umano è l’unico che ha questa libertà di scelta. Può riconoscere, amare, servire il Mistero oppure lasciarsi schiacciare dall’angoscia dell’ignoto.

Il problema è, a mio avviso, l’impossibilità di conoscere il mistero se Lui non si fa conoscere, perché non si può scegliere ciò che non si conosce. Ma il Mistero fa di tutto per farsi conoscere e se veramente lo vogliamo, prima o poi lo incontriamo. Occorre però essere affamati di Verità. Di Verità sul Mistero dell’esistenza.

L’importante è sapere che davanti alla tragedia di questi giorni terribili di malvagità e cattiveria, noi possiamo essere non succubi e angosciati, ma protagonisti perché possiamo scegliere tra la fiducia nel Mistero e l’angoscia dell’ignoto, Possiamo così agire di conseguenza con speranza o lasciarci dominare dalla disperazione.

_______

*Mistero è un termine che uso con una connotazione religiosa: il Mistero che fa tutte le cose potrei anche chiamarlo Dio e, poiché sono Cristiana, posso definirlo con il suo attributo più peculiare che è la misericordia. Il mistero della Misericordia che si vela ma si lascia conoscere gradatamente da chi lo accoglie e l’avventura della conoscenza del Mistero buono non finisce mai perché è i finito.

*Ignoto invece è sempre il mistero che risulta inconoscibile, minaccioso, imprevedibile. Angosciante per chi non conosce o riconosce il Mistero come Misericordia

“Accarezzati dalla tenerezza della Misericordia”: Buona Pasqua!

Tutto, nella nostra vita, oggi come al tempo di Gesù, incomincia con un incontro. Un incontro con quest’Uomo, il falegname di Nazaret, un uomo come tutti e allo stesso tempo diverso. Pensiamo al Vangelo di Giovanni, là dove racconta del primo incontro dei discepoli con Gesù (cfr 1,35-42). Andrea, Giovanni, Simone: si sentirono guardati fin nel profondo, conosciuti intimamente, e questo generò in loro una sorpresa, uno stupore che, immediatamente, li fece sentire legati a Lui… O quando, dopo la Risurrezione, Gesù chiede a Pietro: «Mi ami?» (Gv 21,15), e Pietro risponde: «Sì»; quel sì non era l’esito di una forza di volontà, non veniva solo dalla decisione dell’uomo Simone: veniva prima ancora dalla Grazia, era quel “primerear”, quel precedere della Grazia. Questa fu la scoperta decisiva per san Paolo, per sant’Agostino, e tanti altri santi: Gesù Cristo sempre è primo, ci primerea, ci aspetta, Gesù Cristo ci precede sempre; e quando noi arriviamo, Lui stava già aspettando. Lui è come il fiore del mandorlo: è quello che fiorisce per primo, e annuncia la primavera. E non si può capire questa dinamica dell’incontro che suscita lo stupore e l’adesione senza la misericordia. Solo chi è stato accarezzato dalla tenerezza della misericordia, conosce veramente il Signore. Il luogo privilegiato dell’incontro è la carezza della misericordia di Gesù Cristo verso il mio peccato. (Papa Francesco)

BUONA PASQUA!

Titolo dell'immagine : Michelangelo Caravaggio - La vocazione di San Matteo

“Vedi, Madre, io faccio nuove tutte le cose”

Il pianto della Madonna

 Icona dello Sposo

Il pianto della Madonna

Nunzio

Donna del paradiso, lo tuo figliolo è priso, Jesu Cristo beato.

Accurre, donna, e vide che la gente l allide!

credo che ‘llo s occide tanto l on flagellato

  Madonna

Como esser porrìa che non fece mai follia,

Cristo, la speme mia, om’ l’avesse pigliato ?

Nunzio

Madonna, egli è traduto,

Juda sì l’ha venduto

trenta denar n’ha ‘vuto, fatto n’ha gran mercato.

Madonna

Succurri, Magdalena, gionta m’è adosso piena!

Cristo figlio se mena, como m’è annunziato.

Nunzio

Succurri, Donna, aiuta! ch’al tuo figlio se sputa

e la gente lo muta, hanlo dato a Pilato.

Madonna

O Pilato, non fare lo figlio mio tormentare,

ch’io te posso mostrare como a torto è accusato.

Popolo

Crucifige, crucifige! Omo che se fa rege,

secondo nostra lege, contradice al senato.

Madonna

Priego che m’entendàti, nel mio dolor pensàti;

forsa mò ve mutati de quel ch’avete pensato.

Nunzio

Tragon fuor li ladroni che sian suoi compagnoni.

Popolo

De spine se coroni! ché rege s’è chiamato.

Madonna

O figlio, figlio, figlio! figlio, amoroso giglio,

figlio, chi dà consiglio al cor mio angustiato?

Figlio, occhi giocondi, figlio, co’ non respondi?

figlio, perché t’ascondi dal petto o’ se’ lattato?

Nunzio

Madonna, ecco la cruce, che la gente l’aduce,

ove la vera luce dèi essere levato.

Madonna

O croce, que farai? el figlio mio torrai?

e che ce aponerai ché non ha en sé peccato ?

Nunzio

Succurri, piena de doglia, ché ‘l tuo figliol se spoglia;

e la gente par che voglia che sia en croce chiavato.

Madonna

Se glie tollete ‘l vestire, lassàtelme vedire

come ‘l crudel ferire tutto l’ha ‘nsanguinato.

Nunzio

Donna, la man gli è presa e nella croce è stesa,

con un bollon gli è fesa, tanto ci l’on ficcato!

L’altra mano se prende, nella croce se stende,

e lo dolor s’accende, che più è multiplicato.

Donna, li piè se prenno e chiavèllanse al lenno,

onne iontura aprenno tutto l’han desnodato.

Madonna

Ed io comencio el corrotto. Figliolo, mio deporto,

figlio, chi me t’ha morto, figlio mio delicato ?

Meglio averìen fatto che ‘l cor m’avesser tratto,

che, nella croce tratto, starce descilïato.

Cristo

Mamma, o’ sei venuta? mortal me dài feruta,

ché ‘l tuo pianger me stuta, ché ‘l veggio sì afferrato.

Madonna

Figlio, che m’agio anvito, figlio, patre e marito,

figlio, chi t’ha ferito? figlio, chi t’ha spogliato?

Cristo

Mamma, perché te lagni? voglio che tu remagni,

che serve i miei compagni ch’al mondo agio acquistato.

Madonna

Figlio, questo non dire, voglio teco morire,

non me voglio partire, fin che mò m’esce il fiato.

Ch’una agiam sepultura, figlio de mamma scura,

trovarse en affrantura mate e figlio affogato.

Cristo

Mamma col core affetto, entro a le man te metto

de Joanne, mio eletto; sia il tuo figlio appellato.

Cristo

Joanne, esta mia mate tollela en caritate

aggine pietate ca lo core ha forato.

Madonna

Figlio, l’alma t’è uscita, figlio de la smarrita,

figlio de la sparita, figlio attossicato!

Figlio bianco e vermiglio, figlio senza simiglio

figlio a chi m’appiglio? figlio, pur m’hai lassato.

Figlio bianco e biondo, figlio, volto iocondo,

figlio, perché t’ha el mondo, figlio, così sprezato?

Figlio, dolce e piacente, figlio de la dolente,

figlio, hatte la gente malamente trattato!

O Joanne, figlio novello, morto è lo tuo fratello,

sentito aggio ‘l coltello che fo profetizzato.

Che morto ha figlio e mate de dura morte afferrate,

trovarse abracciate mate e figlio a un cruciato.

Jacopone Da Todi

 

L’avventura dell’iconografia sacra

È bellissimo questo mosaico di Sant’Apollinare in Classe e il solo vederlo ristora lo sguardo e il cuore. Ma pochi ne conoscono il significato simbolico, perché  ormai dei dipinti prendiamo in considerazione solo l’aspetto estetico.

L’altro giorno il maestro iconografo ci ha svelato alcuni dei numerosissimi significati che dovevano essere chiarissimi ai contemporanei del pittore che ha fatto questa meraviglia. In realtà l’apparato iconografico delle Chiese sin dalle origini aveva una funzione ben precisa tanto che veniva chiamato Bibbia a colori.

La definizione, Bibbia a colori, che sembra paradossale la si capisce se si esaminano alcuni dei particolari di questo splendido mosaico.

Se ben ricordo, la Croce gemmata è il simbolo di Cristo che illumina ogni uomo. Il cerchio azzurro con le  novantanove stelle fa riferimento alla parabola della pecorella smarrita per cercare la quale Gesù lascia le novantanove pecorelle  al sicuro.

Sotto c’è la rappresentazione di Sant’Apollinare e la lunga teoria di pecorelle rivolte verso la luce della Croce sono i fedeli.

L’avventura dell’accademia di iconografia, che prevede anche la teologia, la storia dell’iconografia e conferenze varie di approfondimento  è davvero un dono che assolutamente non avevo previsto.

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