Gigio e Dina

Pochi giorni fa mi è venuta in mente una favola che mi piacerebbe raccontare a mia nipotina:

Dialogo tra due granellini di sabbia
Fu la risacca di un mare azzurro e tiepido a farli incontrare.
Era estate e all’alba era tanto dolce farsi trascinare in mezzo a infiniti granelliini, così,
senza meta, fiduciosi nella sagacia di quel mare cangiante , nelle prime ore del giorno.
Più tardi sarebbero venuti i bagnanti a tentare di allontanarli con i passi pesanti, ma ai primi bagliori dell’alba si ritrovavano sempre vicini, l’uno di un colore scuro e idefinito, l’altro era verde e quasi trasparente.. Erano tra quei granellini un po’ più grossi che precedono nellla riva quelli finissimi.
All’inizio nessuno dei due si era accorto dell’altro, ma quell’estate il mare li aveva ancora avvicinati con le sue placide onde dell’alba.
Fu il granellino verde che cominciò con un sospiro indefinibile: “OH… come è bello! come è bello la mattina, nel silenzio rotto solo dal rumore della risacca, farsi trasportare così… e poi … assistere al miracolo dell’aurora che tinge di tutti questi colori l’acqua che ci trasporta! Sembra una festa… la festa deoilla nascita di un nuovo giorno.”
“Già” continuava quasi senza rendersene conto il granellino grigio. “Siamo proprio fortunati di essere qui. in questo punto della spiaggia: abbiamo una vista magnifica e serena sia all’alba che al tramonto: sempre in un trionfo di meravigliose luci cangianti, all’inizio e alla fine del giorno.
E poi durante il giorno vediamo tanta gente! da noi si avvicinano spesso dei bambini con il loro costumino, con paletta, secchiello e formine, a giocare… fanno castelli altissimi… una volta mi sono trovato proprio in cima. Da li’ vedevo tante altre cose, c’era anche un gruppo di bambini che, lontani dalla riva, giocavano con il pallone… poi un bolide di bambino che si lanciava in acqua, ha inciampato nel castello ed io sono tornato giù. Che avventura! In un attimo dalla cima del mondo, tornare al tuo solito posto. Certo che all’inizio mi è dispiaciuto….
Ma si sta bene qui. Spesso vediamo i gabbiani volteggiare nel sole o tuffarsi all’improvviso nell’acqua. Ma, durante le ore di luce ci godiamo al fresco i raggi tiepidi o cocenti del sole…
La sera poi… che meraviglia vedere la prima stella, e poi accendersi ad una ad una tutte le altre… e la luna? Che meraviglia assistere al suo trasformarsi da un sottilissimo spicchio in quella grande palla che pare illumini la notte con il suo sorriso…
Ma … stiamo parlando da un po’ e non ci conosciamo. Io mi chiamo Gigio e tu?
“Mi chiamo Smeraldina, per gli amici Dina”
“Che bel nome!”
“E sai, un tempo ero una bella bottiglia di vetro verde-azzurro trasparente. Conteneva ora acqua, ora vino, ora olio.. Poi un giorno, mentre durante la cena versavano l’olio sull’insalata, nella nave, un bimbetto con passi ancora incerti passò e, nella sua piccola corsa, urtò il braccio del commensale e la bottiglia andò in frantumi Allora il cameriere raccolse i cocci e li buttò in mare.
Da quel giorno quante peripezie!
i pezzetti di vetro si sparpagliarono in acqua e ben presto fui divisa dai miei fratellini verdi.
Mi trovai sola. Mi guardai intorno. C’erano enormi pietre ricoperte di filamenti multicoolori che ondeggiavano nell’acqua, c’erano le stelle marine, c’erano cavallucci marini che danzavano felici, c’erano persino i coralli… quanti colori e che festa continua!
C’erano poi tanti pesci di mille dimensioni e colori. mi incuiosi’ uno tutto a strisce di tutti i colori; si comportava in modo regale… pensai che dovesse essere un principino o un re. Lui mi adocchiò e, interessato, mi si avvicinò.
“Pietà,gli dissi, sono solo un pezzetto di vetro! mi chiamo… mi chiamo Smeralbina (dissi il primo nome che mi passò per la testa…… e da allora divenne il mio nome). Ma il pesce non capiva il mio linguaggio, nè io compresi cosa mi rspose. Sta di fatto che… spalancò la bocca e… mi mangiò credendomi un cibo nuovo e succulento. Poco dopo il pesce fu pescato : cadde dentro una rete colma di tanti altri sventurati come lui.
Finii in una pentola di zuppa di pesce; i resti furono buttati in mare proprio vicino a degli scogli grigio verdi. Ed io, che diventavo sempre più piccola incominciai il mio viaggio nel profondo mare, spinta qua e la’ dalle correnti… ed ora sono qua…
ma quante avventure mi son capitate!!!

(continua…forse)

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