“Non giudicate e non sarete giudicati, perdonate e sarete perdonati”

Lo capiva anche il romano Terenzio che, nell’Heautontimoroumenos del 165 a.C , affermava:  Homo sum, humani nihil a me alienum puto (sono un uomo e niente di ciò che fanno gli uomini mi è estraneo).

Capiva cioè che ciascun uomo sarebbe capace delle più terribili atrocità, se un destino fortunato  non gli risparmiasse delle occasioni pericolose.

Oltre duemila anni dopo crediamo invece di essere esenti da qualsiasi possibilità di errore e quindi autorizzati a puntare il dito contro gli altri, non pensando, come dice un mio amico, che mentre puntiamo un dito contro una persona, le altre tre dita della mano sono puntate contro noi stessi.

Spesso mi è capitato di discutere con degli amici sulla necessità di dare un giudizio sui fatti e la nostra guida era la frase di san Paolo Vagliate tutto e trattenete il valore.

L’altro giorno mi è capitato di risentire la frase in greco e ho sentito che il valore traduce una parola to kalòn che ha un significato più ampio: to kalòn è ciò che è bello, buono, giusto perché la bellezza è lo splendore del vero . E allora il valore da trattenere non coincide con il giudizio che deriva dalla nostra testa più o meno infarcita,  per osmosi, della cultura dominante, bensì’ ciò che è buono, bello e giusto. Perché  in ogni cosa, in ogni persona c’è almeno una virgola di buono, bello e giusto da cui ripartire con un’ipotesi positiva.

Tutta questa premessa per ribadire quanto ha detto ieri il Papa nell’omelia di Santa Marta:

Nel Vangelo Gesù è chiaro: ‘Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso’. Quando uno impara ad accusare se stesso è misericordioso con gli altri: ‘Ma, chi sono io per giudicarlo, se io sono capace di fare cose peggiori?’”. La frase: “Chi sono io per giudicare l’altro?” – afferma il Papa – obbedisce proprio all’esortazione di Gesù: “Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati”.

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Il male che non perdona… ma il buon Dio perdona se uno Lo riconosce…

Non so come abbia fatto a comunicare una situazione cosi’ tragica agli ascoltatori di radio radicale.

Certo, agli amici, si può dire anche una cosa cosi’ tragica.

Però mi chiedo come possa stare davanti a questo male senza la fede…

È vero, ha fatto tanto male, ma tra poco sarà al cospetto di Dio e l’avere avuto un amico che la sostiene e la conforta parlandole di papa Francesco, prego e sono sicura che non sarà stato vano…

Per questo mi è piaciuto l’articolo di don Mauro Leonardi per il Sussidiario:

Chi ha da ridire se Pannella cita il Papa per aiutare la Bonino?

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2015/1/14/IL-CASO-Chi-ha-da-ridire-se-Pannella-cita-il-Papa-per-aiutare-la-Bonino-/572187/