Molta osservazione e poco ragionamento

Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità; poca osservazione e molto ragionamento portano all’errore

E’ la famosa frase del premio Nobel per la medicina Alexis Carrel che per anni ci siamo ripetuti fra amici, ma solo stasera ne ho capito un  po’ meglio la portata.

Nato nel 1873, fu giovane premio Nobel per la Medicina nel 1912 grazie ai suoi lavori sulla sutura dei vasi sanguigni e la coltura a lunga scadenza di tessuti viventi trasportati fuori dal loro ambiente. 

Gli studi scientifici per un po’ gli fecero dimenticare la religione cattolica nella quale era stato educato, incoraggiando in lui l’osservazione della realtà per scoprirne i segreti; cosicché ben presto fu tutto immerso nella mentalità positivista del suo tempo.

Quello che lo turbava – ci racconta nel suo “Viaggio a Lourdes” – erano i fatti prodigiosi di Lourdes di cui si parlava allora: “Si è sempre sistematicamente rifiutato di studiare ciò che accade a Lourdes. Perché non tentare di farlo? Se non ci sono che guarigioni immaginarie, non sarà poi troppo il tempo perduto. E se, per avventura, c’è qualche risultato reale, qualunque ne sia(…) la causa, sarebbe questo fatto che, constatato in modo veramente scientifico, potrebbe avere un interesse notevole”

Così decide di partecipare ad uno dei pellegrinaggi della speranza a Lourdes come osservatore attento e come testimone. Accompagna, in qualità di medico, un folto gruppo di ammalati e osserva. Resta stupito dalla fede e dalla letizia di quel gruppo  pieno di piaghe e di dolore fisico, ma anche di speranza.

Tra essi c’è una giovane molto malata, Maria Ferrand che il Chirurgo dell’ospedale si era rifiutato di operare per il suo stato generale gravissimo. A diciassette anni la giovane donna aveva cominciato a sputare sangue, a diciotto aveva avuto una pleurite e le avevan levato dal fianco sinistro due litri e mezzo dil iquido. Poi il ventre aveva cominciato a gonfiarsi e la si riteneva anche impossibilitata ad affrontare il faticoso viaggio per Loudes. Ma lei
aveva insistito. Ed eccola qui tra i malati che Carrel decise di osservare con particolare attenzione.

Si trattava di una situazione gravissima e il giovane medico impressionato da questo inconsueto spettacolo di dolore e di speranza, si trova a un certo punto a nutrire il segreto desiderio che accadesse per Maria Ferrand l’impossibile, il miracolo. Anche se, la sua mentalità di scienziato cerca di mantenersi fedele ai fatti, e lo fa con estremo rigore.

Arrivati a Lourdes le condizioni di Maria peggiorano e fanno temere il peggio, ma lei vuole essere portata alla grotta. Carrel, come medico la segue da vicino. Il caso è talmente disperato che il giovane medico , rivolto ad un collega, gli sussurra inun orecchio: “Se costei guarisce, crederò ai miracoli”. Anzi arriva a sfidare la realtà: “Se costei guarisse, mi farei frate!”
Ed ecco che, mentre tutti invocano e cantano, Carrel si accorge che il volto di Maria diventa più sereno, meno tirato e – non crede ai suoi occhi! – la coperta che copriva l’enorme ventre gonfio, piano piano si abbassa sotto i suoi occhi. Emozionatissimo controlla subito l’ammalata e, con stupore, si accorge che le sue condizioni generali sono migliorate fino al punto che ella risponde alle sue domande e poi si gira sul suo lettuccio senza alcun dolore perchè stanca.

Questa la vicenda, narrata con dovizia di particolari dallo stesso Carrel nei suoi appunti di viaggio.
L’ho voluta riproporre perché mi ha colpito la sottolineatura che continuamente il giovane medico fa (aveva allora 31 anni) della necessità di stare davanti ai fatti senza pregiudizi, Perchè la realtà è un immenso territorio di ricerca e fonte inesauribile di novità.

Ma per conoscere la realtà bisogna osservarla con una lealtà  direttamente proporzionale al desiderio di verità che uno ha. Quanto più uno desidera la verità, tanto più dipende dalla realtà, dai fatti.
Perciò: molta osservazione e poco ragionamento, cioè poca fantisticheria a partire da pregiudizi, portano alla verità, mentre le fantasticherie portano solo errori e delusioni.

E, consentitemelo, con i tempi che corrono, la onesta e leale osservazione dei fatti e della realtà è prerogativa non dico di poche persone leali e affamate di verità, ma anche di pochi e discreti scienziati che preferiscono dedicarsi alla ricerca vera, piuttosto che urlare dei falsi pregiudizi ai quattro venti per avere la facile notorietà di chi segue… l’aria che tira.

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2 commenti

  1. Ciao, avevo già visto il tuo nuovo blog, io ho faticato un poco a trasferirmi e soprattutto a farlo somigliante all’altro di Splinder. State tutti abbastanza bene? Uno di questi giorni ti chiamerò per fare due chiiacchiere. Bacioni anche a te.

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    • Benvenuto!
      Pare che anche il tuo sia un gravatar… forse dovresti andare dove ci sono le impostazioni tue personali e cambiare l’avatar… boh! ci vuole un sacco di tempo per questi nuovi blopg!

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