“Ti ride negli occhi la stranezza di un cielo che non è il tuo”

Si arriva a un’età in cui le cose cominciano a delinearsi con più chiarezza… ma è necessario tutto il tempo della vita per capire certe intuizioni della giovinezza.

“Ti ride negli occhi la stranezza di un cielo che non è il tuo” era un’affermazione che mi piaceva, ma solo da poco tempo provo a penetrarne il significato: uno comincia a sorridere con gli occhi davanti alla realtà che lo interpella, davanti a un presente che non lo determina come non lo determinano i piccoli inconvenienti di un minuto prima. Chi ha il cuore buono si apre al sorriso accogliente per la novità che gli si presenta.

Normalmente chi ha questa qualità non se ne accorge, ma gli altri si’, e qualche volta glielo fanno notare.

Ed è sempre bello incontrare un sorriso cosi’: “Ti ride negli occhi la stranezza di un cielo che non è il tuo”.

Provate a osservare il sorriso delle persone… se ancora conoscete qualcuno che sorrida. Credo che capirete quando il sorriso è di circostanza e quando scaturisce da un cuore aperto che illumina chi ne è destinatario.

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2 commenti

  1. Ecco il mio Buon giorno. Io sono una persona che sorride, non per abitudine, ma perchè le persone, il sorriso è nelmio cuore e lo dono volontieri a chi incontro.. Se sono tristi è una ragione in più.Ti racconto un fatto accadutomi due giorni fa. Io, sono un’antica di 74 anni. La logica della vita ti dice già che sono accompagnata da diversi acciacchi, ma c’è una cosa che non confesso mai…non so perchè….le mie gambe non funzionano più, una cosa da “antichi” e da qualche anno e il mio amico fedele è un bastone: marrone di legno, dignitoso…..vedrai il perchè di questa descrizione. Mi sono recata alla posta e ho incontrato una cara persona a cui voglio molto bene. Era accompagnata dalla figlia che le teneva la mano. Una figlia trent’enne. Era tanto che non ci incontravamo. E, abitiamo vicino. Abbracci a non finire, poi lei (è molto più giovane di me) è dovuta andare a casa. La mia amica, dopo la morte improvvisa della sua mamma adorata, Ha avuto un ictus e ha bisogno di essere aiutata quando cammina. I nostri occhi si sono incontrati e io le ho detto (sorridendo) vedi come sei piaciuta a Dio: a te ha donato un angelo per tenerti la mano, a me un bastone di legno! (Sua figlia è una dolce ragazza down).La nostra mendicanza è visibile nei nostri occhi, nelle parole, nel cammino! Ciao

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    • Carissima,
      Ho pochi anni in meno di te e sono in condizione analoghe alle tue. Anche per me il sorriso nasce davanti all’altro che ma ha bisogno. Non so perché, ma accade e ne sono lieta. Lieta e grata al buon Dio che mi fa questo dono negli ultimi anni della vita (ormai sono nella seconda metà de cammino di nostra vita ch ai nostri tempi inizia a cinquanta anni! Quindi sono più vicina alla dolce meta del mondo felice senza fine e senza pianto)
      Un abbraccio a tutte le nonne e aspiranti nonne!

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