“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”

Da Culturacattolica.it:

venerdì 31 agosto 2012

“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.” [William Shakespeare, da “Amleto”]

Raccontare la vita, ed accorgersi della realtà. Non sono giornalista – anche se curo con amici il sito CulturaCattolica.it – ma come sacerdote e come insegnante (ora in pensione) ho sempre desiderato fare conoscere ciò che rende bella la vita, e ho cercato di reagire contro l’indifferenza e la menzogna. Mio padre mi ha insegnato ad essere responsabile, di tutto. Non ha mai alzato le spalle di fronte a ciò che accadeva. E mi ha insegnato a stimare anche coloro che la pensavano diversamente da me. Così il sito è diventato, nel tempo, luogo di racconti di vita, di educazione, di testimonianza (e spesso questi sono diventati incontri reali, per cui le persone di cui si parla, oltre che gli straordinari collaboratori, hanno un volto noto e amato). Contemporaneamente, CulturaCattolica.it è stato ed è luogo di denuncia di tutto ciò che va contro l’uomo e la sua dignità. In questo non abbiamo mai pensato che fosse inutile mobilitarci. Così offriamo il nostro servizio giuridico ai tanti docenti di religione che si trovano in difficoltà; abbiamo denunciato la perdita di identità dell’Università Cattolica quando ha imposto un «Codice etico» distante dalla tradizione cattolica; abbiamo indicato come «Uomo dell’anno 2011» il martire Shahbaz Bhatti (disgustati dalla scelta di Famiglia Cristiana, che ha proposto il Presidente Napolitano, dimenticando la posizione assunta di fronte al “caso Eluana”); non ci siamo arresi alla “logica dei piccoli passi” che vorrebbe fare rientrare persino l’incesto come pratica accettata, e così via… Chi ci segue con fedeltà, sa che la testimonianza del bene e la denuncia del male ci caratterizzano come sito, ma soprattutto come persone. Così, appena abbiamo saputo del tentativo di bruciare viva Rimsha Masih, la bambina pakistana, affetta da sindrome di Down, in nome di una assurda e inconsistente accusa, abbiamo subito (il 24 agosto) promosso una raccolta di firme di sostegno a lei, e di denuncia dell’azione mostruosa e ingiusta. Le risposte sono state tante, e gli interlocutori hanno manifestato un grande impegno. Sono persone di ogni condizione: dagli studenti, ai professori, ai parlamentari… Tutti hanno sottoscritto lasciando nome, cognome e indirizzo mail. Potremmo dire che, nella convinzione che questa storia non riguarda solo il Pakistan, ma provoca tutti, si sono mobilitati non con dei discorsi, ma concretamente: “mettendoci  la faccia”. Non ci sentiamo perciò rappresentati da chi parla di “semi indifferenza occidentale”. Ho sempre pensato che funzione della autorità fosse (oltre a cor–reggere, cioè sostenere superando gli errori), valorizzare tutto ciò che lo Spirito rende presente, ovunque si trovi, ancorché non generato direttamente da lei. Allo stesso tempo, ritengo che chi ha un compito comunicativo, nello svolgimento del proprio lavoro è bene che aiuti a mostrare ciò che può dare speranza agli uomini. Lo «sfascismo» e il continuo lamento per ciò che non c’è, senza riconoscere e valorizzare ciò che esiste di buono, non porta a indicare una prospettiva umana che sia valida per tutti! Vorrei avere sempre presente la lezione di Don Giussani sul cane morto e i suoi denti bianchi: «Un pomeriggio Gesù con i discepoli camminava per una delle tante assolate strade della Palestina: a un certo punto i discepoli lo invitano a scansarsi perché c’è una carogna di cane circondata dalle mosche e puzzolente. Gesù invece si avvicina e dice. “Però! che denti bianchi!”. Perché Gesù, che sapeva che tutto è buono quello che ha fatto il Padre Suo, vede la positività della realtà… anche se sono solo i denti bianchi di una carogna puzzolente».
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2 commenti

  1. gianfranco

     /  settembre 1, 2012

    grazie dell’articolo. Vedi, il mio cuore è ancora diviso tra la gratitudine a chi combatte, come l’autore dell’articolo, perché si affermino Cristo e la verità, e la tristezza per la mentalità che sta imperversando.
    Devo ancora fare uno sforzo di ragionamento per affermare che la realtà è fatta da Lui.

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    • Anche per me è così. Ma poi penso a come ero solo un anno fa (e conosco l’autore da 37 anni) e mi sento più comprensiva nei confronti di chi ancora ha capito l’importnza dell’esperienza cristiana. Sai, i nostri tempi non sono i Suoi tempi. Anzi, per Lui il tempo non esiste, ma vuole che tutti coloro che sono stati almeno una volta affascinati da questo carisma siano salvi. Che dico!? vuole che tutti siano salvi! E come essere intransigenti con chi , come me, è stato fino a poco più di un anno in perfetta buona fede?
      Adesso capisco cosa significa “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” e capisco che davvero la “Carità è “paziente”, benigna, ecc”. Non ci resta che la pazienza della carità, la benignità della carità, ecc.
      Aggiungo che rileggendo il Vangelo,mi accorgo di quante cose l’interpretazione errata che alcuni -che di Giussani non avevano capito niente -,ne danno mi aveva sviata e mi vengono in mente quei farisei e scribi che (lo diceva il vangelo dell’altro ieri) non entrano loro nel regno dei Cieli (cioè nel significato ulyimo delle cose) e non ci fanno entrare nemmeno gli altri.
      Per cui conviene armarsi di coraggio e di pazienza e Dio condurrà tutto a buon fine, secondo i Suoi tempi!

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