Il Re dei Re e il granellino

Man mano che il tempo passa il Paradiso diventa sempre più popolato da un grandissimo numero di amici. Non solo i miei genitori, nonni, trisavoli, ma gli amici arrivati in quel regno beato tanti o pochi anni fa.

Alcuni certamente non li ricordo in questo momento, ma ieri ho avuto la fortuna di incontrare una mia quasi coetanea, sorella della dolcissima Benedetta Bianchi Porro.

Stamane ho preso il libro, Ritratti di Santi, di Antonio Sicari , e ho riletto con tanta commozione per l’ennesima volta le vicende di questa giovinetta in cui il buon Dio ha deciso di rinnovare il mistero della sofferenza di Giobbe. Lascio ai curiosi il gusto della scoperta delle sue vicende, ma riporto solo un passo che mi è smpre rimasto impresso.

“Ricordi… la leggenda?

Benedetta amava moltissimo leggere e le era rimasto fisso in mente un racconto di Tagore. Si tratta di un mendicante che un giorno incontra il Re dei RE sul suo cocchio dorato:

“Il cocchio si fermò accanto. Il Tuo sguardo cadde su di me e scendesti con un sorriso. Sentivo che era giunto al fine il momento supremo della mia vita. Ma Tu, tutto ad un tratto, mi stendesti la mano diritta dicendomi: Cosa hai da darmi? Ah, quale regalo fu, quello di stendere la tua palma regale per chiedere a un povero!

Confuso e esitante tirai fuori lentamente dalla mia bisaccia un chicco di grano e te lo diedi.

Ma quale fu la mia sorpresa quando, sul finire del giorno, vuotai la mia bisaccia per terra e trovai, nello scarso mucchietto, un granellino d’oro!

Piansi amaramente di non aver avuto il cuore di darTi tutto quello che possedevo.”

 

Aggiungo solo una bella preghiera della giovane Cilla morta a quindici anni in un incidente d’auto (Cilla di Primo Soldi) dopo solo nove mesi dall’incontro che avrebbe trasformato sorprendentemente la sua vita

Prendi il poco che ti offro, il nulla che sono

E dammi il tanto che spero il tutto che sei

 

Strano: la vita è davvero donata per essere data, come dice il sottotitolo del Mio blog che riprende le parole di Claudel “Che val la vita se non per essere data?”. Man mano che passa il tempo le comprendo sempre più… a livello teorico solo purtroppo per ora.

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2 commenti

  1. Cos’è la nostra presenza qui, in questo corpo effimero, se non un “passaggio” che ci dovrebbe permettere di assimilare il più possibile delle lezioni di Vita? Non credo in un paradiso, nel purgatorio o nell’inferno di fuoco… le metafore utilizzate nei secoli per cercare di renderci più consapevoli, a volte, solo hanno distorto la nostra Mente dalla realtà.
    Ma è una storia lunga quasi sessant’anni, la mia, che seguita verso una Luce d’amore che, spero ardentemente, mi aiuterà a non dover ritornare troppe volte nel samsara: il paradiso-purgatorio-inferno di tutte le Menti.
    Un caro abbraccio e grazie per il suggerimento, prima devo però terminare di leggere la biogarfia di San Pio…
    :-)claudine

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    • Io sono certa e felice che il Paradiso ci sia e che ci siano tanti amici, conosciuti e non, che fanno il tifo per me, come per ciascun uomo o donna. E spero di arrivarci perchè mi aspetto delle ineffabili sorprese. Ciò non mi astrae dalle concretissime e dolorose questioni umane da cui sono circondata, personalmente e al livello della società e del mondo intero. Ciao Carissima!

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