La mia passione per l’iconografia

Quasi non sapevo cosa fosse. Poi, il mio giovanissimo Parroco mi invitò con insistenza a frequentare un corso propedeutico di iconografia. Dissi di si’ più per fede che per convinzione, non considerandomi all’altezza di un’impresa che mi appariva sovrumana, io che a malapena sapevo tenere una matita tra le mani.

Non era necessario alcun prerequisito di carattere artistico, se non la volontà di fare un percorso soprattutto di fede.

Si’, perchè l’iconografia cristiana, dopo lotte tremende per affermarsi come Bibbia a colori, è stata comune a tutta la cristianità che precede la grande scissione dell’undicesimo secolo.

Ma all’inizio la religione si manteneva integra grazie ai vari concili e ai Papi che hanno mantenuto  il Depositum Fidei. Le vicende successive hanno provocato una divaricazione per motivazioni soprattutto politiche e umane; perchè i contenuti essenziali della fede sono quasi identici.

Ecco perchè si può parlare di una iconografia cristiana che ha  sempre valore liturgico se obbedisce a dei canoni ben precisi.

Queste cose non le sapevo, ma al terzo anno di corso dell’Accademia di Iconografia di Mandas (Cagliari), sono davvero orgogliosa di aver fatto questo percorso, teologico e artistico che mi permette di “scrivere” un’icona, che è patrimonio comune della cristianità cattolica e ortodossa e che contribuisce in qualche modo un ecumenismo dal basso,

capace di incoraggiare un ecumenismo ben più grande. Finchè non si realizzi il desiderio di Cristo :”ut unum sint”.

L’ultimo lavoro che stiamo facendo in Accademia è la copia di un’icona del quindicesimo secolo, naturalmente a mano libera, con innumerevoli studi e prove  di difficoltà sempre crescenti, che rappresenta  la Vergine della Passione. Il primo esercizio preparatorio, dopo innumerevoli prove, è questo di cui vado orgogliosa, anche se devo confessare il mio stupore davanti al risultato…

Eh si’, almeno la mia esperienza è la preparazione adeguata al lavoro che spesso dura mesi, poi, il risultato è sempre una sorpresa, innanzitutto per me.

Vi mostro il primo esercizio preparatorio che ho iniziato ad ottobre dell’anno scorso:

Per conoscere bene la storia dell’iconografia cristiana, dal punto di vista teologico e liturgico, più le numerose implicazioni anche di carattere morale vi rimando al sito del Maestro Ziccheddu. 

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4 commenti

  1. martina

     /  marzo 15, 2017

    Ciao carissima! E’ bellissima…….mi pare ci voglia una buona dose di pazienza coltivata nel silenzio, nella meditazione e nella preghiera.
    Un abbraccio

    Rispondi
    • Indovinato!
      Ora mi sto cimentando con l’intera icona dove la Mamma tiene in braccio il bambino che – guardando lontano il suo futuro rappresentato dalla Croce, i chiodi, la lancia e il bastone con l’aceto sostenuti da due angeli ai lati in alto – si stringe alla mamma. IL problema più grosso è centrare perfettamente l’immagine ( il che è richiesto dai canoni dell’iconografia cristiana. Domani saprò se la prova che ho fatto , a mano libera, va bene. Solo allora potrò passare alla tavola gessata (la gessatura l’ho fatta insieme ad alcuni degli altri allievi domenica e lunedi’).
      È davvero un’esperienza affascinante

      Rispondi
  2. martina

     /  marzo 16, 2017

    Grazie! Continua ad informarci sul tuo percorso!

    Rispondi

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