“Cose che nessuno sa”

Mi ero commossa per “Bianca come il latte, rossa come il sangue” e stentavo a credere che Alessandro D’avena potesse superare in un altro romanzo la struggente storia che mi aveva conquistato.

In questi giorni però ho letto non solo con struggimento, ma anche con un’inquietudine strana “Cose che nessuno sa”

In genere se un libro mi piace desidero farlo leggere o regalarlo a più gente possibile. Ma stavolta l’inquietudine ha generato in me una sorta di pudore.

Si’, perché quando il tuo cuore viene messo a nudo, non è facile mostrare il proprio segreto.

Ecco: questo romanzo narra la vita, con i suoi desideri, con l’ardore della felicità, con il dolore dell’ingiustizia, con tutti i sentimenti che caratterizzano il cuore di ciascun uomo. Ed uno si sente letto nel profondo, sente che l’autore giunge alla settima stanza e la rivela con pudore e tenerezza, per cui ti senti scoperto e disarmato.

Non fa sconti: ti dice come sei e ti aiuta a comprendenti meglio anche se hai diversi lustri sul groppone.

E tutto a partire dai testi classici della letteratura che la maggior parte di noi conosce. Ma, almeno io, ne conoscevo il contenuto, non il significato profondo e affascinante che rivela il cuore dell’uomo di ogni tempo. Almeno dell’amata Odissea che anch’io ai miei tempi avevo spezzettato per poterla affrontare insieme ad altri testi dell’epica che mi erano cari.

Ma, non approfondendola, come ha fatto D’Avena, ho perso veramente molte perle preziose, che si possono gustare solo quando si deve insegnarle a un gruppo di quattordicenni in piena crisi adolescenziale.

Devo dire grazie al fantastico autore perché è riuscito a rivelarmi quello che anch’io non avevo capito di me stessa e ancora ci sto meditando su.

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4 commenti

  1. Grazie per il (velato) consiglio di lettura…
    l’Iliade e l’Odissea le avevo studiate solo come uno studente svogliato sa fare 😉 ma ero piccola e la mia mente vagava lungo i percorsi fantastici dell’avventura. Solo quello mi interessava, certo non il profondo significato che Omero cercava di farci capire!
    Se l’autore D’Avena in questo suo “cose che nessuno sa” riuscirà a riportarmi nel tempo… ne sarei molto felice!
    Mentre “bianca come il latte, rossa come il sangue” è sicuramente molto profondo ma un contenuto che si ripete e quasi troppo abusato (forse conosci Jodi Picoult ed il suo “la custode di mia sorella”, per citarne uno ineuguagliabile e terribilmente straziante). Serena Pasqua :-)c

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  2. Abbiamo (lo dico al plurale perchè è stata coinvolta quasi l’intera famiglia) scoperto D’Avenia attraverso la mia nipotina che frequentava allora la terza media. Prima con Bianca…poi con Cosa che nessuno sa e dopo ancora con …ora mi sfugge il titolo (pensa un po’) dove racconta della vita di don Puglisi.(è stato suo alunno) D’Avenia è un grande. Cattolico. Vado a leggere le sue lettere sul suo sito Prof 2.0 . Buona Pasqua Anna!

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