Peguy e la speranza

Sembra impossibile il fatto che tutti si affannano a pensare analisi e scenari politici più o meno apocalittici… a me pare che sia un ennesimo motivo per dimenticare la domanda fondamentale che sta alla base della vita di ogni uomo, soprattutto davanti alle tremende contraddizioni dei nostri tempi.

Quello che predomina comunque è, in certi toni urlanti e dimentichi, il vero motivo che ci rende cosi’ scontenti: il bisogno di una speranza affidabile (cfr. La Spe salvi) di cui nessuno più parla.

Ma come si fa a vivere senza speranza?

Sto leggendo “La bellezza disarmata” e a pag. 198 c’è una citazione da “Il mistero dei santi Innocenti” di Peguy, un testo a molti di noi molto caro da sempre, che spiega il… punto di vista del buon  Dio:

“Dio riflette tra se’ e se’ sulla Sua creatura:” Conosco bene l’uomo. Sono io che l’ho fatto. È uno strano essere./ Perchè in lui gioca quella libertà che è il mistero dei misteri./ Gli si può ancora chiedere molto. Non è troppo cattivo. […] ma quello che non gli si può chiedere, Dio buono, è un po’ di speranza, / un po’ di fiducia, insomma, un po’ di distensione, / un po’ di resa, un po’ di abbandono nelle mie mani, / un po’ di desistenza. Lui si irrigidisce sempre.”

 

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