Solo difesa dei valori o testimonianza di un sorriso che non è mio?

Dell’incontro di ieri mi è rimasto impresso la risposta di don Carron a Prosperi relativamente alla credibilità del cristiano che non sia paragonabile al pagliaccio di cui parla Kirkegaard.
Ci sono due modi contrapposti di concepire e vivere il Cristianesimo: un Cristianesimo che difende i valori e un Cristianesimo che parte dallo stupore per l’Avvenimento di un incrocio di sguardi amorosi tra il Creatore e la Creatura… ma non ricordo le parole esatte (che a breve verranno pubblicate nel sito di Tracce) per cui mi limito a riportare un passaggio molto significativo tratto da La Bellezza disarmata”, pag. 28-29:

“…la puntualizzazione che sta al centro della “Evangelii gaudium”: la constatazione che, nel mondo cattolico, la battaglia per la difesa dei valori è divenuta nel tempo così prioritaria da risultare più importante rispetto alla comunicazione della novità di Cristo, alla testimonianza della sua umanità. Questo scambio tra antecedente e conseguente documenta la caduta “pelagiana” di tanto cristianesimo odierno, la promozione di un cristianesimo “cristianista” (secondo la definizione di Remi Brague), privato della Grazia.”

Il che non esclude a mio parere, che si possano difendere i valori proprio perché carichi di quel sorriso misterioso che non è nostro. In tal modo si evita quel dualismo che distrugge l’unità dell’io e ci riduce alla totale insignificanza come cristiani.

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2 commenti

  1. Ciao Annavercors, mi risulta difficile concepire una difesa di valori (i “Valori”) senza la loro genesi, cioè Cristo …
    Chi fa queste distinzioni “intellettuali” si è mai fatto un giro nelle scuole, o peggio nelle parrocchie, in cui si è cristiani senza alcun valore, basta andare a Messa e fare qualche sorriso o atto di presenza al parroco?

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    • Eppure non si può dare per scontato che siamo di Cristo. Lui stesso ha detto che senza di lui non possiamo fare niente…. è per questo che siamo inincidenti e non riusciamo a destare in chi lo desidera il sobbalzo del cuore di chi incontra il primo amore.
      Non dobbiamo fare proselitismo con strategie più o meno intelligenti, ma testimoniare senza alcun progetto la straordinaria bellezza di un incontro che ci cambia la vita.

      Rispondi

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