Mistero e ignoto

Non bastava la follia del pilota tedesco che ha voluto coinvolgere nel suo suicidio tutti i passeggeri di un aereo di linea tedesco.

Follia, follia, follia.

Non avevamo altra spiegazione.

E giù indagini accurate sul suo stato di salute mentale con annessi e connessi.

Ora c’è il gravissimo fatto del tribunale di Milano. Un anziano signore ingannando la sorveglianza si introduce armato nel tribunale di Milano e fa una carneficina. Nessuno riesce a fermarlo. Solo dopo in una vicina località riusciranno ad arrestarlo perché nella sua ”follia” aveva ancora intenzione di uccidere.

Ci si spaventa per la lucida follia che spinge culture estranee alla nostra a tagliar gole o trucidare bambini. Ma quando la “follia” esplode nel civilizzato Occidente? È la stessa follia?? O converrà fare una riflessione più seria?

Su quel che accade nel mondo che si riferisce ali’Isis s’è detto di tutto e di più e in questo oceano di parole uno non sa più quale sia quella che contiene la verità.

Ma la “follia” occidentale?

Più che follia verrebbe da definirla malattia dell’anima. Se l’Isis fa stragi in nome di un’ideologia o di un presunto Dio sanguinario, da noi, in Occidente abbiamo queste esplosioni di violenza cieca su di sè e sugli altri che nulla della vita precedente dei protagonisti aveva fatto sospettare. Erano persone tranquille, forse anche stimate, gentili…. Fino a ieri. Oggi esplodono in un odio contro sè e contro tutti che fa paura. Come fa paura l’ignoto, l’imprevisto, l’insondabile, l’incontrollabile.

Si’, abbiamo bisogno di dare un nome a ciò che ci spaventa, di catalogare ciò che ci fa paura. Ma l’ignoto è proprio angoscioso.

Ecco che il Mistero, che ci circonda da ogni parte ma è negato, si ripropone come ignoto. Il Mistero* che fa tutte le cose e le ama, diventa l’ignoto** che non ama e vuole distruggere tutto.

Siamo davanti ad una scelta: il Mistero o l’ignoto, l’abbraccio della misericordia o il ghiaccio del potere ignoto e i cieco che colpisce a tradimento. Il nostro grande vantaggio è che possiamo scegliere, perché l’uomo, l’essere umano è l’unico che ha questa libertà di scelta. Può riconoscere, amare, servire il Mistero oppure lasciarsi schiacciare dall’angoscia dell’ignoto.

Il problema è, a mio avviso, l’impossibilità di conoscere il mistero se Lui non si fa conoscere, perché non si può scegliere ciò che non si conosce. Ma il Mistero fa di tutto per farsi conoscere e se veramente lo vogliamo, prima o poi lo incontriamo. Occorre però essere affamati di Verità. Di Verità sul Mistero dell’esistenza.

L’importante è sapere che davanti alla tragedia di questi giorni terribili di malvagità e cattiveria, noi possiamo essere non succubi e angosciati, ma protagonisti perché possiamo scegliere tra la fiducia nel Mistero e l’angoscia dell’ignoto, Possiamo così agire di conseguenza con speranza o lasciarci dominare dalla disperazione.

_______

*Mistero è un termine che uso con una connotazione religiosa: il Mistero che fa tutte le cose potrei anche chiamarlo Dio e, poiché sono Cristiana, posso definirlo con il suo attributo più peculiare che è la misericordia. Il mistero della Misericordia che si vela ma si lascia conoscere gradatamente da chi lo accoglie e l’avventura della conoscenza del Mistero buono non finisce mai perché è i finito.

*Ignoto invece è sempre il mistero che risulta inconoscibile, minaccioso, imprevedibile. Angosciante per chi non conosce o riconosce il Mistero come Misericordia

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