Chi sono io per giudicare?

Non facciamoci illusioni. L’informazione è in mano a poteri che i semplici cittadini possono appena ipotizzare. Però c’è un modo molto scorretto di trasmettere le informazioni, per esempio dimenticando e volutamente nascondendo il contesto, oppure addirittura oscurando notizie rilevanti. Chiunque ricopra un ruolo pubblico è esposto a queste manipolazioni di parte che non giovano ad una informazione degna di tal nome.

In questo  senso è gravissimo che si ignori o si attribuisca ad una autorità morale come quella del Papa dei pensieri o delle affermazioni che Lui non ha inteso fare. Ieri ho discusso di questo con alcuni amici e vi rendo partecipi delle conclusioni cui sono giunta.

Una animatissima discussione tra noi di samizdatonline. Una confusione senza pari finché’ M. ha ristabilito le regole del gioco:

-Vinci il male col bene

-Raramente uno impara ciò che crede di sapere già

-Vaglia tutto e trattieni il valore

-Siamo senza patria

-Correggere l’errore e non l’errante

Assodato che la stampa spesso travisa o “dimentica” le parole effettivamente dette dal Papa, abbiamo pensato che vi sono dei fatti incontestabili, sulla base di documenti autentici, fatti spesso tralasciati o “dimenticati” (chissà? Ma le bugie hanno le gambe corte).

Uno di questi riguarda le quindici malattie della Chiesa recentemente espresse dal Papa (http://www.lettera43.it/cronaca/papa-francesco-indica-le-15-malattie-della-chiesa_43675152208.htm) che hanno scandalizzato qualcuno, mentre pochissimi si erano scandalizzati quando nella Via Crucis del 2005, guidata da San Giovanni Paolo II e preparata dall’allora card. Ratzinger alla nona stazione si disse:

“Quanta sporcizia c’è nella Chiesa e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere solo a Lui! Quanta superbia! Quanta autosufficienza!(” http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2005/via_crucis/it/station_09.html)

Questo è solo uno dei moltissime esempi che riportavamo, notando le eccessive e strumentali critiche all’attuale Capo della Chiesa, insieme a quella famosa frase “” Chi sono io per giudicare?” strausata nei contesti più disparati .

In realtà da una ricerca (del testo originale che ricordava memoria) risulta detta in un contesto che spiega il

pensiero del Papa:

“Se una persona gay cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?  (http://it.wikiquote.org/wiki/Papa_Francesco)

Credo che chiunque sia in grado di capire che c’è una bella differenza tra una frase avulsa dal contesto e il significato dell’intero periodo sintattico..

Mi fermo a questi due esempi e invito tutti a riflettere su quel che ci dice Papa Francesco piuttosto che usare certe sue parole per travisarle. E le fonti sicure non sono certo i mass media più alla moda, ma lo stesso sito in cui i discorsi del papa vengono riportati fedelmente (http://w2.vatican.va/content/vatican/it.html)

 Ladri nel deposito dei giornali: spariscono gadget e dvd

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