Perché a me e non a un altro?

Perché a me e non a un altro?

Questa la domanda di una persona in quella stanza di ospedale di forte sofferenza fisica. Al che una graziosa vecchietta di 86 anni tormentata da altrettanti dolori, ma in grado di parlare, obiettava: Perché agli altri e non a me?

Io faccio ancora fatica a parlare ma non avrei avuto alcun dubbio.

Che fortuna quando il buon Dio ti prepara con pazienza e tenerezza a quel che ti vuol chiedere!

Qualche giorno prima mi era balenata in mente la vicenda di Giovanna d’Arco che, disarmata, aveva salvato il suo popolo: un vago presentimento che la cosa mi riguardasse: anch’io volevo salvare il mio popolo, il Movimento, gli amici, i parenti i conoscenti, la Chiesa tutta. Gesù voleva che completassi nella mia carne quel che manca alle sue sofferenze. Nella mia carne viva. Ma sono lieta e grata perché i dolori vari, spesso atroci, mi hanno fatto riflettere sulla passione di Gesù.

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3 commenti

  1. martina

     /  luglio 31, 2014

    Cara, ti sono vicina! Un abbraccio

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  2. martina

     /  agosto 1, 2014

    Al tuo cuore, per renderlo sempre più innamorato di Gesù!

    Rispondi

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