Quello che unisce parte dal cuore di ciascuno

 

Non se ne parla più. Ormai lo storico incontro di preghiera per la pace in Medio Oriente e nel mondo intero è come se fosse stata archiviata dall’incalzare di tutte le altre notizie o pseudo- notizie che ogni giorno ci inondano privandoci del gusto di soffermarci sui fatti veramente significativi per giudicarli e magari trarne insegnamento.

Oggi ripesco tale notizia perché mi ha lasciato perplessa l’interpretazione fornita da una trasmissione radiofonica ascoltata quasi sbadatamente uno di questi giorni.

Ricordo che si aveva qualche perplessità sulla proposta di Papa Francesco di partire da ciò che ci unisce per ricostruire la Pace. Il commentatore affermava che l’unica cosa che unisce Israele e Palestina è la volontà di distruzione dell’altro per potersi affermare come nazione (spero di aver capito bene).

La cosa non mi è piaciuta perché sarà pur vero che le due nazioni (chiamiamole così) si detestano, ma quel che unisce non sono i sentimenti reciproci negativi, solo perché sono simili se non uguali.

Quello che unisce è qualcosa che va al fondo della questione fino al cuore di ogni persona ragionevole.

Qual è l’unica cosa che ci unisce davvero, al di là della religione, della politica o di ogni altra cosa?

Quel che abbiamo in comune, tutti indistintamente, è il desiderio di Pace (e mai come in questi ultimi tempi la cosa è evidente e per niente ideologica).

Chi non vuole la pace? Soprattutto se le conseguenze della mancanza di pace sono così evidenti e drammatiche che quasi ci siamo abituati all’ineluttabilità della mancanza di pace?

E quale altra possibilità che non fosse politica, economica o sociale poteva regalare un minimo di speranza a questa nostra umanità accasciata dall’impotenza rispetto ai suoi desideri di bellezza, armonia, pace, gioia?

Da che mondo è mondo tutti gli uomini hanno individuato una religione che desse un senso alla vita, e quindi anche una divinità cui rivolgersi, un divinità cui è possibile quanto è impossibile all’uomo.

Ed ecco la genialità del nostro Papa che ha fatto leva su questo senso religioso comune a tutti gli uomini e, senza chiedere di rinunciare alla propria identità o alla propria religione, ha proposto a due uomini di stato quello che umanamente è impossibile ed è aspirazione di ogni uomo.

Ecco: a me sembra che l’unica cosa che accomuna tutti gli uomini e quindi può essere un punto di partenza per un cammino comune è il desiderio di pace. E non solo tra popoli e etnie, ma anche tra una famiglia e un‘altra, tra una persona e un’altra. Ma quante volte crediamo di poter sostituire la pace con il quieto vivere o sorvolano sulla nostra impotenza a crearla intorno a noi ed evitando di chiederla come dono a Dio, qualunque sia la religione che pratichiamo?

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