La novità inaspettata

Chi leggesse la lettera settimanale che il nostro parroco consegna a ciascuna persona del paese dopo la Messa domenicale potrebbe pensare ad un moralismo esasperato tipo  anni 50 del secolo scorso.

In realtà certe comunicazioni arrivano così dettagliate dopo tre anni di sua intensissima presenza tra di noi. Per me l’anno della fede, celebrato l’anno scorso, è stato rivelatore, poiché ho potuto rendermi conto che ogni singola iniziativa cui ci invitava ogni settimana (mostre sulla Fede o su Caravaggio, feste paesane tradizionali e non, invito all’ascolto del coro di Russia Cristiana, mostre e corsi di iconografia, una favolosa settimana biblica, l’invito di bravissimi sacerdoti o vescovi capaci di incantare con la loro testimonianza… per non parlare di quel che ha fatto per i ragazzi e i giovani) era ed è un modo per dimostrarci che la fede Cristiana è in grado di render bella e gustosa la vita in tutte la sue manifestazioni.

Insomma ci ha fornito le prove tangibili che vivere di fede è bello.

Ora siamo arrivati alla vigilia della Quaresima; e mentre ancora per i ragazzi si pensa alla festa per il carnevale, arriva a tutte le famiglie della parrocchia una lettera che solo l’anno scorso non avremmo capito. Ma i veri educatori hanno la pazienza di adattarsi alla capacità di comprensione degli educandi e il nostro parroco, nonostante giovanissimo, sa essere un educatore. Ecco la lettera che ha inviato la settimana scorsa alle famiglie:

lettera famiglie

 questa lettera era abbastanza generica, perciò il parroco ha pensato bene di introdurre una lettera successiva (quellasettimanale che consegna ogni domenica)a ciascuno di noi per dettagliarla fin nei particolari

Il significato espresso in sintesi (custodia della mente, del cuore, delle mani) della lettera precedente viene in questa nuova lettera spiegato (vi prego di leggere soprattutto quello che è nei riquadri tralasciando gli appuntamenti della settimana che interessano solo chi frequenta la parrocchia)

foglio settim

 

Ho voluto parlarne perché sono davvero piena di stupore: sono decenni che certe indicazioni pratiche vengono fatte passare come regole moralistiche ormai fuori moda in un mondo consegnato totalmente alle emozioni o alle passioni senza un minimo di riflessione sul valore della vita, della convivenza, della giustizia (intesa come vera giustizia e non vendetta). E invece… a me paiono il segreto per una sana e pacifica convivenza.

Vorrei proprio sentire chi riesce a sostenere che certe norme riesumate in questi foglietti settimanali da un giovane parroco siano regole inutili.

A chi lo pensa chiedo: viviamo forse meglio ignorandole? Che tipo di vita è la nostra?

Aggiungo un evento fantastico che sarà la venuta tra noi per lo spettacolo “Il mio nome è Pietro” di Pietro Sarubbi che sabato sera potremo incontrare nella nostra bella Chiesa parrocchiale

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