Identificarsi con Pietro

WIN_20140302_092355 (2)

Il testo dell’articolo:

Continua il cammino… questo il pensiero che domina il cuore stupito e grato della comunità parrocchiale di Settimo San Pietro, dopo la Settimana Biblica che ci ha visti impegnati mattina e sera per ben sette giorni.

Nessuno di noi immaginava che sarebbe stato un momento così intenso e bello nel percorso di vita cristiana iniziato quasi tre anni fa con don Elenio. È stata certamente una tappa importante e impegnativa, ma è giunta dopo un periodo di formazione fatta di fedeltà alla Chiesa e ai suoi momenti liturgici. L’incredibile è che la novità e la bellezza della vita cristiana non aveva bisogno di idee particolarmente rivoluzionarie: è stato semplicissimo scoprire che non c’è nulla di eccezionale, perché la novità di Colui che fa nuove tutte le cose consiste nel continuare la tradizione ecclesiale, ma colmarla del suo vero significato che solo può dar gusto e senso a tutto, anche al dolore e alla morte.

Il cammino continua: ho esordito. Infatti la tentazione più grande è sempre quella di pensare che l’ultima in ordine di tempo sia l’esperienza conclusiva, per la sua bellezza travolgente o per la sua profondità. In realtà la vita riprende sempre, con una nuova consapevolezza che sempre, finché dura, ha bisogno di conferme.

Così il prossimo appuntamento, dopo i festeggiamenti carnevaleschi che immancabilmente la parrocchia propone, ecco arrivare, per un aiuto ad introdurci nella Quaresima, Pietro Sarubbi, il famoso Barabba del capolavoro The Passioni di Mel Gibson. È già venuto in Sardegna due anni fa a raccontarci la sua travagliatissima vita e l’incredibile conversione iniziata, durante la lavorazione sul film, sul set, davanti allo sguardo misterioso e unico dell’attore che recitava la parte di Gesù martoriato e insanguinato, pronto alla crocifissione.

Nel libro in cui racconta la vicenda, “Da Barabba a Gesù – Convertito da uno sguardo”, ci dice come il suo più grande desiderio, quasi inconsapevole, è sempre stato quello di rappresentare l’apostolo Pietro; e l’anno scorso, con l’aiuto di un amico, ha elaborato, per farne una rappresentazione religiosa, “Il mio nome è Pietro”, un monologo di poco più di un’ora, durante il quale la sua vicenda umana si identifica e si confonde, quasi scomparendo, davanti alle esperienze misteriose e drammatiche di Pietro.

È un monologo gustosissimo che arriverà anche a Settimo San Pietro subito dopo la messa vespertina della prima domenica di quaresima l’8 marzo, dopo essere stato a Carloforte il 6 marzo e a Cagliari il 7, per poi trasferirsi il 9 marzo a Sassari.

A Settimo il monologo dell’attore sarà aperto gratuitamente a tutti coloro che lo vorranno seguire, poiché è inserito in quel processo di formazione iniziato dal nostro Parroco che si preoccupa di farci conoscere ed amare il Santo nostro patrono e Capo della Chiesa Universale.

 

Continua il cammino… questo il pensiero che domina il cuore stupito e grato della comunità parrocchiale di Settimo San Pietro, dopo la Settimana Biblica che ci ha visti impegnati mattina e sera per ben sette giorni.

Nessuno di noi immaginava che sarebbe stato un momento così intenso e bello nel percorso di vita cristiana iniziato quasi tre anni fa con don Elenio. È stata certamente una tappa importante e impegnativa, ma è giunta dopo un periodo di formazione fatta di fedeltà alla Chiesa e ai suoi momenti liturgici. L’incredibile è che la novità e la bellezza della vita cristiana non aveva bisogno di idee particolarmente rivoluzionarie: è stato semplicissimo scoprire che non c’è nulla di eccezionale, perché la novità di Colui che fa nuove tutte le cose consiste nel continuare la tradizione ecclesiale, ma colmarla del suo vero significato che solo può dar gusto e senso a tutto, anche al dolore e alla morte.

Il cammino continua: ho esordito. Infatti la tentazione più grande è sempre quella di pensare che l’ultima in ordine di tempo sia l’esperienza conclusiva, per la sua bellezza travolgente o per la sua profondità. In realtà la vita riprende sempre, con una nuova consapevolezza che sempre, finché dura, ha bisogno di conferme.

Così il prossimo appuntamento, dopo i festeggiamenti carnevaleschi che immancabilmente la parrocchia propone, ecco arrivare, per un aiuto ad introdurci nella Quaresima, Pietro Sarubbi, il famoso Barabba del capolavoro The Passioni di Mel Gibson. È già venuto in Sardegna due anni fa a raccontarci la sua travagliatissima vita e l’incredibile conversione iniziata, durante la lavorazione sul film, sul set, davanti allo sguardo misterioso e unico dell’attore che recitava la parte di Gesù martoriato e insanguinato, pronto alla crocifissione.

Nel libro in cui racconta la vicenda, “Da Barabba a Gesù – Convertito da uno sguardo”, ci dice come il suo più grande desiderio, quasi inconsapevole, è sempre stato quello di rappresentare l’apostolo Pietro; e l’anno scorso, con l’aiuto di un amico, ha elaborato, per farne una rappresentazione religiosa, “Il mio nome è Pietro”, un monologo di poco più di un’ora, durante il quale la sua vicenda umana si identifica e si confonde, quasi scomparendo, davanti alle esperienze misteriose e drammatiche di Pietro.

È un monologo gustosissimo che arriverà anche a Settimo San Pietro subito dopo la messa vespertina della prima domenica di quaresima l’8 marzo, dopo essere stato a Carloforte il 6 marzo e a Cagliari il 7, per poi trasferirsi il 9 marzo a Sassari.

A Settimo il monologo dell’attore sarà aperto gratuitamente a tutti coloro che lo vorranno seguire, poiché è inserito in quel processo di formazione iniziato dal nostro Parroco che si preoccupa di farci conoscere ed amare il Santo nostro patrono e Capo della Chiesa Universale.

 

Annunci
Articolo precedente
Lascia un commento

2 commenti

  1. Di solito chi arriva alla fede in età adulta ha una capacità incredibile di parlare di Dio. …perchè ha vissuto la fede in modo più travagliato, ci ha dovuto ragionare, ha dovuto cercare dentro se stesso la scintilla dell’amore. Per questo capisce gli altri e, soprattutto, quelli che la fede non l’hanno mai trovata.
    Un saluto.

    Rispondi
    • Recentemente mi sono ritrovata a dire ad un’amica, che credeva tutt’altro, che ero una convertita. Ci ho ripensato e non ho potuto rettificare benché io sia nata Cattolica, perché potrei elencare le diverse conversioni cioè momenti sconvolgenti della mia vita che hanno approfondito e rettificato delle convinzioni non del tutto esatte. Insomma come cristiana io mi sento in un cammino di continua nuova stupita scoperta… e quindi in continua necessità di conversone.
      È davvero un’avventura affascinante!

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: