La bellezza di Caravaggio riempie il cuore di chi sa guardare

Un articolo su “Il portico”, settimanale diocesano, che racconta in estrema sintesi l’esperienza bellissima della Mostra su Caravaggio:

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Una intensissima settimana; quella della presentazione della Mostra, capace di interessare grandi e piccoli. In questi sette giorni, senza un attimo di pausa, si sono alternate nella visita molte classi delle scuole  primarie e secondarie a gruppi di amici che col passare dei giorni diventavano sempre  più numerosi e interessati. E anche i bambini del catechismo delle prime classi sono rimasti estasiati ad ascoltare, a partire dalla visione dei pannelli che riproducevano le scene, le storie bibliche e, coinvolti, facevano delle domande o aggiungevano le loro impressioni. Elena per esempio è rimasta molto colpita dalla lacrima della “Maddalena penitente”, mentre Jasmine , con la  tenerezza fiduciosa di bambina di 11 anni, confidava di aver fotografato, con il suo telefonino, tutti i pannelli. Altri, forse sollecitati dagli insegnanti, prendevano degli appunti. Alcune classi provenienti dalle località limitrofe hanno approfittato della Mostra per venire a veder l’Arca del Tempo e si sono alternate in una escursione culturale tra passato preistorico offerto dalla struttura multimediale e passato più recente e drammatico offerto dai pannelli della Mostra su Caravaggio.

Interessante il fatto che in questa occasione anche “i lontani” abbiano ascoltato con interesse e partecipazione don Elenio che presentava la Mostra; alcuni dopo aver sentito una presentazione si sono attardati per sentire anche la presentazione successiva. Inoltre diverse  mamme dei bambini del catechismo, dopo che la mostra era stata illustrata ai figli, hanno voluto essere accompagnate anche loro a vedere le riproduzioni dei capolavori del Caravaggio mentre i bambini giocavano nel vasto cortile sotto il controllo dei catechisti. Il che ha confermato la sorpresa nel constatare che sempre più spesso sono i bambini a coinvolgere i genitori nella bellezza dell’esperienza cristiana sperimentata in parrocchia.

Un gruppo della terza età ha voluto, dopo una visita accurata alla Mostra alla Chiesa parrocchiale e alla zona circostante, concludere la mattinata con un bel pranzo in uno dei ristoranti del luogo.

Una sera ci si è ritrovati, dopo la visita alla mostra, vicino al book shop, grandi e piccoli a mangiare una fetta di torta fatta da Teresa e gradita sopratutto ai bambini. Insomma è stata una festa, dove la grandiosità  dei dipinti di Caravaggio riempiva di bellezza il cuore di chi guardava, ma poi ci si fermava a acquistare un libro o a chiacchierare e… a gustare un dolce.

Insomma, intorno a questa mostra si è creato un movimento che ha coinvolto un gran numero di persone, come attesta anche il libro delle firme, quasi a dimostrare che la bellezza della fede suscitata da una Mostra può mobilitare intelligenza e creatività in chi sa approfittare tempestivamente delle  occasioni che “la cultura parrocchiale” riesce ancora ad offrire; se la cultura non è più soltanto “informazione”, ma “formazione”, cioè invito ad indagare e scoprire la verità e bellezza della realtà nelle sue diverse manifestazioni. Ma soprattutto quel che emergeva dalle reazioni dei partecipanti è che ancora una volta era evidente la voglia di non concludere un anno della Fede,  ma di crescere e proseguire insieme un cammino di bellezza iniziato dodici mesi fa con la Mostra sulla Fede, “Videro e credettero”

 

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