Dissenso in URSS, Samizdat, Russia Cristiana

Hanno pubblicato un articolo su “Il Portico” settimanale diocesano sul prossimo incontro con il Coro di Russia Cristiana e con la Divina Liturgia nel mio paese:

Era il 1978 quando mi capitò di partecipare ad un interessante “Convegno sul Dissenso in URSS” ed ebbi modo anche di sentire per l’occasione un dissidente russo, Andrej  Sinjavskij, che ci parlava della sua esperienza drammatica sotto il regime sovietico. Fu allora che venni a conoscenza del Samizdat, l’autoeditoria clandestina russa, che diffondeva gli scritti non graditi al regime: in modo avventuroso, tale autoeditoria abbastanza artigianale (ogni amico che riceveva uno scritto doveva farne delle copie con la macchina da scrivere o col ciclostile e poi diffonderle) arrivava anche in Occidente, ricevendo dall’Occidente, in modo altrettanto avventuroso, bibbie e scritti cristiani lì fuori legge. Ricordo che il primo Samizdat di successo arrivato in Italia fu “Il dottor Živago” di Boris Pasternak pubblicato da Feltrinelli. Fu sempre in occasione di quel convegno che conobbi la rivista CSEO (Centro Studi Europa Orientale) che mi informava della riflessione dei dissidenti del regime sovietico ateo e della sua tragica realtà persecutoria nei confronti di coloro che rifiutavano la dittatura, cristiani e non. In seguito la mia fonte di informazione sulla situazione della Russia divenne la rivista “Russia Cristiana” fondata da Padre Romano Scalfi nel 1957,  in concomitanza con la nascita del Centro Studi Russia Cristiana. Padre Scalfi, fin da giovane sacerdote, ha avuto la passione per la cultura cristiana orientale ed ha avuto occasione di conoscere molti protagonisti del  Dissenso e, dopo aver approfondito la tradizione letteraria, artistica e religiosa russa, ha voluto dar voce in Italia e in Occidente al Samizdat facendosi portavoce della difesa dei diritti religiosi e umani. Nacque così  la rivista “L’altra Europa” che,dopo la caduta del muro di Berlino, divenne “La nuova Europa”. Il suo desiderio era di far conoscere anche qui in Italia non solo la realtà tragica della persecuzione dei dissidenti in URSS, ma anche  tutta la bellezza della cultura e liturgia bizantino slava. Ma era necessario un coro che riproponesse la profonda religiosità e bellezza dei cori russi e così, grazie ad  alcuni giovani, nacque il Coro di Russia Cristiana. Tale coro via via si è andato arricchendo di nuovi aderenti affascinati dalla straordinaria possibilità di fondere, senza confondere, in un unico coro tutta la bellezza della cultura orientale e occidentale. Così, mottetti, antiche canzoni e laudi si ritrovavano a convivere armonicamente non solo durante la celebrazione liturgica. Col tempo il  coro ha pensato di organizzare dei concerti, anche connessi coi vari periodi liturgici, in cui la presentazione di icone russe, spiegate nel loro significato teologico si alterna al coro che canta la preghiera suscitata dalla contemplazione dell’icona stessa. E così quasi ogni fine settimana, da diversi anni, questi amici vanno presso parrocchie, seminari o monasteri a aiutare a far percepire la bellezza della cultura iconografica russa che si compone con la nostra cultura polifonica.

Nel nostro paese, il parroco che da due anni offre ai parrocchiani una solida cultura religiosa nell’intento di far gustare la bellezza della fede, soprattutto in quest’anno della fede, ha desiderato invitare questo coro perché ci presentasse sabato 26 il concerto e poi Domenica 27 ci offrisse la possibilità di partecipare alla Divina Liturgia (in rito bizantino-slavo). “Abbiamo bisogno di respirare anche col polmone orientale della Chiesa, come ebbe a dire Giovanni PaoloII” è stata una sua recente affermazione . E occorre conoscere la bellezza della Chiesa universale, in tutte le sue più originali manifestazioni, che  rivelano lo straordinario fascino del rapporto personale e comunitario con l’Autore stesso della bellezza.

Il titolo del concerto che verrà presentato a Settimo è “La lode, la grazia” che vuole esprimere, tramite immagini, commenti, canti, da una parte il Dono, la grazia, dall’altra la partecipazione della persona alla gratitudine e alla lode.

 

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