Mons. Paolo Pezzi in Russia: “Ero mandato a una realtà che miracolosamente già esisteva, che non dovevo creare io”

Ero io a essere portato

Scritto da mons. Paolo Pezzi il 16 ottobre 2013 ·

doc20130703132803_001La mia missione in Russia è iniziata a Novosibirsk il 12 settembre 1993. Già nell’aprile del ’91, però, avevo accompagnato don Massimo in un viaggio in Siberia. Poco dopo quella visita, i superiori della Fraternità, su richiesta del vescovo locale, Joseph Werth, decisero di aprire una casa. Furono mandati Gianni Malberti, sacerdote, e i diaconi Francesco Bertolina e Ubaldo Orlandelli.
Nell’estate del 1992 don Massimo mi parlò della possibilità che anch’io andassi in missione a Novosibirsk, dopo aver svolto per quattro anni il compito di suo segretario particolare e segretario generale della Fraternità. Io accolsi questa prospettiva molto positivamente. Da un lato si apriva una nuova pagina per la mia vita; dall’altro lato era chiara in me la continuità della mia vocazione nella Fraternità.
Non ero “mandato” e basta, come se questo chiudesse un rapporto, ma anzi il legame della mia vocazione con la Fraternità si approfondiva. Anni dopo avrei ritrovato questo sentimento, che allora mi percosse, espresso in un modo geniale da don Massimo in una lettera di auguri per Pasqua, in cui scriveva che i missionari partono per rimanere sempre assieme.

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