La grandezza del genio umano e… la sua impotenza (da una lettera di P. Aldo)

Ero lì a vedere la grandezza del genio umano, a vedere quanto l’uomo può fare con dei pezzi di metallo, quanto l’uomo plasma la realtà che ha di fronte, a vedere quanto l’uomo può fare, quanto è potente. E dall’altra parte dell’Oceano, adesso davanti a me, c’era la prova drammatica di quanto l’uomo alla fine non possa niente, di quanto sia totalmente dipendente. 

Padre Aldo condivide con gli amici una lettera che ha ricevuto dal marito di Corinna:

 

Ciao cari.

Volevo darvi qualche aggiornamento visto che oggi le cose iniziano a cambiare.
Le hanno tolto il tubo e le hanno fatto la Tracheotomia, quindi hanno abbassato molto i sedativi, adesso è sveglia. Il primario di neurologia stasera mi ha detto che probabilmente in questa settimana sarà difficile vedere dei miglioramenti perchè in teoria sta ancora attraversando la fase critica. Ma l’unica cosa certa di questa malattia è l’incertezza sui tempi.
Adesso comunque è più dura, perché lei appunto è sveglia e si trova a non sentire intere parti del corpo e a non riuscire a fare niente. Si rende conto che è immobile a letto e non riesce a fare niente di niente tipo deglutire, tossire, respirare, parlare… Quindi piange ed e’ impaurita. Ora è anche più doloroso starle vicino, perché la vedi piangere, sforzarsi di tossire perché le da fastidio il tubo infilato nel collo o la saliva che non riesce a gestire, ma non può tossire… Insomma è doloroso guardarla e assisterla, ma è una grande sfida.
La coincidenza di questa malattia di Corinna col mio viaggio in Canada è strana, probabilmente anche voluta: se questa malattia si fosse manifestata in modo standard i medici non mi avrebbero lasciato partire, invece si è manifestata in modo anomalo tanto che i primi giorni non l’avevano affatto riconosciuta.
Io ero in Canada, presso la ditta che costruisce il ciclotrone sul quale lavoro. Ero lì a vedere come da blocchi di ferro e rame grezzi costruiscono una macchina così complicata e sofisticata, la cura, i controlli meticolosi, l’ingegno, l’astuzia… Ero lì a vedere la grandezza del genio umano, a vedere quanto l’uomo può fare con dei pezzi di metallo, quanto l’uomo plasma la realtà che ha di fronte, a vedere quanto l’uomo può fare, quanto è potente. E dall’altra parte dell’Oceano, adesso davanti a me, c’era la prova drammatica di quanto l’uomo alla fine non possa niente, di quanto sia totalmente dipendente.

In tutta sincerità io sto vivendo questa circostanza in modo sereno. Io sono sereno. Perchè Colui da cui dipendo ha permesso questo, e se l’ha permesso è “fattore essenziale e non secondario della mia vocazione”. Per me questa è un’occasione privilegiata di verifica e crescita della fede, così come il mio matrimonio, come la nascita delle mie figlie. Questo è quello che ho detto anche a Corinna stasera: adesso ci è stato dato questo, così come ci sono state date le due splendide figlie adesso ci è dato questo, viviamolo al massimo. Questo è quello che chiedo principalmente nelle mie preghiere: di non lasciarmi sfuggire questa occasione, di non sprecarla, di poterne godere per quello che ultimamente essa è. E su questo anche Corinna si è rasserenata. In questi giorni ci accompagneranno le lettere di Padre Aldo (me le ha chieste Corinna). Le bimbe, magari perchè sono piccole o forse anche perchè mi vedono sereno, stanno bene e sono tranquille.

Pregate per queste nostre intenzioni così come so che da tempo state già facendo.

Grazie.

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