Un sogno

Passeggiavo nelle prime ore del mattino  lungo la riva del mare. Ero sola e potevo contemplare sotto le acque limpide una miriade di ciottoli di varie dimensioni e colori che la risacca lambiva ma non riusciva a risucchiare. Ce n’erano di tanti colori, qualcuno era anche trasparente… qualche pezzo di vetro che l’erosione dell’acqua aveva levigato e reso inoffensivo. Ce n’era uno, piccolo levigatissimo e nero, un po’ più piccolo di quelli belli e sottili che afferravo da ragazzina per lanciarli sull’acqua tranquilla e farli rimbalzare. L’ho raccolto: era nero, ma alla luce del sole mattutino già brillava. Allora ho pensato che quel ciottolo sottile e lucente aveva una storia lunga, lunga come la mia. All’inizio sarà stato un pezzetto di roccia tutto rugoso e tagliente, poi, un destino misterioso l’ha portato lì, nel vasto mare, sulla riva e la risacca di secoli l’ha trasformato in una lamina nera che il sole fa brillare. Anch’io ho la mia lunga storia rugosa e scomoda, ma poi la tenerezza dell’oceano con la pazienza dei giorni e degli anni, mi ha modellato e sta lentamente arrivando al cuore rimasto giovane sotto le scorie del tempo.

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