Papa Francesco: “Auguro che cristiani e musulmani si impegnino per promuovere il reciproco rispetto”

Oggi sono riuscita a sentire  in diretta le parole del Papa all’Angelus e anche il passaggio in cui Papa Francesco ha parlato dei nostri fratelli Musulmani soffermandosi, quasi per invitare i presenti nell’ampia piazza ad applaudire. Non ho sentito grandi applausi, ma Lui ha continuato  – forse consapevole del fatto che molti cattolici sono un po’ restii a considerare in quel modo l’Islam – con queste parole:  “Come ho scritto nel mio messaggio per questa circostanza, auguro che cristiani e musulmani si impegnino per promuovere il reciproco rispetto, specialmente attraverso l’educazione delle nuove generazioni“.

Appena l’ho sentito mi sono accorta della risonanza esplosiva di queste affermazioni per molti, anche tra i cattolici, che hanno in mente i massacri e le orribili torture inflitte da questi fratelli… meglio: da alcuni di questi fratelli, ai cristiani in tutto il mondo arabo, purtroppo ora in fiamme.

Allora ho pensato che Gesù ha chiamato Giuda amico, gli ha ridato il nome con cui vuole chiamare ciascuno di noi, che San Francesco ha avuto il coraggio di andare incontro al Saladino, che il Cristianesimo dei Vangeli ci chiede di considerare tutti fratelli…

E’ vero,  lo sappiamo, ma è come  se questa fosse una verità accucciata nel fondo della nostra coscienza che occorreva risvegliare. E il Papa l’ha capito: siamo davvero tutti i fratelli e ci ha indicato anche il modo perché questo accada: “educando soprattutto le nuove generazioni” (la stessa ricetta che nel 2000 proponeva in Terra Santa un sacerdote che ebbi la fortuna di incontrare).

Qualche considerazione: non è che per buonismo il cristiano ignori certi comportamenti. Lo sappiamo benissimo quel che accade, ma se Colui che seguiamo ci ha insegnato che solo l’amore vince tutto, allora occorre essere coerenti fino in fondo.

E poi non mi pare giusto condannare tutti gli Islamici perché anche da loro – come nel mondo occidentale cristiano – ci sono quelli che si comportano bene e quelli che invece usano della religione per dare libero sfogo alla propria istintività non educata.

Quel che sembra proporci il Papa è quasi un’alleanza tra coloro che si impegnano a seguire la propria religione con animo semplice e docile. Solo allora sarà possibile un po’ di pace, perché la bellezza e l’armonia di una convivenza pacifica attira di più della vendetta o della legge del taglione.

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3 commenti

  1. Yusuf

     /  agosto 13, 2013

    Quello che bisogna condannare è il fondamentalismo di varia matrice (cristianista, talmudista, islamista). Riguarda tutti, nessuno escluso. Certamente oltre ad un lavoro personale credo tuttavia sia importante considerare come il famigerato “Yinon Plan” vada avanti da ormai trent’anni per devastare tutti i paesi a maggioranza o forte componente islamica e destabilizzare l’intero Medio Oriente e non solo. Chi lo ha ideato non sopporta la convivenza secolare tra musulmani, cristiani ed ebrei in queste zone perchè testimonia che il conflitto di civiltà non esiste ed è stato creato ad arte.
    Mi aspetto molto da questo uomo di Dio. Infatti solo il permanere del senso di fratellanza e reciproco rispetto può contrastare questo progetto diabolico.

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  1. Il giudizio, la presunzione, la verità nella carità | Anna Vercors

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