Le sorprese di un materialista

Contro Maestro Ciliegia. Commento teologico a «Le avventure di Pinocchio»E’ un’edizione del 1978, ma non per questo il contenuto è meno interessante o attuale. Mi riferisco a “Contro Maestro Ciliegia”  del Card. Giacomo Biffi editrice Jaka Book.

Vi ritrovo l’umorismo benevolo che mi ha sempre affascinato e che mi piacerebbe mostrare anche agli amici del blog. A pag.23 inizia il primo capitolo che commenta il capitolo delle Avventure di Pinocchio del Collodi intitolato “Come andò che maestro Ciliegia trovò un pezzo di legno che piangeva e rideva come un bambino”.

Copio alcune righe:

“Maestro Ciliegia è un uomo senza grilli sotto la parrucca. Attende al suo lavoro e non si lascia incantare da divagazioni che tentino di spingere il suo interesse oltre ciò che si vede e si tocca. Non si domanda neppure da che parte arrivi quel pezzo di legno che, a suo dire, è capitato a tempo: la ritiene probabilmente una questione troppo metafisica.

Per lui un pezzo di legno è solo un pezzo di legno, in tutto uguale a quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e riscaldare le stanze.
Sicché non gli potrà toccare sorte diversa. Che se diventerà invece una gamba da tavolino, questa – agli occhi di un uomo positivo come maestro ciliegia – è indubbiamente per quel legno una fortuna insperata. Un progetto come questo è il massimo della fantasia e dell’ardimento che è consentito al nostro tranquillo e ragionevole falegname.

Il quale, uomo di principi e di buon senso com’è, può essere considerato, senza offesa per nessuno, raffigurazione di ogni sano e scientifico materialismo.

I principi di tutti i maestri Ciliegia sono chiari e indiscussi. Ne elenchiamo qualcuno.

Primo: solo ciò che si vede e si tocca è vero; il resto è abbaglio, frode, superstizione, superstruttura.

Secondo: solo ciò che è sempre capitato può capitare; se è avvenuto qualcosa di diverso da ciò che è sempre avvenuto, è segno che non è avvenuto.

Terzo: un pezzo di legno è solo un pezzo di legno.

Con questi bei principi – sui quali non accetterà mai di discutere perché gli parrebbe di mettere in dubbio il sole – il nostro maestro Ciliegia finisce col picchiare il sedere sul pavimento: Si trovò seduto in terra. Il suo viso era trasfigurito, e perfino la punta del naso, di paonazza come era quasi sempre, gli era diventata turchina dalla gran paura”.

L’analisi del testo collodiano continua con approfondimenti e spiegazioni teologiche tra il serioso e  il divertito, rendendo gustosa e interessante la lettura di un insuperabile testo di teologia su…  Le avventure di Pinocchio, che invito tutti a leggere, possibilmente facendo precedere la lettura del libro famosissimo di Carlo Lorenzini.

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2 commenti

  1. Bellissimo libro. E’ uno dei miei ‘primi’ e lo consiglio sempre anch’io 🙂
    Ce n’è un altro anche su La Bella e la Bestia 😉
    Buona estate!

    Rispondi
    • Sì ! pensa che l’ho letto per una radio locale circa quindici anni fa adattandolo e precedendo ogni puntata con la relativa puntata del Pinocchio di Collodi! La bella, la Bestia e il cavaliere lo lessi diversi anni fa. Forse lo riprendo quest’estate di revival!!!!! 😀
      Buona estate a te!

      Rispondi

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