Il mistero di una vocazione e di una vita

 

Ci scrive P. Aldo:

Cari amici,

è proprio bello vedere come Gesù mi chiede tutto. Se fino a un po’ di  tempo fa mi ha usato come la sua cazzuola per mostrare al mondo attraverso le opere di carità la Sua infinita misericordia, adesso la Sua richiesta è che la mia persona viva solo per Lui. Non mi è stato facile accogliere il “calvario” di andare da un ospedale all’altro cercando quale tipo di malattia il buon Gesù avesse scelto per me, per capire cosa Lui voleva per me dopo tutti questi anni di missione. Così finalmente nell’ultimo viaggio in Italia, all’ospedale Sacco hanno riscontrato di che si tratta: Spondilopatia iperostosante dismetabolica. Sul momento non ho capito niente ma poi mi è stato spiegato e in quel momento mi sono venuti in mente alcuni dei miei ammalati, immobili nel letto, come Giuseppe totalmente immobile e per di più cieco, che ogni volta che mi avvicino mi testimonia una positività e amore alla realtà che mi rilancia continuamente nella passione per Cristo. Si, ho sentito tutta la mia impotenza nel fermare questa malattia che già da tempo sento che imprigiona il mio corpo che si fa sempre più pesante. Rendermi conto d’improvviso che i miei passi sono diventati lenti e faticosi e che per viaggiare debbo usare la sedia a rotelle per trasferirmi da un aeroporto all’altro, non è stata una cosa facile. Anzi, più volte ho provato un po’ di smarrimento: ma come? Fino a poco tempo fa ero come un trattore e adesso… d’improvviso? Domande umane che per una grazia divina si sono trasformate nella grazia di riconoscere che questo è la cosa migliore che il Signore mi dona in questo momento. La pace che respiro in tutto il mio cuore è indescrivibile. Mi sembra di essere un’altra persona, essendo la stessa. Nella situazione in cui sono posso fare ben poco. Il mio corpo non risponde alla mia volontà per cui pian piano sto assaporando il valore della pazienza, il valore del chiedere aiuto, di stare da parte, guardare, essere solo una presenza che più che parlare può solo testimoniare la grazia che mi è data. Davvero Gesù mi sta chiedendo tutto. Dapprima con un esaurimento pazzesco durato 23 anni, durante il quale la Divina Provvidenza si è servita di questo pazzerello per mostrare al mondo la Sua onnipotente misericordia e adesso con un’altra novità che sembra imprigionare il mio corpo, rendendo più libero, più grande il mio Sì a Gesù. Mi sento un privilegiato come i miei ammalati, i miei bambini che sempre più si stringono intorno a me. Ieri sera mi hanno chiesto che andassi a casa loro perché volevano avermi lì per la cena. Mi sono seduto sul sofà, i loro bacini  mi hanno commosso, poi mi hanno fatto dei canti e poi, quando è arrivato il momento di alzarmi, vedendo che facevo fatica, sono accorsi in mio aiuto per prendermi per le mani e aiutarmi. Cari amici, le sorprese della vita e nella vita sono tante come le cose belle e quelle dolorose ma “tutto posso in Colui che mi dà la forza”. Vorrei tanto che questa mia nuova condizione fosse di aiuto e conforto a quanti mi scrivono i loro drammi e spesso la loro disperazione. “Abbiate fiducia in me” ci dice in ogni momento Gesù e questo ci permette di camminare anche se le gambe sembrano bloccate.

Mi affido alla vostra preghiera. P. Aldo.

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3 commenti

  1. Bellissima testimonianza che rafforza ciò che sento: la mia casa (me stessa, il mio cuore) ora è come un atenda, si sposta dove il “vento ” vuole… ma c’è qualcosa a cui l’uomo più non sà rinunciare ed è scritta in ogni riga che parla di passi compiuti alla sequela del profumo di Gesù:

    La pace che respiro in tutto il mio cuore è indescrivibile. Mi sembra di essere un’altra persona, essendo la stessa.

    Rispondi

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