“Una Siria momentanea, irriconoscibile, aberrante” – #10forSyria

L’orrore di quanto accade in Siria è senza fine.

Chi può voler credere nella possibilità di una ricociliazione se non i cristiani?

Il cristiano sa che  a Dio nulla è impossibile e si offre per fornire a Dio l’opportunità di intervenire.

Ecco cosa leggo a questo link:

Padre François si sarebbe dovuto allontanare … per salvarsi ma non lo ha fatto, voleva presidiare i suoi luoghi sacri, chiese di una cristianità in fuga dalla Siria dei talebani. Una Siria momentanea, irriconoscibile, aberrante. Una Siria con i mesi contati perché i siriani non sono così. L’ho spiegato già in un precedente post in questo blog, i siriani odiano al Qaeda. Lo sapeva bene padre François che voleva ricostruire il tessuto sociale multiconfessionale siriano, ce lo spiegò col suo italiano pulito, fluido, non scalfito dai tanti anni passati lontano da Roma.

Ricordo che l’emergenza Siria è stata sottolineata da Papa Francesco e che AVSI si sta muovendo per affrontarla:

Fra Pierbattista Pizzaballa

“Basta violenze in Siria” lo ha invocato il Papa all’Angelus il 12 febbraio 2012. Dal Pontefice è arrivato “un pressante appello a porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue” in Siria. “Invito tutti e anzitutto le autorità politiche in Siria – ha scandito Benedetto XVI dopo la preghiera dell’Angelus – a privilegiare la via del dialogo, della riconciliazione e dell’impegno per la pace”. Secondo il Papa, “è urgente rispondere alle legittime aspirazioni delle diverse componenti della Nazione, come pure agli auspici della comunità internazionale, preoccupata del bene comune dell’intera società e della Regione”.

Condividendo le parole del Santo Padre, AVSI raccoglie l’appello del Custode di Terra Santa per l’emergenza in Siria:“In questi mesi di grande tensione – scrive Fra Pierbattista Pizzaballa – quando la Siria è dilaniata da scontri interni e il conflitto sembra assumere, sempre più, le caratteristiche di guerra civile, i francescani, insieme a pochi altri esponenti della chiesa latina, sono impegnati a sostenere i bisogni della popolazione cristiana locale. La Custodia è presente in diverse zone del Paese: Damasco, Aleppo, Lattakiah, Oronte. I dispensari medici dei conventi francescani, secondo la tradizione della Custodia, diventano luogo di rifugio e accoglienza per tutti, senza alcuna differenza fra etnie di Alawiti, Sunniti, Cristiani o ribelli e governativi. Stare con la gente, accogliere e assistere chi si trova nel bisogno, senza distinzione di razza, religione e nazionalità. Garantire, con fiduciosa presenza, il servizio religioso ai fedeli perché comprendano l’importanza di restare nel proprio Paese. Questo rimane il senso della missione francescana. In tempi non così dissimili da quelli in cui Francesco si rivolgeva ai frati esortandoli a mantenere saldi i valori del Vangelo. Nelle sue semplici esortazioni Francesco rifletteva la grazia ricevuta dal Signore e, nell’esperienza di vita quotidiana, testimoniava l’accoglienza della fede, come il bene più caro e prezioso da coltivare e rinvigorire.”

“…AVSI per rispondere all’emergenza lancia dal 17 giugno al 31 agosto la campagna di raccolta fondi #10forSyria che invita a donare 10 euro per continuare a sostenere le popolazioni rifugiate:
Dona 10 euro e riempi una cisterna di 2.000 litri di acqua.
Dona 10 euro e compra 2 kg di fagioli, 2 di riso, 2 di zucchero e 2 lt di olio.
Dona 10 euro e paga 1 ora di corso di ripetizione per un bambino siriano. Web:

DONA ORA:

CREDITO VALTELLINESE – Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
Iban: IT04D0521601614000000005000
c/c intestato AVSI FONDAZIONE
Per bonifici dall’estero: BIC (Swift code): BPCVIT2S
Causale: Emergenza Siria

Ancora dal sito di AVSI

“C’è una drammatica emergenza umanitaria in queste zone. Abbiamo la responsabilità di intervenire e fare tutto ciò che è possibile”. Così racconta Giampaolo Silvestri, Direttore Esecutivo di AVSI in visita nei campi profughi in Libano e Giordania.

Ad oggi circa 800.000 persone sono fuggite dalla guerra in Siria, in particolare sono 306.356 i siriani in Giordania e 317.229 in Libanosecondo fonti dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR). Ogni giorno arrivano circa 1000 persone nuove in entrambi i paesi.

Giampaolo Silvestri  ha raccontato il 5 e 7 marzo la vita di questi profughi attraverso scatti su Twitter:

Qui siamo al Centro di registrazione dei rifugiati di AVSI/Caritas a Mafraq, in Giordania, dove arrivano ogni giorno oltre 150 persone.

Le strutture della Caritas e della Chiesa Cattolica sono essenziali nel fornire aiuti ai profughi siriani.

Una delle stufe distribuite a 990 famiglie di profughi siriani in Giordania, utili per scaldarsi e cucinare.

Centro distribuzione AVSI/Caritas per profughi siriani a Mafraq in Giordania; stufe, coperte e altri beni essenziali.

Amar, al centro della foto, rifugiato siriano è volontario del progetto AVSI/Caritas che ha un approccio non assistenzialista.

La maggior parte dei profughi siriani sono donne e bambini, gli uomini sono rimasti a combattere.

Le suore dorotee di Zarqa, Giordania, presso una scuola frequentata da cristiani e mussulmani. 250 bambini e ragazzi possono studiare grazie al Sostegno a distanza.

Suor Rima delle dorotee è morta nell’attentato all’Università di Aleppo il 15 gennaio. Il suo corpo non è stato trovato.

Potete vedere le altre foto a questo link

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