Piatti o arrabbiati?

… la costruzione della mia vita non comincia dal mio fare, ma comincia da questo lasciarmi costantemente colpire da una Presenza che mi ridesta costantemente, tanto che tutto diventa segno, qualsiasi circostanza. Questo è il desiderio che abbiamo: che possiamo vivere tutto così! Perché l’alternativa è essere piatti davanti a qualsiasi cosa che accade.
O molto arrabbiati.

(…)

“…possiamo creare un mondo pieno di umanità, che ha la sua origine nella presenza di Cristo, e non sentire più il bisogno di dire il Suo nome, e non sentire più l’urgenza di quella sterminata tensione, di quella esasperata tensione a dire il Suo nome. Perché non ne sentiamo la mancanza. Ma se è così, allora uno si domanda: se
degli atei hanno famiglie così belle, che cosa aggiunge, qual è il di-più del cristianesimo? Per questo, se noi non capiamo che cosa è questo di-più, se noi, strada facendo nella vita, non cogliamo la differenza tra il fatto che tutto vada bene e l’urgenza di Cristo, prima o poi ci disinteresseremo della fede. E siccome abbiamo difficoltà a cogliere questo, poi quando uno ha una urgenza, quando
uno ha una domanda, quando uno ha un desiderio, non sa che cosa fare”

(…)

… vivendo alla presenza di Cristo, vivendo in un luogo dove Cristo accade, il Mistero ci educa a essere sempre più disponibili, quindi a lasciarci toccare da tutto; non perché siano diverse le cose (un altro impatta la medesima realtà che impatto
io), ma perché è diversa la capacità di stupore di un io afferrato da Cristo

 

Da http://it.clonline.org/appunti-della-scuola-di-comunita-con-julian-carron-2012/default.asp?id=702

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2 commenti

  1. Terry

     /  giugno 2, 2013

    Carissima violetta,

    proprio oggi sentivo in me questo pensiero:
    ” e non sentire più il bisogno di dire il Suo nome, e non sentire più l’urgenza di quella sterminata tensione, di quella esasperata tensione a dire il Suo nome”

    sento che forse devo spogliarmi di un cercare di fare e l’importanza di affidare a Lui ogni cosa?
    Forse a volte è giusto così, ed è difficile per una combattente come me ma quella tensionde verso il cielo può divenire ancora una volta di più di un perdono e preghiera ma anche un ti voglio bene che esce dal cuore mentre sembra che qualcosa ancora di me muore… forte del fatto che più lascio spazio al profumo della Sua umanità.

    Perdona l’intrusione della mia… riflessione forse fuori luogo.

    Un’abbraccio a te.

    Rispondi
    • Grazie Terry, solo Lui sa quel che c’è nel tuo cuore e ti abbraccia per quello che sei: lo fa con ciascuno anche se non ce ne sentiamo degni… anzi è proprio allora che ci stringe di più e vorrebbe far sentire la Sua tenerezza al nostro cuore spesso indurito .
      Ricambio l’abbraccio!

      Rispondi

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