“Di cosa dovrei avere paura? Cosa avrei dovuto fare che non ho fatto?”

Da Una casa sulla roccia che ringrazio per la segnalazione:

Nessuna avversione contro qualcuno. Solo verso la demagogia…

Una bella riflessione assolutamente condivisibile di don Antonio Ucciardoscritta lo scorso venerdì 17 maggio, in occasione di quella che l’UE ha ufficialmente stabilito come Giornata internazionale contro l’omofobia.

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Non ho mai provato avversione contro qualcuno. Non vedo perché da cristiano, alla mia età e con tanti peccati alle spalle, debba provarne adesso. Ho provato, semmai, avversione verso qualche ideologia. Cercando di distinguere, quando è possibile. Direi che sia qualcosa di radicato in me, non solo per la fede, ma anche per l’educazione ricevuta.

Nelle città di mare di una volta c’erano quartieri abitati da prostitute. In alcune resistono, in altre sono spariti, come nella città in cui sono cresciuto. Era impossibile non passare da determinate vie. Mia madre mi diceva di non giudicare, perché non avrei potuto sapere quali drammi vi fossero dietro. E quando passavamo davanti al carcere, c’era sempre una nota di misericordia: “Tutti possiamo sbagliare”. Con l’invito ad essere sempre responsabili. Che poi, se vogliamo, non è altro che il vangelo tradotto in principi di formazione cristiana ed umana.

Adesso pare che dissociarsi da qualsiasi forma di rispetto per l’omosessualità, intesa come ideologia e non come condizione, comporti la gogna. Può darsi che domani comporti un giudizio in tribunale o il carcere.
Mi sento a disagio, quasi istintivamente, quando sento parlare di omofobia. Paura di cosa? Paura di chi?
Conosco persone omosessuali che sono meritevoli del più grande rispetto, come conosco eterosessuali ai quali si addice il più grande biasimo. Conosco omosessuali credenti che non hanno nulla di diverso dagli eterosessuali. Di alcuni ammiro la fede ed anche la determinazione a vivere secondo la volontà di Dio.
Ho restituito, per così dire, un figlio omosessuale ai suoi genitori, dopo che la sua confessione aveva provocato un rigetto. Pensate che sia sempre facile ricostruire la stima e l’amore che deve vigere tra genitori e figli? Non ho fatto altro che il mio dovere di cristiano e di prete.
Ho minacciato di sanzioni anche fisiche, ossia di robusti scappellotti, alcuni miei alunni che si erano divertiti a prendere di mira un loro compagno.

Di cosa dovrei avere paura? Cosa avrei dovuto fare che non ho fatto?

Se invece rispetto dell’omosessualità significa asciugare le lacrime del politico che piange in diretta televisiva, assecondare il pensiero dei cattolici adulti, permettere l’equiparazione del matrimonio, avallare i sistemi scelti per il lavaggio delle coscienze, sorridere al gaypride, ritenere normali cento altre espressioni e rivendicazioni, allora qualche dubbio mi viene. E pure fortemente.

don Antonio Ucciardo
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N.d.R. Gli interventi pronunciati venerdì scorso dai Presidenti di Camera e Senatoriguardo alla questione omofobia sono un perfetto esempio della demagogia di cui parla qui sopra don Ucciardo.

 

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