“esiste una condizione: la convivenza amorosa e continua con il paziente”

Da p. Aldo Trento:

Cari amici,

una delle provocazioni che mi fanno in molti che visitano i nostri ammalati riguarda il perché tenere in vita persone che non hanno più la libertà di decidere. Per esempio, un ammalato di Alzheimer o uno che non c’è più con la testa.

Ebbene, nella mia esperienza, convivendo fisicamente con questi malati posso affermare che mai la libertà è stata del tutto cancellata.

Magari manifestano la libertà di un minuto in cui prendono coscienza di un fatto, riconoscendolo come tale.

Mi ha commosso ieri un ammalato grave di Alzheimer e uno di AIDS definito incoerente e incapace di intendere. Gildo, l’ammalato di Alzheimer, è una delle persone più simpatiche perché vive nel suo mondo e dice di tutto e tutto senza senso. Non riconosce nessuno.

Eppure ieri sera quando per l’ennesima volta sono stato da lui con il Santissimo Sacramento (è la processione che facciamo la sera) ho avuto la sorpresa che si è tolto il cappello, mi ha preso una mano baciandomela. Tutti siamo rimasti sconcertati e commossi. È stato un momento in cui la sua libertà ha riconosciuto l’Avvenimento. Terminata la processione con la suora andiamo a dare l’unzione degli infermi ad un malato di AIDS, molto giovane. Questo figlio di Dio non c’è con la testa. Eppure quando mi sono avvicinato ha incominciato a guardarmi, con gli occhi un po’ persi, con le mani giunte ripetendo “Signore pietà”. Con la suora ci siamo sorpresi.

Ancora una volta ho visto con i miei occhi che, in qualunque situazione, la libertà umana si manifesta. Però esiste una condizione: la convivenza amorosa e continua con il paziente. Gildo è per me parte di me stesso, così come Mattia, l’ammalato di AIDS. È solo amando continuamente e concretamente che accadono questi miracoli. Così accade con due ragazze che si sono svegliate dal coma, che stando loro vicino, accarezzandole, parlando con loro, muovono gli occhi per guardarci.

Amici, è solo l’amore di uno sguardo pieno di Gesù che permette questi fatti. È necessario, però, morire per questi figli. Come Gesù, perché la libertà si muova. Pensate che grazia: una persona con Alzheimer che dopo anni riconosce la presenza di Gesù.

Con affetto,

P. Aldo

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