“Lo vediamo o no il risultato della manipolazione delle nostre anime?”

In merito alla vicenda di cui ho parlato qui ho trovato una riflessione che mi ha chiarito il disagio provocato dal fatto così inaspettato:

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Qualche giorno fa riportavo un articolo di Olavo de Carvalho. Tra l’altro diceva:

“Chiunque può rendersi conto che gaysti, femministe, abortisti e tutti quanti (in italiano nel testo, NdT) non avrebbero mai avuto spazio nella società se questo non fosse stato aperto in precedenza dalla invasione relativista, ma che, nella stessa misura, questi entrano in campo liberi da qualsiasi obbligo relativista e armati del più rigido assolutismo. Conoscete per caso qualche gaysta, femminista o abortista disposto a concordare che le esigenze del suo gruppo abbiano solo un valore relativo, che le credenze dei loro avversari hanno una parte di ragione e devono essere rispettate tanto quanto le loro? Avete mai visto alcuni di loro riconoscere, almeno in teoria, il diritto di combattere le loro proposte senza paura di rappresaglie? Eppure, nessuno di loro avrebbe avuto neppure la minima possibilità di essere ascoltato con attenzione e rispetto se l’avanguardia relativista non avesse minato la intransigenza dei loro avversari. Si servono del relativismo come di un piede di porco: quando la porta è scassinata, cambiano sull’istante il discorso e iniziano a condannare come criminale qualsiasi tentativo di relativizzare l’autorità delle loro esigenze.”

Bene, se tante volte non vi fosse mai capitato di sperimentare qualcosa del genere; se tante volte vi fosse passato per la testa che è un’esagerazione; se tante volte avete paura di avere paura (la  spiego un’altra volta),  ebbene ecco qua un utile corollario: occhio a cosa indossate. 

Notiamo, e questo è il capolavoro diabolico, che non è stata una ronda della gaystapo che ha bloccato il povero padre di famiglia. Sono state le autorità costituite che hanno agito in prevenzione di una possibile reazione a quello chepoteva sembrare una provocazione. Capite? Non hanno agito su un ordine esplicito. E’ scattato qualcosa nel loro cervello! Queste sono reazioni pavloviane. Immaginate cosa sarebbe successo se invece vi fosse stato, in mezzo a un parco con famiglie e bambini, un bacio gay. Se la polizia fosse intervenuta si sarebbero scatenate tutte le reazioni del mondo contro “l’omofobia” e contro l’impedimento di una libera espressione della “omoaffettività”. Lo vediamo o no il risultato della manipolazione delle nostre anime? La  vediamo o no la spirale del silenzio? La vediamo o no la psicopolizia e la guerra asimmetrica pienamente all’opera? Siamo ancora convinti che è solo una “impersonale necessità storica” che ci ha portato a questo punto?

Qui altre informazioni.

Se dopo tutto questo ancora hanno dubbi, è perché sono anime vacillanti, indebolite da incertezze amletiche insanabili o, per usare un riferimento culturale più accessibile al loro spirito, affette dalla Sindrome di Titti: “Oh Oh, mi è sembrato di aver visto un gatto?!” Per loro, non possiamo fare nulla.(Olavo de Carvalho)

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