Eh… la pigrizia intellettuale è una brutta bestia!

Da Tracce:

«Nello snervante comodo della vita moderna la massa delle regole che danno consistenza alla vita si è spappolata».

Perché?

Perché «la maggior parte delle fatiche che imponeva il mondo cosmico sono scomparse e con esse è scomparso anche lo sforzo creativo della personalità» (cfr. A. Carrel, Riflessioni sulla condotta della vita, Bompiani, Milano 1953, pp. 27ss).

La frase di Carrel ci interessa non tanto per auspicare che ritornino le fatiche imposte dal mondo cosmico, quanto per ribadire che, senza l’impegno ad affrontare la vita in tutte le sue problematiche, non sorge il soggetto.
Se cioè l’individuo non si impegna con la vita nella sua totalità, non sorge la personalità e quindi si diventa “mine vaganti”, come vediamo intorno a noi e spesso anche tra noi.
Vi è, di conseguenza, una difficoltà a giudicare: «La frontiera del bene e del male è svanita» (Ibidem), osserva Carrel, uno è sconcertato, non sa giudicare e la divisione regna ovunque.
Potremmo fotografare in questo modo l’esito delle elezioni: la divisione regna ovunque. Il che è un segno dello sconcerto, della divisione, della frammentazione che viviamo nella società.

Ma, attenzione, se questo inducesse a concludere: siccome c’è questa difficoltà, occorre dare alla gente le istruzioni per l’uso, perché è impossibile che essa arrivi a un giudizio, sarebbe la fine, si aggraverebbe in maniera definitiva il problema.

Invece di invitare e di sfidare costantemente le persone a un impegno con il reale totale, affinché non vinca la pigrizia, affinché il centro dell’io non si fermi e venga fuori la personalità di ciascuno, diamo le istruzioni per l’uso, rendendo tutti più pigri.

Complimenti!

Pensiamo così di risolvere il problema? In realtà, introduciamo solo una sfiducia nella capacità di giudicare dell’io.
E se, nel modo di educare, noi insinuiamo questa sfiducia, è finita! Diventeremo potenzialmente vittime della propaganda altrui, tutti.
Chi assimila questa sfiducia nella sua capacità di giudicare sarà travolto da qualsiasi cosa e finirà in balìa delle opinioni di chi grida più forte.

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2 commenti

  1. Leggendo quello che hai riportato mi viene in mente uno scritto ( di Giovanale, poeta e scrittore romano vissuto nel 60 d.C.) ) citato da Sant’Agostino in una delle sue opere che recita così:
    Ascoltino il loro poeta Giovenale, che mordendo con le sue satire, dice il vero:
    «Ora subiamo i danni d’una lunga pace.
    Ci è piombato addosso il lusso, più crudele delle armi;
    e fa le vendette del mondo da noi vinto.
    Non ci manca nessun delitto, nessun misfatto, nessun genere di lussuria,
    da quando è sparita la povertà da Roma!»
    (Lett. CXXXVIII 3, 16)
    Un saluto

    Rispondi
    • Grazie! grazie di questo contributo che intendo stampare per mostrare agli amici stasera. E’ vero: il lusso e la comodità ci hanno accecato ed è difficile rinunciarvi… Ma la realtà è testarda… e si vendica… per farci vedere di nuovo dove sta ciò che è importante!
      Ciao!

      Rispondi

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