Ed io quanto dovrò attendere per essere avvolta da quello sguardo?

Ho assistito ieri ad una interessantissima presentazione della Sindone  nella Parrocchia di Settimo San pietro fatta dal medico legale (se no ricordo male è un anatomopatologo) Giorgio Sitzia che sta facendo studi accurati  e comparati non solo sulla Sindone, ma su tutta la Bibbia. Intende  dimostrare scientificamente attraverso il confr0nto con le fonti storiche e contemporanee, gli studi del materiale umano trovato nella Sindone e nei vari reperti archeologici; per non parlare dei grandi eventi umani raccontati nella Bibbia e corrispondenti a certi fenomeni naturali riscontrabili attraverso la geologia e altre branche della scienza . Ma sulla storicità della Bibbia si è soffermato solo nella prima lezione del giorno precedente, sfatando, dati alla mano , i vari pregiudizi in voga.
Il che serviva a fa comprendere ieri che le analisi del sangue BA – DNA maschile identico a quello del sudario di Oviedo e delle lacrime della Madonnina di Civitavecchia erano certamente appartenute ad un uomo vissuto intorno al 30 d.C. flagellato con 120 frustate visibili in tutto il lenzuolo sindonico e con la fronte massacrata dal casco di spine.

La cosa più interessante è stato scoprire come il sangue di cui è ricoperto quell’uomo non abbia fatto in tempo a coagularsi **… altrimenti schiacciandosi contro la Sindone avrebbe creato una poltiglia che avrebbe reso il tutto una massa indistinta di sangue e siero.

Sono state tre ore, in due giorni di divulgazione commossa di dati scientifici tra i quali anche la filologia e la statistica che potevano risultare ostici a chi era digiuno di questi argomenti. Ma la spiegazione era così semplice e adatta anche a dei bambini che credo che anche Teresa di 8 annni che la nonna ha voluto portare con sè abbia capito; sebbene alla fine si sia addormentata.

Però si è svegliata davanti all’ultima immagine sconvolgente nella quale il relatore ci ha mostrato il volto deturpato da pugni, schiaffi, spine, sangue di quell’uomo, lentamente ridivenire, grazie ad una elaborazione grafica elettronica il vero volto di quell’Uomo, con gli occhi aperti.

E’ stato incredibile: quel volto sfigurato e martoriato, lentamente –  in lunghissimi ed eterni secondi che eliminavano ad una ad una le tracce del supplizio -, ci ha rivelato uno sguardo… magnetico, profondo, intensissimo che ha fatto ammutolire l’intenso uditorio.

Personalmente (Roberto ha chiesto che venisse mostrato una seconda volta) mi son chiesta dapprima: ma questo era lo sguardo che ha affascinato la Samaritana, laMaddalena, Matteo, Pietro?

Ed io quanto dovrò attendere per essere avvolta da quello sguardo?

Una notizia appena trovata sul famoso test del C14 (falsato… basta richiedere i vebali dele operazioni effettuate) è qui:

http://www.lastampa.it/2013/03/26/italia/cronache/sindone-nuovi-esperimenti-dicono-che-non-e-medioevale-ecES5Y1PhKkPsih5wLvRGN/pagina.html

Rettifiche:

Un esperto sindonologo  mi ha comunicato che:

*il gruppo sanguigno era AB

e che

*il sangue era coagulato

cfr.

http://www.sindone.info/BRILLAN1.PDF

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6 commenti

  1. Non ho capito se il relatore ha fatto riferimento al Santo Volto di Manoppello(PE), per il quale ti consiglio di visitare http://sindonevoltosanto.blogspot.it/ se non l’hai ancora fatto.- Approfitto per farti gli auguri di incrociare quello sguardo che ci risuscita.

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    • Ha fatto riferimento al sudario di Oviedo che è un panno pieno di macchie di sangue di varia intensità sovrapponibile al volto sindonico.
      Volevo chiedergli del Santo Volto di Manoppello,però l’ora era tarda e non ho potuto trattenermi. Comunque sarebbe stata una domanda rerorica più per il pubblicoche per me che conosco la cosa.
      Ricambio di cuore gli auguri! Prima o poi Lo vedremo!!!!Ne sono certa!

      Rispondi
  2. Claudio

     /  marzo 27, 2013

    Ho pensato sin da giovane – da quando il mio professore di religione ci fece vedere delle diapositive sulla Sindone – che questo lenzuolo sia il messaggio che il Signore ha voluto lasciare all’uomo del XX e XXI secolo che, con la sua tecnologia può svelare nuovi tratti del Mistero e soddisfare il suo positivismo con prove scientifiche. E questo senza nulla togliere alla sua libertà. Se si ha il pregiudizio che la Sindone non può essere il sudario di Gesù e deve essere un artefatto medievale, neanche se ripetendo la prova del C14 si scoprisse che è dell’epoca di Cristo, si crederebbe. Una ragione aperta invece si lascia conquistare da quel volto, che già di per se stesso offre il maggior numero di indizi…

    Rispondi
    • Esattamente quello che pensavo mentre sentivo la presentazione…
      Io non sono credulona, sono credente in Cristo e mi fiderei di lui anche se non avessimo questa reliquia preziosissima e fonte inesauribile di sorprese per la scienza!
      Grazie Claudio!

      Rispondi
  3. Quello della Sindone è un argomento che sempre affascina e conquista; ma lo fa solo in ragione di quel volto e di quello sguardo. Non ci sarebbe tutto l’interesse che c’è se non si trattasse di mezzo non ci fosse quell’uomo di nome Gesù…
    Ti propongo una fulminante riflessione di un vescovo piemontese del seicento: “La Croce ha accolto Cristo vivo e ce l’ha restituito morto. La Sindone ha accolto Cristo morto e ce l’ha restituito vivo”.

    Riguardo ai nuovi esperimenti, invito, a nome del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino, alla cautela. I fili sui quali sono stati fatti gli esami di cui si parla non sono “tracciabili”, nel senso che non è chiara la loro effettiva provenienza dal telo sindonico. Di certo non provengono dal Custode pontificio della Sindone (l’arcivescovo di Torino).
    Invito peraltro a non lasciare che una straordinaria occasione di riflessione e di arricchimento spirituale quale sarà l’ostensione televisiva della Sindone di Sabato Santo, si riduca all’ennesima diatriba tra autenticisti e negazionisti. Il centro della questione è la funzione provvidenziale di mediazione della Sindone per la meditazione sulla Passione, Morte e Risurrezione di Cristo.
    Grazie per la bella testimonianza e scusa la lunghezza di questo commento.
    Paolo

    Rispondi
    • Sì Maturin, l’ha detto dott. Sitzia. Era una relazione scientifica abbastanza dettagliata. Ma la sorpresa è stata quando ci ha letto il testo greco relativa alla traduzione dei 70 della venuta di Pietro e Giovanni al sepolcro e ci ha fornito una traduzione diversa dei “vide” che sono stati tradotti da tre verbi diversi greci che ho letto anch’io (conosco il greco) e anche delle bende che sono i teli di lino. Comunque è difficile riferire la cosa se non quello che mi ha colpito dei tre diversi verbi greci usati per dire “vide” che si possono tradurre con “osservò”.,”contemplò”, “capì”.
      Concordo con te sul cuore con cui ci si deve accostare a questo grande mistero.
      La riflessione del vescovo che citi non è stata riportata dal nostro relatore, ma il cuore con cui ha presentato tutti i lavori e le ricerche era quello (si è anche commosso) Ecco perché ha precisato i dettagli che testimoniavano la resurrezione. (per esempio il sangue non coagulato e altre cose che non riuscirei a riferire). In complesso io sapevo moltissimo di quanto detto perché ho letto diversi libri sull’argomento, ma quel volto così ricostruito mi mancava proprio… (il mio parroco ha offerto al dtt Sitzia suo amico l’opportunità di presentarlo nella mia parrocchia che era quasi del tutto digiuna anche degli aspetti scientifici e magari aveva molti pregiudizi anti scientifici oppure una consapevolezza assai nebulosa. Ora, dopo tre ore di presentazione credo che le idee siano più chiare in tutti quelli che hanno ascoltato..)
      Un caro abbraccio e Buona pasqua anche ai tuoi!

      Rispondi

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