“Ben venga la giornata di chi compone versi”

Carissimo direttore,

                    oggi si celebra la giornata di chi compone versi, una giornata significativa da non ridurre ad un festival dei poeti, legittimo finchè si vuole, ma la giornata di chi compone versi è molto di più, molto di più. Io non sono un poeta, però compongo versi, qui sta la questione interessante. Stabilire chi sia o non sia poeta è di una formula storica dell’estetica, ha una sua strada, del tutto giustificata, interessante invece è che oltre ai poeti ufficiali e ufficiosi vi sia oggi e in modo diffuso chi compone versi. Questa giornata è una sfida interessante a chiedersi da dove nasca questa determinazione a scrivere in forma tentativamente poetica, che cosa spinga un uomo o una donna a fissare un momento di commozione. Lo dico per me, l’origine non è il comunicare, l’origine di una qualsiasi composizione in versi, come quella di questa mattina sulla primavera è una scelta, la scelta di fissare ciò che mi colpisce, ciò che mi svela il significato delle cose, ciò che si nasconde tra le pieghe del reale e attende solo chi lo sappia intendere. Comunicare viene da questa ricchezza d’esperienza, da questa posizione dell’io, da questo essere finestra aperta sul reale. In questa prospettiva la parola assume un valore immenso, è ciò che permette di capire e sviluppare l’esperienza; la parola è più di una tecnica, nella parola si riflette la pregnanza dell’esperienza. Ha così una importanza decisiva che si celebri la giornata di chi compone versi, perchè in una società che riduce la parola a strumento di informazione si riafferma il valore della parola come apertura alla realtà, è con la parola che noi reciprocamente ci sfidiamo a percorrere gli orizzonti ampi del senso oppure ci accontentiamo di informarci sull’uso delle cose. Saper oggi ridare alla parola la sua apertura alla vita, coglierne la ricchezza e varietà di significati, è decisivo nella società attuale, porta tutti giovani e non più giovani a capire che ognuno attraverso le parole può aprire a mondi affascinanti, ai mondi in cui vivere diventa non più adattarsi ai dati ma tentare l’avventura del significato. Da come usa le parole si capisce che valore un uomo dà alla vita, comporre versi introduce dentro l’esistenza un’apertura incontenibile verso il senso di cui è impregnata la realtà.
BEN VENGA QUINDI LA GIORNATA DI CHI COMPONE VERSI! 
 
Gianni Mereghetti 
Insegnante, non-poeta!
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