“Un lavoro di ri-costruzione che non finisce mai…”

Per me la politica è una cosa seria e attiene al servizio alla persona, ad ogni persona. Per questo seguo da anni e continuo a seguire Giorgio La Spisa che ha sostenuto le idee e le iniziative in tal senso di anni di lavoro in politica ed oggi, dopo una esaltante campagna elettorale che però non l’ha premiato, fa queste affermazioni di una lucidità e di una verità di cui gli sono veramente grata:

F

Carissime amiche, carissimi amici,

innanzi tutto: grazie! È la prima cosa che devo dirvi, dopo una esperienza così intensa e difficile come quella che abbiamo vissuto.

Grazie a chi l’ha capita e sostenuta. Grazie anche a chi non l’ha condivisa, ma almeno ha manifestato stima per il tentativo. Non sono stato eletto al Parlamento. E mi dispiace per la tristezza che ho intravisto in tanti amici all’arrivo dei risultati. Ma credetemi: il tempo darà ragione del nuovo che abbiamo iniziato a costruire insieme e perciò anche di questa scelta. Con queste elezioni in Italia ed anche in Sardegna è cambiato il modo di partecipare alla gestione diretta del potere, come quando un ospite inatteso arriva in casa e modifica il modo di fare e il clima della tua famiglia. O un nuovo socio arriva in azienda e decide di stravolgere il tuo lavoro ed i rapporti con i tuoi collaboratori e i tuoi clienti.

Cari amici è cambiata completamente la concezione di un io sociale ed un io individuale, è cambiato il rapporto tra la persona e la politica, tra la società e l’istituzione. E questo è accaduto anche per colpa di una assenza della Politica, ma soprattutto di una legge elettorale ignobile che ha diviso le idee e la capacità di fare a la gestione di obiettivi di gruppo o collettivi. Si è allargata la distanza tra realtà e apparenza, tra il lavoro quotidiano sui problemi concreti e sulle soluzioni che la politica deve trovare giorno per giorno e la percezione che ne ha il cittadino.

Percezione che legittima una “novità” che ha concentrato le sue energie comunicative e di aggregazione proprio sull’incapacità della vecchia classe politica di fare quelle scelte forti, necessarie ad un vero cambiamento del sistema, dovute alle perduranti logiche di potere personale e di lobby. La gente ha scelto “di pancia” chi era contro le vecchie logiche, un “contro a prescindere” disposto a mettere in secondo piano possibili conseguenze destabilizzanti, non solo per ciò che si voleva cambiasse, ma anche per la stessa sopravvivenza del sistema Italia. E noi? Ci rassegniamo a questo stravolgimento delle cose? Fingiamo di non capire e ci rifugiamo nelle dinamiche della politica di trenta anni fa? Pensiamo ancora che sussistano le categorie del XX secolo e ci rituffiamo nelle beghe tra piccoli o grandi partiti, litigando per qualche poltrona in più o in meno?

Io direi di no! Direi che vale la pena continuare nel tentativo “umano” avviato in questo mese. Una esperienza di rapporti, di iniziative, di giudizi basati sulla realtà. Un lavoro di ri-costruzione che non finisce mai, ma che resta nella storia di ogni persona che incontriamo e che coinvolgiamo. Vedremo nei prossimi giorni come continuare questo percorso.

Giorgio

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  1. Anna Vercors

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