Non possiamo essere la falange armata che si muove in unisono

La mia risposta ad una cara amica che si prende a cuore come molti la situazione politica attuale trovando soluzioni diverse da quelle che trovo io:
Cara, per capire occorre vivere (adesso, non vent’anni fa) dentro una compagnia facendo un’esperienza personale di bellezza, giustizia, verità… ma questo accade in qualsiasi brano di Chiesa. E allora c’è una comunanza di affronto dei problemi che garantisce comunque la democrazia e il rispetto delle scelte di ciascuno.
Se si parte da quello che uno sa e capisce e se le scelte nascono da un’esperienza reale, concreta, sofferta, combattuta confrontata lealmente con gli amici di cui ci si fida, con semplicità e non condannando quelli che non ci capiscono, potremmo anche sbagliare ma il primato della coscienza e della libertà la Chiesa di certo non li nega.
Non possiamo essere la falange armata che si muove in unisono perché scavalca la libertà di coscienza (retta) di ciascuno ( ci piacerebbe,ma ora non ci sono le condizioni)… e poi la metodologia comune a tutti coloro che sono nella Chiesa è la carità, come diceva proprio pochi giorni fa l’inno alla carità di San Paolo.
Inoltre ricordo che quello che la Chiesa vuole soprattutto in questo momento storico (come in ogni momento storico) è seguire il Papa che dà sempre i criteri per vivere anche da cittadini, ma non indica mai alcun partito.
Quando tutti seguissimo quei criteri, potremmo avere un partito unico dei cristiani.
 Ma mettiamo in pratica quei criteri? oppure ne mettiamo in pratica solo alcuni che ci piacciono di più? Oppure ci lasciamo incantare dai mass media che vogliono orientare le coscienze verso il nulla,la contrapposizione, l’antipatia che può tranquillamente trasformarsi in odio secondo quel piano inclinato di cui anche tu hai parlato una volta a proposito di un problema di bioetica?
Utilissimo e realistico il contributo di Patrizio per quanto riguarda l’analisi internazionale sulla quale più volte abbiamo discusso (penso al trattato di Lisbona che ci lega mani e piedi).
E’ difficile non litigare per una cosa così importante come la politica. Però io credo alla buona fede di ciascuno di noi perché vi conosco da anni e penso che ciascuno pensi di rispondere soprattutto alla sua coscienza. Il che non è relativismo ma semplicemente realismo: non è con la dialettica sofistica che si può imporre il proprio punto di vista: non abbiamo bisogno di maestri, ma di testimoni. E testimone è colui che vive seguendo l’esperienza proposta dalla Chiesa.
In questo senso dico che se la fede non ha a che fare anche con la politica, non serve a niente.
Quanto ai criteri valutati e soppesati, ho cercato precedentemente di esporre i miei che penso avessero lo stesso valore di quelli di ciascuno di noi. E l’esplicitarli ha creato tutto questo vespaio… non so se esserne contenta o se provarne dispiacere…
Ps: perché parli sempre di Carròn e di Cl? la Chiesa non è una sola e Cristo non è uno solo? Che bisogno hai di condannare qualcuno per affermare il tuo punto di vista? vuoi fare come i vari leader politici che fanno campagna elettorale insultandosi (invece che proporre dei programmi realistici)? Giudicare Carròn e Cl per me coincide con il giudicare la Chiesa perché CL è un brano di Chiesa allora come ora e il Papa adesso è Benedetto XVI come allora era un altro e i tempi cambiano e la Chiesa ha sempre cercato di rispondere alle sollecitazioni del suo tempo.
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