“nessuno, proprio nessuno, merita di essere lasciato solo!”

La Spisa contesta gli ex alleati del Pdl Su Facebook: "Scelte imposte dal Capo"Ho ricevuto e, col suo permesso pubblico volentieri, una mail del mio candidato preferito di sempre, che stimo – e non sono la sola ! – per la sua profonda onestà e desiderio di servire al bene comune come ha dimostrato in tutti questi anni di servizio alla nostra regione sarda:

 

Carissimi,

ho deciso di accettare la candidatura e partecipare alla contesa elettorale, nella lista “Scelta Civica con MONTI” alla Camera dei Deputati.  

Vorrei spiegare perchè.
In questi anni ho fatto parte di un grande partito di laici e cattolici che prometteva di essere riformista e democratico nella sua vita interna, capace di aggregare tutti coloro che, come me, pongono come valore fondante della politica la libertà. Il desiderio era quello di rispondere alla chiamata del suo fondatore, che diceva: “Rovesciamo la piramide, facciamo un partito in cui la base è in alto e il vertice in basso a servire”.
La piramide, come abbiamo visto dalla storia recente, non è stata rovesciata.
Oggi quella piramide ha ancora la possibilità di crescere, su un terreno fertile, in una prospettiva diversa e più grande: veramente libera, veramente operosa, veramente europea come il grande progetto del Partito Popolare Europeo al quale fa riferimento la Scelta Civica per Monti. Non è un sogno, è una realtà viva in tutta Europa, ha radici secolari e rami che da decenni animano la politica di numerose nazioni. Per noi in Italia è da tempo l’oggetto di una grande attenzione, ma la miopia e il personalismo di alcuni ci hanno tenuti lontano dalla strada per arrivarci.
Questo è il momento di considerare ciò che tutti voi mi avete dato in termini di fiducia e responsabilità, non come una eredità da consumare, ma come un talento da investire.
Questo tempo impone una maturità politica che richiede uno sforzo particolare e un grande impegno a favore di tutti. Non è il tempo dei vecchi personalismi, che vogliono affermare un “io” slegato da un “noi”. Un “noi” che è carico della realtà di ciascuno: di problemi, di desideri, di richieste, di identità, di comprensione, di voglia di fare, insomma della consistenza di persone vive.
È solo un “noi” così concreto e libero che dice: rifiutiamo la logica delle paure che creano divisione, degli egoismi dei singoli, rifiutiamo la logica del potere fine a stesso, diamo forza ad una nuova responsabilità al servizio della crescita della Sardegna.
La Sardegna cresce con l’Italia, l’Italia cresce con l’Europa. Per questo occorre che qualcuno porti più Sardegna in Italia e più Italia in Europa. Un’ Europa che sia se stessa, che sappia affermare la
positività della sua origine.
Cosa è successo in questi anni.
Abbiamo vissuto in Italia e in Sardegna in un clima che paragonerei a quello della “guerra fredda” degli anni ’50-’60. Blocchi contrapposti, assenza di dialogo, rigida contrapposizione ideologica. così è stato tra centrodestra e centrosinistra dal 1994 al 2007. Allora è nato il PDL con una intuizione formidabile di Berlusconi. Vi ricordate i gazebo nelle strade in cui chiedevamo ai cittadini quale nome preferissero? Fu scelto a stragrande maggioranza il nome “Popolo” e non quello di “partito”. E questo non per caso! Chi c’era in piazza Costituzione a Cagliari in quella fredda sera di novembre del 2007 a sentire queste parole? Io c’ero e in buona fede ho creduto a quella promessa! Quel giorno ci fu detto che avremmo sempre scelto i nostri candidati con le primarie, che il cuore del programma politico sarebbe stato quello del grande Partito Popolare Europeo, un’aggregazione di uomini di tutti i ceti sociali e di tutti territori, uniti per affermare il valore di una società libera e solidale, aperta all’Europa e al mondo. Un partito, infine, che guardasse alla tradizione del nostro paese con l’impegno a salvaguardarne le radici storiche culturali e religiose. Su quei presupposti quel partito vinse largamente le elezioni politiche del 2008 e quelle regionali del 2009 in Sardegna, entrando in una stagione di governo con un carico di consensi e di responsabilità del tutto nuovi.
Che giudizio dare.
La prima promessa di scegliere i candidati con le primarie fu immediatamente sospesa in nome dell’emergenza elettorale, ma, successivamente e fino ad oggi, è stata disattesa semplicemente ed evidentemente perchè è un metodo scomodo per chi guida: la piramide non è stata rovesciata, il partito è stato abbandonato in un permanente stato di “guerra civile” soprattutto nei territori periferici dove tra alcuni leader locali si è arrivati al disprezzo e all’odio reciproco.
La prospettiva europea è stata progressivamente indebolita, nei suoi contenuti di riforma dei meccanismi giuridici ed economici e soprattutto nella autorevolezza ed efficacia della nostra partecipazione all’eurozona. Alla fine del 2011 il governo nato nel 2008 è stato colpevolmente costretto ad accettare un’agenda di manovre correttive per evitare il fallimento, ha passato la mano ad un governo tecnico di cui il PDL ha approvato tutti i provvedimenti – anche quelli che hanno innalzato le tasse – per poi metterlo in crisi senza approvare una nuova e decente legge elettorale.
Le radici cristiane della nostra civiltà europea sono sistematicamente derubricate nella lista delle cose importanti da fare: la sussidiarietà, il primato della persona rispetto allo stato e al mercato, il riferimento certo ai valori “non negoziabili”, sono affidati alla buona volontà e alla coerenza dei singoli politici.
Cosa sta accadendo
Di fronte alla necessità di creare un nuovo e grande soggetto politico alternativo alla sinistra radicale, inizialmente è stata scelta la strada coraggiosa del rinnovamento, ma la stagione delle primarie è stata precipitosamente interrotta proprio a Cagliari, nel giorno in cui il giovane segretario avviava la campagna interna. Il personalismo è tornato alla ribalta!
Il PDL si affida ancora una volta alle doti istrioniche del suo fondatore per recuperare un consenso che permetta di sedere al tavolo delle trattative post-elettorali e, per incrementare il proprio peso, si stringe e si avvia un accordo con la Lega-Nord firmando l’impegno ad approvare leggi che garantiscano alle regioni settentrionali il 75 per cento delle imposte riscosse sul loro territorio: una scelta che determinerebbe letteralmente la totale spaccatura del paese, accentuando il dualismo nord-sud, rinnegando il patto di solidarietà su cui si fonda la stessa radice della nazione.
Tutto ciò oggi pare come un incendio che divampa sotto i nostri sguardi, ma che non vediamo perchè attratti dai fuochi di artificio astutamente predisposti dal comitato promotore della festa patronale!
Quale è la mia scelta
Finchè nessuno ha il coraggio di aprire una strada, il nuovo edificio che tutti desideriamo per un grande progetto politico non nascerà!
Non si tratta oggi di distruggere, fuggire e abbandonare. Si tratta di costruire. Una grande idea in testa, una meta da raggiungere, due braccia e due gambe per camminare. Per costruire, infatti, occorre un luogo in cui le fondamenta non poggino sulla terra malferma. Qualcuno lo deve indicare, qualcuno deve cominciare a camminare.
Ho deciso di accettare la candidatura in una lista civica che non ha altra forma se non quella di una nave che vuole andare verso un approdo sconosciuto, ma intravisto con certezza. Per me che nella politica ho rischiato gran parte della vita, dando tutto me stesso per costruire pezzi di società libera e operosa, vivendo una esperienza umana e professionale ricchissima, attorniato da persone che ho rispettato, ascoltato e seguito nella direzione che insieme ritenevamo giusta, per me!, questo non è il tempo del comodo, non è il tempo del calcolo personale, della carriera da costruire con prudenza. Per me non è il tempo in cui ci si possa nascondere!
Ho lavorato per quattro anni sotto il faro di una frase che ho scelto come titolo del programma regionale di sviluppo: “lo sviluppo nasce dall’io”. Da fatti concreti, da iniziative politiche e amministrative nel campo della ricerca, del credito, dell’impresa, della scuola e dell’università, è sorta una trama di possibilità positive e di rapporti umani, che hanno abbracciato persone di tutti gli schieramenti, senza mai discriminare pregiudizialmente nessuno.
Perché nessuno, proprio nessuno, merita di essere lasciato solo!
Giorgio La Spisa 


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5 commenti

  1. Molte delle cose che leggo… sono anche il mio percorso. Forse (non lo so ancora) anch’io farò questa scelta, ma devo dire, vedendo quale potere rappresenta Monti e chi si è imbarcato con lui… devo dire che veramente sarà necessario TURARMI IL NASO per mettere quella benedetta crocetta,
    Il mio discorso su Berlusconi è semplice. Dal giorno in cui risultasse vincitore lo spred inizierebbe a salire, gli agguati di tutti i poteri (finanziari, giudiziari, ecc.) si moltiplicherebbero… Questo sarebbe il bene del paese? Non credo proprio. Lo so, è dura darla vinta a questi potentati economici, a questi ricattatori moralisti da strapazzo… ma bisogna scegliere, quando si è sotto ricatto, il male minore.
    Che tristezza! I valori non negoziabili? La Chiesa? Mah!

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    • Conosco Giorgio di persona e quando ha iniziato molti anni fa l’avventura politica, l’ha fatto per obbedienza e per servizio. In questi decenni ha continuato così e so che a lui non interessa (me l’ha proprio detto l’altro giorno) la poltrona ma unicamente porre a servizio degli altri tutta l’esperienza in fatto di politica che ha fatto. Insomma la politica non è il suo mestiere (il posto di lavoro ce l’ha già) ma il desiderio di servizio ,lo spinge anche a rischiare un passo così importante. Io l’ho sempre incoraggiato pur essendo semplicemente una persona normale che di politica partita proprio non se n’è mai occupata!
      Insomma cosa si può fare se non tentare di operare se uno ne ha la capacità, la volontà, la disponibilità?
      Il Papa stesso chiede una generazione di veri cattolici nella politica… e Giorgio, ti assicuro, è un vero cattolico.

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  2. Miriam

     /  febbraio 2, 2013

    Il mio rispetto per Giorgio La Spisa,le cui parole dicono di un uomo appassionato e i cui ideali condivido, ma in quello che ha fatto il prof. Monti e anche in quello che oggi comunica non ritrovo niente di tutto ciò. Gli auguro comunque di poter realizzare quello in cui crede, se ci riuscisse, anche se non condivido la sua scelta, ne sarei felice. Buon lavoro
    Miriam

    Rispondi
    • Cara Miriam, grazie delle tue parole perchè mi confermano ulteriormente nella mia stima per Giorgio. Sinceramente anche per me Monti non è un granchè e in questa campagna elettorale si sta comportando come i suoi avversari: straparlano, straparlano e poi chissà cosa faranno. Mentre persone come Giorgio che hanno le capacità, la lealtà, l’onestà da sempre sono quelle che meritano di essere elette. Perché se poi in parlamento si ritrovano, possono insieme – anche se saranno poche – fare qualcosa di utile per tutti, per il vero bene comune, come sempre Giorgio ha fatto.
      Ancora Grazie
      MV

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