Il Cristianesimo: un evento che fa vivere e fa godere di ogni cosa in modo inimmaginabile

Ecco il contributo della mia carissima amica, Mara:
“10 agosto festa di San Lorenzo.
C’è un raduno insolito all’hospice Madonna di Fatima (anzi ,a dir la verità è già da un po’ di tempo che succedono cose insolite lì…..)
Ma cosa sta accadendo quella sera?
Qualche giorno prima, con un gruppo di amici ci diamo appuntamento al parco e, seduti sull’erba, leggiamo un pezzo degli esercizi e poi l’articolo di tracce “Tiberiade, Irlanda”.
Restiamo senza parole, affascinati di fronte a tanta bellezza.
Subito dopo, ecco la prima “mossa” del cuore ( è proprio vero che il cristianesimo si contagia per invidia). Uno di noi dice “tra qualche giorno è la festa di San Lorenzo, facciamo una cosa bella insieme, incontriamoci a veder le stelle, troviamo un posto vicino al mare e invitiamo tutte le persone che vogliamo.”
Qualcuno propone di andare all’Hospice Madonna di Fatima, dove un gruppo di noi, da quasi un anno, va a fare la caritativa con i malati terminali e dove altre volte ci siamo incontrati a far festa e grigliate con i malati accolti nella struttura, che di volta in volta possono partecipare, con i loro familiari e tanti altri amici; ha un bel giardino e si trova a due passi dal mare.
Il giorno dopo ci ritroviamo in spiaggia a immaginare la serata. La sera di San Lorenzo, dalle 19.00 il giardino dell’hospice incomincia a riempirsi di persone: arrivano amici della fraternità, amici degli amici mai visti prima, bimbi di pochi mesi nei passeggini e bambini un po’ più grandi, adolescenti, universitari e anche nonni. E’ uno spettacolo di colori e di vita. Alcuni di noi fanno il giro nelle stanze degli ammalati, invitando quelli che possono a scendere in giardino, e a quelli che non riescono a muoversi diciamo che quello che facciamo è anche per loro e lo potranno sentire se lasceranno aperte le loro finestre, proprio come quello che diceva nell’articolo John Waters e che ci aveva colpito “…è vero siamo chiusi dentro quattro mura, e dobbiamo innanzitutto rendercene conto, ma noi possiamo aprire le finestre e fuori ci sono le stelle “. Tiziana, 44 anni compiuti pochi giorni prima, ci guarda con i suoi occhioni e radiosa ci dice “ciao” mentre una lacrima le scende di lato sulla guancia. Lei non riesce più a parlare, è stato un dono quel “ciao”, il suo modo di ringraziarci e intanto il marito spalanca la finestra; Tiziana morirà poche settimane dopo. Pian piano arrivano quindi anche i malati, con le loro carrozzelle, qualcuno in pigiama, qualcuno ben vestito, qualcuno con l’asticella della flebo, con i loro familiari e amici e alcuni operatori dell’hospice. Alle 20 siamo tutti seduti in cerchio sotto un grande gazebo, al centro uno stereo e un universitario, Andrea , uno dei nostri che studia a Bologna, che inizia a parlare e ci introduce all’ascolto della nona sinfonia di Beethoven. Io vado da una parte all’altra, un po’ preoccupata che non sia troppo lungo e pesante per gli ammalati, ma anche per le persone nuove o per i ragazzi più piccoli, preoccupazione fatta fuori subito dal fatto che lui, per circa un’ora ,ci trascina e ci coinvolge in una esperienza di bellezza, citando Dante e guidandoci all’ascolto dei brani che aveva scelto . E mentre ascoltavamo l’ultimo brano , “l’inno alla gioia”, ho avuto come un sussulto al cuore : ma come è possibile, l’inno alla gioia in questo luogo? Cosa sta accadendo? E guardando stupita i volti tutti tesi e attenti, degli ammalati martoriati nel corpo che avevo di fronte, dei familiari che condividono la loro sofferenza, ma guardando anche i volti dei ragazzi delle medie che una di noi aveva voluto invitare, o dei bambini miracolosamente in silenzio e quelli di tutti noi, piena di stupore, mi dicevo “è il Signore” . Stava accadendo qualcosa, che ci portava Oltre quello che avevamo pensato, organizzato, immaginato. Accadeva qualcosa che aveva i tratti eccezionali della Sua Presenza. In quel luogo di sofferenza, dove tutti, commossi, ascoltavamo “l’inno alla gioia” Lui accadeva ancora una volta, a guarire le infermità di tutti noi, a mostrarci che in qualsiasi circostanza siamo ( le più diverse, in quella compagnia che avevo di fronte), quello di cui abbiamo bisogno e che fa ardere e attrae il nostro cuore , è che Qualcuno accada e ridesti in noi quel desiderio di bellezza, quella promessa di felicità che ci costituisce e ci riempie di gratitudine. Che spettacolo davanti agli angeli e a noi stessi quando alla fine dell’incontro uno degli ammalati si è alzato e pian piano,con la sua asticella della flebo, si è diretto verso Andrea per ringraziarlo. E dopo….. grande pizzata tutti insieme. Al termine della serata ci siamo diretti verso il mare a guardare le stelle, dove un altro universitario Marcello, appassionato di Astronomia, ci ha aiutato a conoscere un po’ di più il firmamento e lì davanti al mare e a un cielo stellato incantevole, abbiamo letto il brano del Don Gius “Il Ponte sul mare della via lattea” e abbiamo cantato insieme i canti struggenti imparati nella nostra storia ….. Andando via, quasi tutti in silenzio, come a voler prolungare quell’intensità vissuta, un amico di Torino si avvicina e ci dice ” non ho parole per ringraziarvi, devo raccontare a tutti i miei amici quello che ho visto oggi”.
E mi sono tornate in mente le parole di Carron citate in quell’articolo sull’Irlanda “ Ognuno di voi si è mosso e commosso. Questo è il cristianesimo: un evento che fa vivere e fa godere di ogni cosa in modo inimmaginabile…..” .
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12 commenti

  1. CIAO! Bello quello che hai scritto, grazie! Volevo solo capire bene cosa intendi quando dici che Gesù accade, cosa ti succede?

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    • Spero che l’amica legga e risponda lei stessa.
      per quel che mi riguarda “Gesù accade” quando resti commossa e stupita per quello che fa accadere nella tua vita; in una esperienza particolare che ti lascia stupefatta per la sorpresa inimmaginabile che ti regala!
      Ma è difficile spiegare un’esperienza ineffabile che ti fa sussultare di gioia e gratitudine!
      Ecco: è un’esperienza molto simile al momento in cui incontri per la prima volta una persona eccezionale che ti fa dire: é lei! e questo riempie di stupore, commozione e gioia.

      Rispondi
      • Ma quale amica, non è tuo l’articolo? Cmq io mi chiamo Andrea. Volevo dirti perchè dici che Cristo accade quando secondo me Lui è sempre presente? questa esperienza che vivi “molto simile al momento in cui incontri per la prima volta una persona eccezionale che ti fa dire: é lei! e questo riempie di stupore, commozione e gioia.” è incontrare Cristo per te? Rispondimi sinceramente perchè mi interessa capire.

      • Beh… grazie della stima… devo dire che se c’è un’amica che, in senso buono naturalmenre “invidio”… beh è proprio Mara.
        Ma torniamo a noi.
        Geù è oggettivamente SEMPRE presente perchè è Lui l’origine, il significato, il fine di ogni cosa e senza d Lui NULLA potrebbe sussistere.
        MA io posso essere distratta da altre cose, posso essere come un bue davanti al Santissimo, posso essere addormentata, soddisfatta di me e quindi non in una posizione di apertura.
        Se il mio cuore è in attesa della felicità vera, e se vedo lui (o lei, per restare all’esempio) che mi corrisponde totalmente, come faccio a non riconoscerlo? E come faccio a non avere il sussulto che nasce dall’aver finalmente trovato quel che cercavo?
        Ecco l’incontro con Gesù ha questi connotati di felicità pura.
        Naturalmente sono momenti più o meno lunghi in una giornata. Perchè la dimenticanza prevale. Però un altro momento in cui Lo riconosci rimette le cose a posto.
        Sottolineo che a questo non ci si arriva perché si è particolarmente dotati, ma perché sono in un cammino in cui sono stata abituata, anche da testimonianzecome questa, a riconoscerlo presente e operante oltre ogni mia aspettativa.

  2. Grazie per la risposta! Ho visto che hai commentato San Serafino nel mio blog. Certo tutto è grazia, prima di tutto la fede, non siamo noi a darcela ma è il Signore! Naturalmente noi siamo liberi di accettarla e di essere disposti a riceverla. Credo che sia fondamentale anche la nostra volontà perchè il desiderio è uguale per tutti, anche gli animali hanno il desiderio, però la grazia cambia la direzione della nostra volontà verso il vero oggetto che soddisfa davvero il nostro cuore, nel caso contrario pecchiamo! Alla fine il problema è dove riponiamo il nostro desiderio per essere felici cioè quando lo siamo in modo concreto e vero! Ma comunque l’incontro di cui parli si può fare anche quando siamo da soli, senza la presenza fisica di qualcuno. Sei d’accordo? Per esempio nella preghiera. fammi sapere, grazie Anna!

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    • Mmmm… non so se basti la sola preghiera o il solo desiderio per incontrare uno che non si conosce… Ma lo spirito Santo può fare tutto! Quindi non saprei cosa dire in merito.
      Però so che dacchè Dio ha preso corpo in un Uomo, Gesù, Uomo-Dio, Suo eterno Figlio, morto e risorto e quindi sempre vivo e presente nel Suo Corpo Mistico, il luogo privilegiato per incontrarlo è nel Segno più evidente e fisico che ci ha lasciato, la Chiesa come unità di coloro che cercano di seguirlo. E’ chiaro che poi il sussulto nel cuore per un riconoscimento della Sua presenza che è dappertutto è frutto di Grazia che incontra la nostra libertà e la Chiesa -compagnia di coloro che credono in Lui – può solo aiutarci in questo rapporto tutto personale tra la creatura e il Creatore…

      Grazie a te!

      Rispondi
  3. Quello che scrivi è giusto però credo che come dice il Papa e tutti i Santi, Padri e dottori della Chiesa il nostro rapporto personale con Cristo si vive principalmente in modo concreto nella preghiera e nei Sacramenti da dove passa la sua Grazia. Come dice il Papa in due delle sue ultime udienze. Ti scrivo un riassunto e ti seganalo il link dal mio blog sulle udienze complete.

    http://perlamaggiorgloriadidio.wordpress.com/2012/10/04/papa-benedetto-xvi-la-vita-di-preghiera-consiste-nellessere-stabilmente-alla-presenza-di-cristo-averne-coscienza-avere-un-rapporto-con-dio-come-si-vivono-i-rapporti-abituali-della-nostra-vita/

    Papa Benedetto XVI Preghiera e Liturgia:

    “La vita di preghiera consiste nell’essere stabilmente alla presenza di Cristo, averne coscienza, avere un rapporto con Dio come si vivono i rapporti abituali della nostra vita, quelli con i familiari più cari, con i veri amici; anzi quella con il Signore è la relazione che dona luce a tutte le altre nostre relazioni”. “Per questo la preghiera cristiana consiste nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo, parlare con Lui, stare in silenzio con Lui, ascoltarlo, agire e soffrire con Lui. Il cristiano riscopre la sua vera identità in Cristo, «primogenito di ogni creatura», nel quale sussistono tutte le cose (cfr Col 1,15ss). Nell’identificarmi con Lui, nell’essere una cosa sola con Lui, riscopro la mia identità personale, quella di vero figlio che guarda a Dio come a un Padre pieno di amore.” “Pregare significa elevarsi all’altezza di Dio, mediante una necessaria graduale trasformazione del nostro essere.”

    “Cari amici, la Chiesa si rende visibile in molti modi: nell’azione caritativa, nei progetti di missione, nell’apostolato personale che ogni cristiano deve realizzare nel proprio ambiente. Però il luogo in cui la si sperimenta pienamente come Chiesa è nella liturgia: essa è l’atto nel quale crediamo che Dio entra nella nostra realtà e noi lo possiamo incontrare, lo possiamo toccare. È l’atto nel quale entriamo in contatto con Dio: Egli viene a noi, e noi siamo illuminati da Lui” “E dove si rende attuale per noi, per me oggi il Mistero della Morte e Risurrezione di Cristo, che porta la salvezza? La risposta è: nell’azione di Cristo attraverso la Chiesa, nella liturgia, in particolare nel Sacramento dell’Eucaristia, che rende presente l’offerta sacrificale del Figlio di Dio, che ci ha redenti; nel Sacramento della Riconciliazione, in cui si passa dalla morte del peccato alla vita nuova; e negli altri atti sacramentali che ci santificano” “l’Incarnazione ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna.”

    Rispondi
    • Grazie!
      Bellissima preghiera!
      Credo che sia gradita a Dio!
      Una cosa che mi ha sempre colpito è una frase di don Giussani che cito a memoria: “C’è un nuovo protagonista nella storia: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo”

      Incredibile! Che una creatura mendichi il Creatore è una cosa comprensibile, ma che Dio sia mendicante del cuore dell’uomo è una cosa ineffabile e esige semplicemente la nostra adorazione stupita e commossa!

      Grazie e ciao!
      Mavi

      Rispondi
  4. Infatti il comandamento principale è Ama Dio sopra tutte le cose con tutto il cuore e poi dopo ama il prossimo come te stesso. In più Dio è spirito e va adorato in spirito e verità.
    Ti invio una mia poesia e preghiera per spiegarti queste cose dal mio punto di vista.

    Una poesia-preghiera scritta da me! “In ogni istante ti desidero e ti cerco mio Dio, incarnati in me!”

    (Questa è una poesia-preghiera scritta da me! Sarà piena di errori di forma ma la pubblico lo stesso.)

    IN OGNI ISTANTE TI DESIDERO E TI CERCO MIO DIO, INCARNATI IN ME!

    In ogni istante ti desidero e ti cerco mio Dio.

    Cerco la tua Presenza perfetta, il tuo amore infinito, la tua misericordia senza fine.

    I miei occhi ti vogliono vedere, le mie mani ti vogliono toccare

    perché il mio cuore e la mia anima ti vogliono gustare!

    Mio Salvatore sei il balsamo per il mio cuore ferito,

    sei la medicina per il peso del mio peccato. Consolami, Salvami!

    Presenza eterna, invisibile ma reale più di tutto ciò che è visibile, Tu sei la Vita che non muore, sei la fiamma vivente che fa esistere ogni cosa, sei Fuoco!

    Trafiggi il mio cuore duro e meschino! Brucialo con il tuo Amore! Infiammalo!

    Entra nel mio intimo, INCARNATI in me affinchè possa vedere con il tuo sguardo casto, parlare con la tua dolcezza, amare con il tuo cuore puro, pensare con la tua mente innocente, soffrire con il tuo amore paziente!

    Mio Dio, mio Signore, ti sei fatto carne per venire a dimorare in noi miseri peccatori, per purificarci, santificarci e farci gustare la vera pace che solo la tua compagnia può dare!

    O mio Gesù, con te tutto, senza te niente!

    Fa che ogni istante della mia vita sia uno stare alla tua presenza, fa che sia una preghiera incessante!

    Tu sei pura grazia, tutto il resto è menzogna!

    Andrea Martegani

    http://perlamaggiorgloriadidio.wordpress.com/2012/09/19/una-poesia-preghiera-scritta-da-me-in-ogni-istante-ti-desidero-e-ti-cerco-mio-dio-incarnati-in-me/

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  5. mmm… il commento di prima volevo metterlo qui dopo la tua bellissima preghiera!
    Ancora Grazie!

    Rispondi
  6. “C’è un nuovo protagonista nella storia: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo”. Davvero bella e vera questa frase! Grazie a te Mavi! Mi ricordo anche che don Giussani nel “si può vivere (veramente) così” cita l’esempio bellissimo del pellegrino russo per la preghiera. Dice Don giussani che dobbiamo diventare come quel pellegrino che arriva a fare memoria di Lui diecimila volte al giorno ripetendo nel suo cuore e nella sua mente “Signore Gesù Cristo abbi pietà di noi peccatori” .
    Grazie per la disponibilità e le risposte alle mie domande! Venerdì parto per la terra Santa!

    Buona continuazione! Ciao!

    Andre

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    • E’ la preghiera che mi ha accompagnato per molti anni, anche prima del sapere che era “la preghiera del Pellegrino russo”.
      Strano! Se non è solo dono dello Spirito questo…
      Buon Pellegrinaggio in Terra Santa! Per me è stato un’esperienza unica e sconvolgente! Vedrai: lo sarà anche per te!
      Un abbraccio!
      (e al rientro fammi sapere!)

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