“potremo fidarci solo di chi metterà l’educazione e la scuola tra le sue priorità”

Carissimo Scalfari,

                   sì, il sermone è stato lungo, molto lungo, ma anche chiaro, lei si allinea ai commentatori che sono oggi a la page e che pensano che l’Italia possa uscire dalla crisi con la politica. E fa tutti i conti per immaginare come poter cavarsela al meglio. Sarebbe la politica a salvare la politica dalla crisi in cui è precipitata e come massima soluzione di questa crisi è una moltiplicazione delle occasioni elettorali così da poter essere sicuri che sia i candidati sia gli eletti siano voluti dal popolo. D’accordo, ma la questione prioritaria non è questa, caro Scalfari! Anche lei mi delude, non sarà la politica a salvare la politica, urge un passo diverso da quello che si sta prendendo, sarà l’educazione a salvare la politica, solo questa è la strada che si può prendere per affrontare efficacemente la crisi. In un momento tanto difficile c’è bisogno di ripartire dalle domande vere dell’uomo, da una ripresa di stima per l’umano su cui poggiare una nuova costruzione sociale, da una attenzione a ciò cui il cuore invita dentro le pieghe delle gravi questioni con cui si ha a che fare quotidianamente. Non la politica per la politica, ma una ripresa dell’educazione, questo è ciò di cui tutti abbiamo bisogno, che si riprenda a guardare sè e gli altri per il valore che hanno, che si torni a vedere nell’umano la risorsa per una nuova costruzione.

In questo senso una delle priorità di cui nessuno parla, nemmeno lei!, è la scuola. Possibile che nessuno abbia messo al centro delle sue attenzioni la scuola? Possibile che lei come tutti i commentatori politici e i vari candidati di primarie e controprimarie stendiate solo un colpevole silenzio a riguardo della scuola? Il vostro è un grave errore di valutazione, e chi non ha la scuola a cuore come una delle priorità della politica sta costruendo una società zoppa e miope, perchè è dentro la scuola che si gioca il futuro del paese.

Di fronte a quello che sta succedendo in questi giorni, di fronte all’opera di demolizione che il ministro Profumo sta facendo con proposte assurde, che la politica taccia è segno di un grave errore di valutazione, segno di non comprendere che nella scuola è in gioco la democrazia. Quello che il ministro Profumo sta facendo non è una operazione di razionalizzazione della scuola, ma è un grave attentato alla libertà e alla autonomia, con il provvedimento delle 24 ore e con l’idea dei Centri Civici si vuole una scuola sempre più nelle mani dello stato sovrano e lei che vuole il popolo sovrano dovrebbe levare la sua voce perchè a insegnanti, studenti, genitori sia restituita la libertà di iniziativa. Invece contro ogni logica educativa si vuole che il tempo scuola sia dilatato all’inverosimile sia per studenti sia per insegnanti senza che si dilati ciò che a scuola realmente conta, ovvero la libertà. Guardiamo ai futuri appuntamenti elettorali con una unica certezza, che potremo fidarci solo di chi metterà l’educazione e la scuola tra le sue priorità, per ora purtroppo non vediamo ancora nessuno, e questo è ciò che preoccupa.

Gianni Mereghetti

Insegnante     

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