Le domande agli adulti di una adolescente

Me l’ha indicata Factum, ma è piaciuta anche a me e la rilancio:

Scuola, l’altra faccia della protesta

In una lettera, il disagio di una studentessa di ginnasio

21:13- Non solo la rabbia, i petardi, gli scontri. Non solo le lotte, le  contestazioni, gli scioperi:dietro la protesta degli studenti c’è un  mondo di sogni infranti, di disillusione, di assenza di idoli o miti da  inseguire. Così, Margherita Penna, studentessa del primo ginnasio, in  una lettera aperta ai suoi professori, mette in luce tutto il malessere  della sua generazione.

Che cosa avrei voluto sentirmi dire  il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi  dicessero se tornassi studente? Il racconto delle vacanze?  No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. Devi studiare? Sarà  difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No, no grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall’orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa  di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma  mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo quest’anno scolastico.  Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.
Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi  aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la  pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo  sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la  vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra  materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e  volete regalarmi.
Dimostratemi che perdete il sonno per  insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio  guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico  prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete voi, perché  dovrei farlo io? E non mi parlate dei vostri stipendi, del sindacato,  della Gelmini, delle vostre beghe familiari e sentimentali, dei vostri  fallimenti e delle vostre ossessioni. No.
Parlatemi di  quanto amate la forza del sole che brucia da 5 miliardi di anni e  trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade  questo miracolo che durerà almeno altri 5 miliardi di anni. Ditemi  perché la luna mi dà sempre la stessa faccia e insegnatemi a  interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è  possibile che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione  divina infallibile e perché il cuore è un muscolo che batte  involontariamente e come fa l’occhio a trasformare la luce in immagini.  Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste  spiegarmi, con gli occhi che vi brillano, perché solo lo stupore  conosce.
E ditemi il mistero dell’uomo, ditemi come  hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che ti sembra di essere a  colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire bellezza e  utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell’uomo che crea  bellezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla. Ditemi come ha fatto Leonardo, come ha fatto Dante, come ha fatto Magellano. Ditemi il segreto di Einstein, di Gaudì e di Mozart. Se lo sapete ditemelo.  Ditemi come faccio a decidere che farci della mia vita, se non conosco  quelle degli altri? Ditemi come fare a trovare la mia storia, se non ho  un briciolo di passione per quelle che hanno lasciato il segno?
Ditemi per cosa posso giocarmi la mia vita. Anzi no, non me lo dite, voglio  deciderlo io, voi fatemi vedere il ventaglio di possibilità. Aiutatemi a scovare i miei talenti, le mie passioni e i miei sogni. E ricordatevi  che ci riuscirete solo se li avete anche voi i vostri sogni, progetti,  passioni. Altrimenti come farò a credervi? E ricordatemi che la mia vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza, e aiutatemi a non  accontentarmi di consumare piccoli piaceri reali e virtuali, che sul  momento mi soddisfano, ma sotto sotto sotto mi annoiano…
Sfidatemi, mettete alla prova le mie qualità migliori, segnatevele su un registro, oltre a quei voti che poi rimangono sempre gli stessi. Aiutatemi a non  illudermi, a non vivere di sogni campati in aria, ma allo stesso tempo  insegnatemi a sognare e ad acquisire la pazienza per realizzarli quei  sogni, facendoli diventare progetti. Insegnatemi a ragionare, perché non prenda le mie idee dai luoghi comuni, dal pensiero dominante, dal  pensiero non pensato. Aiutatemi a essere libero. Ricordatemi l’unità del sapere e non mi raccontate l’unità d’Italia, ma siate uniti voi dello  stesso consiglio di classe: non parlate male l’uno dell’altro, vi prego. E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi venire voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami.
Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi. E per favore, un ultimo favore, tenete ben chiuso il cinismo nel girone  dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per  poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite. Per questo, un giorno, vi ricorderò. [link]
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5 commenti

  1. Sicura che si tratti di una studentessa del primo anno di scuola superiore? Lo dico perché la lettera inizia con “cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente?” il che, oltre allo stile, un po’ troppo elegante per una 14enne (tipo la Pamela dell’Eleganza del Riccio, per intenderci), mi fa pensare che l’autrice abbia terminato da tempo i suoi studi…

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    • Hai ragione Marco! Devo confessare che l’ho letta velocemente e che mi è piaciuta e quel particolare mi era sfuggito. Però la mail di Gabriella spiega il tutto!
      Ciao!

      Rispondi
  2. senzapatria

     /  ottobre 10, 2012

    Approfitto della mail di mio marito per rispondere.
    Grazie per la lettera,è bellissima,peccato che non sia affatto di Margherita ma di Alessandro D’avenia che l’ha fatta pubblicare sul giornale La Stampa più di un anno fa,proprio all’inizio della scuola ed era indirizzata ai suoi colleghi professori.
    Al di là di questa precisazione che mi sembra necessaria e che che deve essere spunto per una paterna correzione,grazie per averla segnalata,aiuta a non dimenticare che cosa sia l’educazione e quale sia la responsabilità degli adulti nei confronti dei ragazzi.la scuola non la fa il ministro e neanche la riforma o i fondi,non mancano strutture ma Uomini.
    Ciao, Gabriella

    Rispondi
    • Grazie della precisazione Gabriella!
      Mi sono permessa di togliere i tuoi dati personali perché ritengo che nel web è meglio non fornire troppe indicazioni, sai per la privacy!

      Rispondi
  3. Cara Gabriella, grazie alla tua segnalazione, abbiamo informato il TGCom e la pagina è stata cancellata!

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