Il convitato di pietra

Carissimo Scalfari,

                           mi spiace ma non condivido il modo con cui lei da alcune settimane e oggi ancor di più sta affrontando dalle pagine di Repubblica la campagna elettorale in corso. Mi spiace, ma lei, pur esprimendo una valutazione diversa da quella di tanti uomini politici e pur augurandosi una continuità del montismo, è del tutto omologato alla logica oggi dominante, quella di cercare chi ci salverà da questo pantano in cui ancora siamo e con le gambe immerse quasi totalmente tanto da muoversi a fatica, molta fatica. L’Italia che aveva perso la fiducia nella politica sembra essere oggi alla ricerca di un salvatore, quasi che ci fosse un uomo a poterla salvare, e allora lei in un modo e nell’altro ci parla di questo convitato di pietra che il dopo elezioni ci presenterà auspicando che sia Monti, vista la politica di risanamento dello stato che sta attuando. Carissimo Scalfari, la situazione è oggi ancor più preoccupante perchè la mentalità dominante è quella che lei esprime, quella di un popolo che rinuncerebbe alla sua energia vitale e la consegnerebbe tutta nelle mani di un vincitore da cui aspettarsi il meglio. E’ non solo la fine della politica, ma la chiusura in un loculo ben sigillato di un popolo, la sua uscita dalla storia. C’è da attuare una svolta e da subito, ciò che anche durante questo periodo di montismo si è dimostrato come forza decisiva del paese è la presenza attiva di un popolo che sa assumersi i bisogni e tenta di rispondervi. Questa è la novità su cui ricostruire la politica, che il popolo c’è, che può essere protagonista ancora della storia! Bisogna ripartire da lì, dalla presenza fattiva e costruttiva della gente, da chi lavora, da chi studia, da chi crea famiglia, da chi condivide il bisogno di chi soffre, da chi è impegnato con la sua vita e con quella degli altri. Non bisogna rieditare la vecchia politica e i suoi stanchi campioni, come sarebbe un errore dare continuità a Monti, perchè non è da un uomo che il paese sarà salvato, bisogna invece riconoscere ciò che sta emergendo ogni giorno come dato significativo e incoraggiante, quello che il popolo sta aprendo il varco ad una nuova politica, non più lo stato  centrale di cui saper tirare le fila, ma un popolo che vuole tornare ad essere protagonista. E non aspettiamo al dopo elezioni a renderci conto di questo, nella campagna elettorale già in corso bisogna che la vecchia politica si faccia da parte, sarà il popolo a sostituirla!
Gianni Mereghetti
Abbiategrasso
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