Lettera al Corsera sull’insegnamento della religione cattolica

Carissimo Sergio Romano,

                                              oggi lei nella sua rubrica sul Corriere della Sera prende in esame la questione dell’insegnamento della religione cattolica e dopo aver ricordato che questo insegnamento è regolato dagli accordi concordatari spezza una lancia a favore delle affermazioni del ministro Profumo che ha suggerito o chiesto di rivedere tale insegnamento in quanto oggi dentro le scuole gli studenti praticano le più diverse religioni. Purtroppo lei nella sua analisi non tiene conto di due elementi che sono decisivi per entrare nel merito della questione. Il primo è che l’insegnamento della religione cattolica è assicurato per permettere agli studenti che lo vogliano ( ed è da sottolineare questo!) di comprendere la cultura, l’espressione artistica, il modo di pensare che in Italia ha segnato la storia di un popolo. Il secondo è che questo spazio è uno spazio di libertà. La Chiesa propone dei programmi, gli studenti e le loro famiglie scelgono di frequentare questo percorso. E’ uno spazio questo molto interessante, e una scuola moderna dovrebbe valorizzare e incrementare uno spazio di studio e di approfondimento che poggia tutto sulla libertà, libertà di proporre, libertà di coinvolgersi. Questa libertà è da mantenere, vale per la scuola tutta, perchè indica la strada della conoscenza. Non togliere, ma arricchire, questo è il problema serio di questo spazio di libertà. Per questo più che a togliere bisognerebbe che i nostri legislatori pensino al modo di arricchire questo spazio così significativo di libertà, e per arricchirlo non devono pensare a nulla, ma solo valorizzare ciò che già c’è, ovvero il desiderio dei giovani di capire la loro vita, di coglierne il senso.
Gianni Mereghetti
Insegnante
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2 commenti

  1. ma se venisse data la possibilita’ anche alle altre comunita’ religiose di insegnare in quell’ora, e si desse agli studenti la possibilita’ di scegliere, come la vedresti?

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    • Personalmente mi sento italiana ed erede della cultura italiana, per cui mi sembra necessario che chi vive in Italia, per capire meglio le sue origini o per conoscere meglio la cultura di chi lo ospita, conosca la Religione che per due millenni ci ha dato capolavori della letteratura e dell’arte altrimenti incomprensibili. L’insegnamento poi della religione come catechismo è un’altra cosa e spetta alla responsabilità della famiglia d’origine, di qualunque religione sia.

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