Europa: Una, Nessuna, Centomila

Sollecitata da alcuni amici, ho ascoltato il contributo di Mario Mauro nell’incontro “Europa: una, nessuna, centomila” tenutosi al Meeting di Rimini. Lascio il link ( http://www.youtube.com/watch?v=-yf4f03selY&feature=relmfu) per poterlo sentire saltando con il mouse a pochi secondi dopo il primo minuto; poi magarti vien voglia di sentire tutto; ma quel che dice Mauro è davvero preoccupante e, soprattutto mi convince, perché non contraddice le conoscenze che già possiedo della storia e dell’economia dell’Europa. So infatti che in Europa da sempre ci sono state guerre tra un popolo e l’altro, in tutti secoli: dapprima era la grande Roma a voler imporre il proprio dominio a tutti i popoli del mondo allora conosciuto, poi ci sono state le invasioni barbariche ,quindi, con graduali passaggi si è arrivati ai vari stati nazionali e , anche il secolo scorso ci sono state ben due terribili guerre, che hanno coinvolto le altre potenze mondiali.

Ebbene, mi pare di aver capito che gli stati del nord dell’Europa siano decisamente immuni da problemi di debito pubblico o di spread, che siano paesi della cosiddetta tripla A tanto cara a Moody’s e agenzie simili. Mauro sosteneva che, se per caso i popoli di questi paesi  economicamente stabili decidessero di mollare il sud Europa  al suo destino, si aprirebbero degli scenari inimmaginabili di contrapposizione e di quello che speravamo di aver eliminato dal nostro continente: il tuonar dei cannoni.

Ma affermava anche un’altra cosa inquietante: che se ci fossero già stati da tempo una confederazione di stati europei con una economia  e una politica comuni, probabilmente il debito italiano non sarebbe arrivato ai duemila miliardi di euro. Diceva anche tante altre cose interessantissime, ma io ho colto queste e soprattutto mi ha commosso il suo appello – quasi una preghiera urlata – a permettere che si realizzino finalmente quelle riforme strutturali che permettano non solo all’Italia ma a tutta l’Europa del sud di riprendersi e garantire a ciascun cittadino europeo il godimento dei diritti e delle garanzie indispensabili per una pacifica convivenza.

Ma invito chi vuole a sentire lo stesso Mauro per cogliere anche altri messaggi che magari mi sono sfuggiti.

La conclusione che ne traggo è che forse non è più il caso che si vada tanto per il sottile alla ricerca del potere fine a sè stesso o che si cerchino dei politici che garantiscano al singolo i privilegi acquisiti in anni di irresponsabilità del governo della cosa pubblica,…. forse è il caso che cerchiamo innanzitutto di concepirci come cittadini di un’Europa che garantisca a ciascun europeo e ai nostri figli, i suoi diritti al di là delle pretese di un partito o un altro. Dopo tutto, il primo diritto fondamentale di ciascuno è il diritto alla vita (tutti gli altri sono conseguenti) e la guerra (parola che nemmeno viene usata, forse per non farne sentire il pericolo) comporta la perdita di moltissime vite umane…

Credo sia giusto scegliere quei partiti che ci promettono e tenteranno di muoversi per una costruzione dell’Europa che non sottintenda o rischi il nascere delle nuove eterne, sanguinose guerre, non molto diverse da quelle che ci circondano ai confini del Mediterraneo. Guerre infinite e fontidi infiniti dolori.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate!

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2 commenti

  1. Premetto che sono allegra di natura e credo nella provvidenza divina.
    Con calma ascolterò il link della conferenza di Mario Mauro e ti ringrazio per il riassunto.
    Io sono già oltre la preoccupazione, sono certa che non si possa tornare indietro, ma neanche ristabilire un equilibrio (che non c’è mai stato) e una sana economia fra tutti i paesi. Lo dico perché la crisi che stiamo vivendo, è il risultato di anni di un governo europeo sbilanciato e prepotente. Agli inizi si poteva intervenire, ora non più perché nessun paese è autonomo, né sopravvivrebbe in autonomia, a parte forse la Germania, ma non ne sono certa. Da ogni governante dei singoli paesi ci si aspettava che lottasse duramente per i diritti del proprio popolo. Ma è mai successo in Italia? I governanti italiani stanno davvero dalla parte del cittadino? E mi dispiace tantissimo, ma non era così in passato e neanche ora, come si può vedere.
    Le risorse non ci sono più, da nessuna parte. Laddove si è voluto girare pagina per cercare un nuovo inizio e per ritrovare il valore del denaro, e con valore intendo dire che oggi i nostri soldi non valgono più nulla, neanche il dollaro, si è dovuto ricorrere ad una guerra.
    Spero, ma più che altro prego, che Dio interverrà, anche se gli abbiamo chiuso la porta in faccia.

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    • Io penso che sia soprattutto una questione di mentalità: ormai dopo la fine della seconda guerra mondiale abbiamo dato ampio spazio all’individualismo (ognuno pensi a sé che agli altri ci pensa lo stato) all’egoismo e a tutte quelle posizioni anticristiane di chi crede di potersi salvare con le proprie mani e basta… abbiamo visto cosa siamo capaci di fare… purtroppo.
      Anch’io prego per la nostra povera Italia e per la nostra povera Europa senza Dio, per i miei figli, per i nostri figli. Ma credo sia indispensabile operare per informare chi vuole essere informato di queste cose che Mauro ha detto.
      Poi …
      mah! siamo nelle mani di Dio e personalmente credo che la cosa più utile all’umanità che possiamo fare è la nostra continua conversione con tutto quel che ne consegue dal punto di vista dell’esperienza.
      Ciao!

      Rispondi

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