Domandine a chi ci governa

Ieri SOL ha dato questa notizia:

Apprendiamo dal  senatore PD Ignazio Marino che il ministro Riccardi avrebbe l’intenzione di finanziare nel 2013 la modica cifra di 500.000 eur per sostenere le attività del Programma speciale delle Nazioni Unite per la salute riproduttiva (Hrp).
Riccardi non conferma né smentisce.

La risposta temporeggiatrice del suo ufficio stampa, riportata da  Il Foglio di venerdì 29 giugno, lascia stupefatti. I casi, infatti, sono due: o il senatore Marino, a nome del nostro paese, ha annunciato i fondi da parte del ministro a insaputa del ministro stesso – il che sarebbe molto grave – oppure Riccardi ha effettivamente dato mandato a Marino dell’annuncio, il che è ancora più grave.
E’ infatti esclusa la possibilità che un ministro della Cooperazione internazionale esperto come Andrea Riccardi ignori cosa significhi l’espressione “salute riproduttiva” nei programmi ONU, e che ignori la posizione della Santa Sede a riguardo.

Cosa significhi l’apparentemente innocuo termine “salute riproduttiva” lo spiega Il Foglio: “Accanto alla promozione della salute materno-infantile, e quindi alla lotta alla mortalità materna e al miglioramento della salute della donna legata alla sua possibilità di procreare, quella definizione ricomprende infatti il vasto e spinoso capitolo – spinoso almeno per i cattolici, ma non solo per loro – della contraccezione (preventiva e d’emergenza) e dell’aborto, senza contare l’altro controverso capitolo della vaccinazione contro il papillomavirus, indirizzata a bambine e adolescentiProprio la scorsa settimana, tra l’altro, l’Hrp ha presentato a Ginevra l’edizione aggiornata di “Aborto sicuro: guida tecnica e politica per i sistemi sanitari”. Leggiamo direttamente sul sito dell’Hrp – che dedica il mese in corso alla promozione e all’informazione della pillola del giorno dopo – la descrizione delle sue attività. Che prevede anche “la messa a punto di soluzioni sicure e accettabili in materia di aborto medico, compresa l’utilizzazione di mifepristone-misoprostol (si tratta dell’aborto chimico con la Ru486, ndr). La ricerca continua per migliorare l’efficacia e ridurre gli effetti secondari di questi medicamenti”.

Ci domandiamo se questi soldi rappresentano, oltre che da un punto di vista etico e morale, ciò di cui il nostro paese ha più bisogno.
Ci domandiamo anche con quale trasparenza il ministro cattolico Riccardi si pone nei confronti di chi, come lui, condivide una visione della vita che tenda a costruire, sostenendo la vita soprattutto dei più deboli, gli indifesi ancora non nati.

Allora, caro ministro,  conferma o smentisce?
Il convegno di Todi che l’ha formalmente eletta prima di Monti, prevedeva forse l’asservimento dei cattolici al potere di turno?
A questo ci saremmo ridotti?

 

Oggi  da stranocristiano si apprende delle mail inviate ad Avvenire per chiarimenti e richieste con realtiva risposta e non si capisce bene cosa voglia sostenere Avvenire… però è interessante il post di stranocristiano che si conclude con delle domande che anch’io sottoscrivo:

1. E’ vero, come scritto sul suo sito, che il senatore Ignazio Marino ha partecipato ed ha parlato in un consesso istituzionale Oms/Onu a nome del nostro paese?

2. Se è vero, chi l’ha accreditato nel governo? E’ andato per conto della Farnesina? Oppure ha avuto un particolare mandato parlamentare, visto il suo incarico?

3. Ha detto, rappresentando l’Italia, quello che dice di aver detto, e cioè di possibili finanziamenti italiani a programmi per la salute riproduttiva, in un consesso ufficiale?

E’ importante, a questo punto, che il senatore Marino e chiunque l’abbia accreditato, risponda, e faccia chiarezza.

Insisto sul punto, perché mettere la faccia sui valori non negoziabili – come ha invitato a fare il Card. Bagnasco anche in una recente omelia ai parlamentari -  significa esattamente mettere la faccia innanzitutto su fatti come questi, perché è su questo che si misura il coraggio e l’impegno dei cattolici in politica.

E a questo proposito ricordo che la Chiesa su questi temi non fa sconti a nessuno, anzi: basti pensare a quello che successe qualche anno fa per esempio a Paola Binetti, il cui impegno su questi temi è sempre stato limpido e generoso, senza ombra alcuna.

Appena eletta senatore nel Pd, nel secondo governo Prodi, si trovò a dover votare sui finanziamenti europei alla ricerca che distruggeva embrioni. Se avesse votato contro, al senato, la Binetti avrebbe messo in forte difficoltà la sua maggioranza, e probabilmente l’avrebbe fatta saltare. Era all’inizio del suo primo mandato, e non se l’è sentita di farlo: onestamente, le si stava chiedendo un gesto difficilissimo. Lei non partecipò al voto, cercando di minimizzare i danni, e testimoniando comunque la sua opposizione a quel provvedimento. Fu attaccata durissimamente dalla stampa cattolica, compreso l’Osservatore Romano. Eppure il suo impegno – era stata da poco Presidente di Scienza e Vita, una delle facce vincenti della battaglia referendaria – era e continua ad essere limpido, sotto gli occhi di tutti. Ma un cattolico che fa politica in prima persona, deve essere consapevole che è sui valori non negoziabili innanzitutto che viene misurato. E’ un impegno in più, sicuramente gravoso, dove purtroppo è facile anche sbagliare o cadere in “trappoloni”. Ma si chiamano “non negoziabili” proprio perché su quelli non si transige.

E adesso aspetto chiarimenti dal senatore Marino, e da chi l’ha accreditato (Farnesina?)

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